Al Teatro de’ Servi Casisa parla di sé e di tanti altri millennial, quella generazione che ha tutto, sa far molto, ma non arriverà mai
Fai le elementari, poi le medie, poi le superiori (se è un liceo meglio). Canta a squarcia gola Notte prima degli esami e poi vola all’università, laureati – in tempo-, trova lavoro e nel mentre l’amore, sposati, compra casa, annuncia a tutti sui social “mamma e papà ti aspettano” mostrando la prima ecografia.
Ecco, ora che hai fatto tutto complimenti, sei l’adulto funzionale che la società voleva. Come? Hai mancato qualcosa? Di tutto questo c’è un punto che hai iniziato e non concluso o neanche iniziato? Allora sei un Inconcludente, come il titolo dello spettacolo che Claudio Casisa ha portato al Teatro de’ Servi di Roma il 12 maggio scorso.
Un monologo che parla di una generazione, quella di questi Millennial che si sono affacciati all’età adulta sperando di trovare un mondo ordinato, in cui bastava impegnarsi per farcela, e che invece si sono ritrovati davanti a un caos a cui nessuno li aveva preparati.
Mischiando italiano e siciliano, da solo sul palco con il suo microfono tra le mani, Casisa ripercorre tutti quegli iniziati-e-mai-finiti che hanno fatto parte della sua vita. Dal corso di inglese alla voglia di capire la politica, fino alle serie tv che escono ogni settimana, facendoti sentire indietro se non hai fatto binge watching dell’ultimo grande show Netflix, quello di cui tutti parlano tranne te.
La comicità nasconde la grande nemica di questo secondo: l’ansia da prestazione, la paura di non aver fatto in tempo, perché c’è tutto e devi stare sul pezzo. Possono apparire le confessioni di un ragazzo come tanto, che ha preso la sua abilità di stare sul palco e la sta usando per raccontarsi in modo quasi egoriferito.
Eppure Inconcludente appare subito il ritratto di una generazione intera. Non importa cosa sia ciò che singolarmente non abbiamo portato a termine, le parole di Casisa sembrano una sorta di “sineddoche generazionale”: la sua parte di vita, le sue singole esperienze, descrivono in realtà un mondo comune di “devo fare ma non riesco”, figlio della iperproduttività moderna e di quei social network che tanto amiamo ma tanto ci condizionano.
Non ha bisogno né di sfondi né di intermezzi tecnologici, gioca con le luci del palco ma per il resto tutto è nelle sue mani e in quel microfono con cui parla e canta. Semplice e diretto, proprio come se si stesse raccontando a degli amici, capace anche di improvvisare per giocare col pubblico, Casisa porta avanti quasi un’ora e mezza di one man show senza che sembri mai troppo. Il rischio di ridondanza o di “dire per riempire spazio” non si scorge, i temi ci sono e ad ognuno è dedicato tempo sufficiente. Forse, anzi, ci sarebbe stato anche altro da dire in questo spettacolo che è soprattutto uno smontare, mattone per mattone, il mondo ansiogeno e performativo in cui vive la generazione dei prossimi adulti.
Prossimi, sì, perché nonostante l’anagrafica è chiaro che i millennial non siano ancora “del tutto adulti”: poca stabilità economica, precarietà abitativa, famiglie che faticano a crescere. E quelle frasi da genitori che iniziano con “io alla tua età” hanno il sapore agrodolce di una critica alla quale si potrebbe rispondere solo con la recriminazione: sì, ma chi è che ha preparato un mondo in cui io alla mia età non riesco ad aver tutto questo? Casisa, però, evita la facile polemica con la generazione precedente: qui non si parla delle colpe dei padri, qui, finalmente, si dà spazio alle angosce dei figli.
Per chi con Casisa condivide generazione e ansia il suo Inconcludente è certo l’occasione di sentirsi capiti, meno soli davanti a un mondo che sembra costruito solo per esseri perfetti. Per gli altri, invece, per chi questi giovani spaesati fatica a comprenderli, potrebbe essere un esercizio di ascolto. Sedersi in platea senza pregiudizi, senza la convinzione di conoscere cosa ci sia dietro ansie e paure. Con l’unico interesse di capire cosa significa esseri svegliati adulti in un mondo che, forse, era stato raccontato diversamente.





