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Un canto d’amore per chi non c’è. Un canto di rabbia contro l’assenza.

Al Mythos Troina Festival, “Sing Orpheus Sing” conquista il pubblico con una potente rilettura contemporanea del mito di Orfeo.

di Rebecca Lonsi

Sing Orpheus Sing ha debuttato in anteprima nazionale al Mythos Troina Festival, all’interno della sezione Assoli, conquistando il pubblico con la forza della sua scrittura e la potenza della sua messa in scena.

Scritto e diretto con grande sensibilità da Noemi Francesca, tra le voci più interessanti del teatro contemporaneo, lo spettacolo trova in Dario Guidi un interprete di straordinaria intensità, capace di trasformare il dolore in parola, musica e presenza scenica. Le sue qualità attoriali si intrecciano con quelle musicali. Canta e suona l’arpa elettronica, dando vita a un Orfeo contemporaneo che cerca disperatamente di colmare il vuoto lasciato dalla perdita.

La vicenda si sviluppa come un lungo flashback. Davanti agli spettatori appare un uomo devastato. Si è appena voltato e, in quell’istante fatale, ha visto Euridice svanire per sempre, ormai a un passo dall’uscita dagli Inferi. Rimane solo, stordito dal dolore, incapace di accettare l’irreparabile. E allora canta, perché il canto è l’unico linguaggio rimasto per attraversare l’assenza. Sfida Caronte, invoca Persefone, tenta ancora una volta di piegare il destino in una ricerca disperata che, da personale, diventa universale.

In uno spazio scenico essenziale, sospeso in un tempo indefinito e attraversato da suggestioni quasi apocalittiche, la drammaturgia in versi supera il mito di Orfeo ed Euridice per raccontare un’esperienza che appartiene a tutti: il dolore di chi ha amato e ha dovuto dire addio. L’assenza si trasforma in una voragine impossibile da colmare, un vuoto che continua a risuonare dentro chi resta.

Il linguaggio poetico della scrittura e la regia visionaria costruiscono un universo onirico di rara intensità, nel quale parola, musica e immagine si fondono in un’esperienza teatrale di grande impatto emotivo. Senza indulgere nel sentimentalismo, lo spettacolo attraversa il dolore fino alle sue profondità, riuscendo a trasformarlo in autentica bellezza scenica. Al termine della rappresentazione, il pubblico ha salutato Sing Orpheus Sing con una lunga standing ovation. Molti spettatori erano visibilmente commossi; il segno più evidente di un’opera che riesce a parlare al cuore senza rinunciare al rigore della ricerca teatrale.

Con Sing Orpheus Sing si è conclusa la rassegna Assoli della sesta edizione del Mythos Troina Festival, diretto con passione e competenza da Luigi Tabita. Un festival che, nello straordinario scenario di Troina, uno dei borghi più belli d’Italia, continua a crescere anno dopo anno, affermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento del panorama teatrale nazionale grazie alla qualità della proposta artistica e alla capacità di coniugare ricerca, contemporaneità e valorizzazione del territorio.

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Sing Orpheus Sing – Drammaturgia e regia: Noemi Francesca – Con: Dario Guidi – Elementi di scena e costumi: Cristiano Carotti – Dramaturg: Riccardo Festa – Produzione: Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale – In collaborazione con Mythos Troina Festival – In scena il 1 e 2 agosto 2026

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