Il duo Silvestri-Fresi al “Roma in Musica”
Provo a mettermi nei panni dei passanti con l’intenzione di vedersi Roma magari dopo una giornata faticosa e calda o dei turisti che per caso si trovavano Piazza Navona. In entrambi i casi forse erano ignari del fatto di trovare in Piazza in un palchetto con poche sedie, uno schermo e con la postazione tecnica, due artisti talentuosi come il cantautore romano Daniele Silvestri e l’attore, cantante (e musicista per l’occasione) Stefano Fresi.
Roma in Musica (RIM) è il festival organizzato (perlopiù sperimentato) dal talentuoso Silvestri che ieri sembrava esser a suo agio nel suo piccolo salottino sobrio ed essenziale, fatto di musica e di intrattenimento. Poco prima di cominciare, Silvestri trova il tempo per accordare la sua chitarra intonando per pochi secondi i suoi più grandi successi, tra cui la strappalacrime canzone La Bomba per intrattenere per poco i suoi ospiti e curiosi come se fosse una serata tra amici, in modo del tutto spontaneo e naturale.
Poi arriva Stefano Fresi, come se fosse stato invitato appunto a casa sua per un aperitivo o un gelato sotto il cielo romano della grande piazza rettangolare. Il conduttore comune è Roma e il fatto che anche i romani, come le grandi star internazionali, sanno fare altro oltre che essere attori. E’ una capacità innata che scorre nel sangue e, attraverso i secoli, ha raccontato una romanità che nel suo ossimoro sembra ormai lontana ma mai così presente. Nel loro interloquire, i due protagonisti romani hanno ricordato Lulù di Aldo Fabrizi con la proiezione del video al suo seguito, intonato delle seranate romane (per chi non le conoscesse sono un patrimonio che appartiene al repertorio romano basato sulle canzoni intonate dal futuro sposo alla sua donna poco prima del matrimonio sotto casa, appunto, della sposa) poi si sono divertiti a sfoggiare a turno qualche perla rara o cavalli di battaglia, un po’ con la chitarra e un po’ con il pianoforte, come la canzone romana Lella o il riadattamento in musica della poesia di Trilussa la Ninna Nanna della Guerra. Difficile non ricordare il padre della poliedricità romana come Gigi Proietti nella memoria che poi sfociava verso Ettore Petrolini e Gabriella Ferri.
Per chi conosce Stefano Fresi solo come attore, non comprende la sua vera anima artistica poiché nasce dapprima come musicista che, come tanti altri, è caduto nell’amore perduto verso il teatro e successivamente per il cinema. Ed è proprio per queste due arti che il duo Silvestri-Fresi spendono due parole per ricordare ancora una volta la sottile voragine che li differenzia: il teatro conosce il brivido del momento, del rischio di una battuta sbagliata o del vuoto di scena, mentre nel cinema è tutto rimediabile, ricostruibile. Il teatro è il luogo dell’istante irripetibile mentre il cinema è il tempo delle repliche identiche a se stesse.
È un dialogo musicato che valeva la pena esser ascoltato e vissuto poiché memoria storica di un’esperienza artistica formata non solo sul talento, ma anche sulla sperimentazione poliedrica nei vari contesti culturali.
Un tempo gli artisti erano conoscitori del contesto contemporaneo ed esprimevano concetti politici, filosofici e non erano solo dediti e fermi al loro campo visivo più stretto, ma erano visionari esattamente come i grandi saggi. Ora questa figura è andata via, via disperdendosi, tanto che ai talk show a volte rimangono in silenzio durante i dibattiti per poi prendere parola soltanto per presentare un film o un nuovo progetto artistico. Ieri ho visto rinascere il ruolo di artista di un tempo e chissà se il germe non venga diffuso come un’infezione necessaria per rinascere.
____________
“Roma in Musica”- manifestazione promossa da Roma Capitale – Direzione Artistica Daniele Silvestri – dal 7 al 13 giugno dislocato nei diversi Municipi di Roma.





