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Videocittà 2026: l’acqua diventa suono, luce e immagine

Siamo stati alla seconda serata del Videocittà 2026, la rassegna di cultura audiovisiva e digitale al Gazometro di Roma

Anche quest’anno il Gazometro di Roma si è trasformato in uno dei luoghi più affascinanti della scena culturale capitolina. Videocittà, il festival dedicato alla cultura audiovisiva e alle nuove forme di espressione digitale (che nelle passate edizioni ha coinvolto numerosissimi artisti del panorama italiano e internazionale, da Giorgio Moroder a Zerocalcare), continua a distinguersi come uno degli appuntamenti più originali dell’estate romana, capace di mettere in dialogo musica, arte, tecnologia e sperimentazione all’interno di uno spazio industriale che sembra nato per ospitare questo tipo di esperienze.

Ad aprire la serata è stato Apparat, nome ormai imprescindibile della musica elettronica europea – © GR Digital User

L’edizione 2026, dal titolo evocativo – Watercult – ha scelto l’acqua come elemento simbolico e narrativo: sorgente di vita, memoria, trasformazione e connessione. Un filo conduttore sviluppato attraverso un percorso costellato di installazioni luminose, opere di arte digitale, esperienze immersive, realtà aumentata e installazioni interattive che hanno accompagnato il pubblico lungo tutta l’area del Gazometro. Tra display monumentali, giochi di luce, proiezioni e ambienti sonori, il visitatore non è semplice spettatore ma parte integrante dell’opera, immerso in un continuo dialogo tra tecnologia e percezione.

Ma se Videocittà è un luogo dove le arti dialogano fra loro, la seconda serata del festival ha trovato il proprio cuore pulsante nella musica dal vivo, protagonista sul palco principale con tre artisti capaci di interpretare in maniera molto diversa il rapporto tra elettronica e ricerca sonora.

Ad aprire la serata è stato Apparat, nome ormai imprescindibile della musica elettronica europea. Il produttore tedesco ha costruito un live intenso e stratificato, nel quale beat elettronici, ambient, techno melodica e suggestioni post-rock si sono intrecciati senza soluzione di continuità. Più che un semplice DJ set, quello di Apparat è apparso come un vero concerto elettronico, fatto di continui crescendo emotivi, synth avvolgenti e ritmiche profonde che hanno trovato nella scenografia del Gazometro una cornice perfetta. Luci e visual hanno accompagnato ogni passaggio, amplificando quella dimensione quasi cinematografica che da anni rappresenta uno dei tratti distintivi del musicista berlinese.

Cambio netto di atmosfera con Nziria, artista capace di portare sul palco una proposta personale e coraggiosa, dove elettronica sperimentale, sonorità urban e radici della cultura partenopea convivono con naturalezza. Una performance fisica, intensa, nella quale la voce si alterna a momenti più aggressivi e ad altri più introspettivi, sempre sostenuta da produzioni elettroniche essenziali ma efficaci (con un certo richiamo a alcune sonorità della dance anni ’90 ultimamente tornate di moda).

A chiudere Populous, autore di uno dei set più coinvolgenti della serata. Il produttore salentino ha trasformato il palco in una grande pista da ballo, mescolando deep house, elettronica, ritmi tropicali e contaminazioni provenienti da diverse tradizioni musicali. Il suo live ha rappresentato il naturale punto di incontro tra ricerca sonora e dimensione collettiva del ballo: un viaggio musicale elegante ma al tempo stesso accessibile, capace di accompagnare il pubblico fino a notte fonda senza mai perdere intensità.

Il produttore salentino Populous che ha chiuso la serata sul main stage – © FlavioFrank

In fondo è proprio questa la forza di Videocittà: riuscire a mettere la musica al centro senza rinunciare alla propria identità multidisciplinare. Le installazioni disseminate nell’area del Gazometro non fanno da semplice contorno ai concerti, ma contribuiscono a costruire un’esperienza immersiva nella quale immagini, architettura, luce e suono diventano parte dello stesso racconto. E la seconda serata del festival ha dimostrato ancora una volta come la musica elettronica, quando incontra gli spazi giusti e una visione artistica coerente, riesca a trasformarsi in qualcosa che va ben oltre il concerto: un’esperienza da vivere, prima ancora che da ascoltare.

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Videocittà – Festival della Visione e della Cultura Digitale, IX edizione, ideato da Francesco Rutelli, con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti. Dal 10 al 12 luglio 2026 presso il Complesso del Gazometro di Roma

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