di Tonino Pinto*

 

Ginger Rogers l’ho conosciuta nel 1993 a Palm Spring in California insieme al critico musicale Marco Molendin, invitati dall’ attuale presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Felice Laudadio, allora direttore artistico del primo Festival di  Palm Spring e della festa organizzata per gli 80 anni di James Stewart.  Ginger Rogers  un simbolo, una vera icona di quel cinema di Hollywood che dagli anni ‘30 ai ‘50 inondò anche l’Italia di ritmo e di swing con le indimenticabili coreografie di Ginger Rogers e Fred Astaire.  Fu Marco Molendini a riconoscerla per primo sul red carpet di quel festival dedicato a Jim Stewart, elegantemente seduta su una sedia a rotelle spinta da una hostess.  Quando l’avvicinai con un microfono  e la telecamera che mi seguiva come un’ombra, mi accolse con il suo famoso accattivante sorriso che mi aiutò a sciogliere un’ombra di imbarazzo e a restituirmi ancora incredulo uno dei miei miti di quel cinema a stelle e strisce. Ginger Rogers, quell’attrice, quella cantante ma soprattutto quella straordinaria ballerina di tip tap, partner ideale con il grande ballerino coreografo Fred Astaire di tanti film di successo come giusto per citarne uno “Cappello a cilindro”.  Quella straordinaria Ginger Rogers è stata una delle attrici, una delle dive più pagate del cinema americano, legando il suo nome alla storia stessa del cinema mondiale e che ha fatto sognare il pubblico dei cinque continenti ballando con Fred Astaire come in “Carioca” di Thornton Freeland  e  ”La vita di Vernon e Irene Castle” di Potter. “È la mia felicità” mi disse   lei in quel breve incontro, “È stata vivere la vita ballando al ritmo del tip tap, adesso ho qualche doloruccio alle gambe, ma il sogno è stato così fantastico che volo ancora, volo con i miei film”.

 Sembrano due farfalle con quella  leggerezza ed eleganza al contempo, mi dicevano al giornale qualche giorno fa quando concordavamo questo articolo, ed ancora oggi per chi come me ha avuto la fortuna di vedere quel film rigorosamente in un luccicante  bianco e nero, quei film di Ginger Rogers in coppia con  Fred Astaire, lui rigorosamente volteggiante in smoking, lei splendidamente elegante con uno svolazzante vestito di piume di struzzo, ci restano indelebili le immagini che rapivano il  pubblico in sala di quelle due farfall,e Ginger e Fred che volano sulle note di “Cheek to cheek”. “Come è stato lavorare e ballare con un grande come Fred Astaire”?,  gli chiedemmo con Marco Molendini.  “Lavorare con Fred Astaire non è stato uno scherzo, lui era un concentrato danzante di professionalità per ottenere quella perfezione.  Dietro c’è stato un lavoro che cominciava durante le riprese tutti i giorni all’alba”.  Si racconta ormai come una leggenda che quando danzarono per la prima volta insieme nel 1933 nel film “Carioca”, la troupe rimase con la bocca aperta vedendoli danzare, buona la prima, volando proprio come due farfalle. Lei aggraziata, elegante bella, ironica, lui ballerino ineguagliabile, elegante, ammirato e stimato anche dal mito del classico Nureyev che lo volle conoscere a New York dopo averlo ammirato nel film “Papà Gambalunga”. Insieme Ginger Rogers e Fred Astaire hanno girato nove films. La storia tra queste due magiche farfalle dello swing si esaurì quando lui alla fine degli anni ‘40 inizio anni ‘50 diventò anche produttore ancorché coreografo  dei suoi film, ballando fino a tarda età, ma anche impegnandosi come attore e anche come direttore artistico di un’importante scuola di danza che aprì proprio a New York in una traversa di Broadway .

La bella Ginger Rogers interpreò per lo schermo tanti film di successo come “Palcoscenico” interpretato insieme a Katharine Hepburn e “Frutto proibito” diretta da registi formidabili come Billy Wilder, conquistando nel 1940 anche un Oscar come migliore attrice protagonista con il film “Kitty Foyle, ragazza innamorata” diretta da Sam Wood. A proposito fra i film più belli, se potete, andate a rivedervi “Follie d’inverno”. Le sue gambe, scrissero allora i critici, occhieggiano tra le pieghe di una gonna proprio come una farfalla che vola di fiore in fiore. Grazie Ginger, adesso capisco anche perché un grande come Federico Fellini abbia voluto ricordare quella coppia straordinaria con Ginger e Fred, uno dei suoi film migliori con Giulietta Masina e Marcello Mastroianni, immaginandoli italiani alla fine di una carriera tutta dedicata al mito di Ginger e Fred.  Oggi con il mondo che più di volare sembra rotolare, rivedendo i tuoi film  cara Ginger Rogers, ci aiuta a sognare e anche a volare con la fantasia, con te e Fred ballando “Cheek To Cheek”.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

 

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