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Un castoro salverà il mondo: Jumpers e il coraggio di immaginare nuove storie Pixar

Il nuovo divertente film Pixar con un messaggio ecologista che parla a tutte le età con leggerezza e consapevolezza

Negli ultimi dieci anni, l’animazione Disney e Pixar ha progressivamente consolidato il ritorno sistematico a immaginari già esistenti. Tra sequel di grande successo (Frozen II, Inside Out 2) e live-action, l’impressione è quella di un’industria orientata alla sicurezza produttiva, che lascia poco spazio a nuove storie.

In un mondo sempre più segnato da queste operazioni nostalgiche, Jumpers – Un salto tra gli animali arriva come un’anomalia significativa. Il trentesimo lungometraggio Pixar non fa l’occhiolino ad immaginari già consolidati, ma costruisce un racconto originale capace di muoversi tra intrattenimento e riflessione. È proprio in questa scelta che il film trova la sua identità, ponendosi fin da subito come una boccata d’aria fresca.

Diretto e co-scritto da Daniel Chong (animatore di Inside Out) il film segue la storia di Mabel Tanaka, una giovane cresciuta nel rispetto della natura. Grazie a una tecnologia sperimentale, si ritrova a vivere tra gli animali di una radura minacciata dalla costruzione di un’autostrada. Da qui prende forma un racconto che intreccia avventura, conflitto e riflessione, mantenendo sempre uno sguardo lucido sul rapporto tra esseri umani e ambiente.

Il cuore del film è profondamente contemporaneo: la difficoltà di restare in ascolto, di sé stessi e di ciò che ci circonda, in un mondo che accelera continuamente. Il rapporto con la natura diventa il centro silenzioso del racconto. Non semplice sfondo, ma spazio di resistenza, rifugio e sospensione. È il luogo in cui la protagonista riesce a sottrarsi, anche solo temporaneamente, alla pressione emotiva che rischia di soffocarla. Non una fuga definitiva, ma un momento di quiete necessario per ritrovare equilibrio. In netto contrasto con la frenesia del contemporaneo, Jumpers suggerisce un tempo più lento, orientato all’esistenza stessa.

Il film evita con intelligenza qualsiasi deriva retorica. Non idealizza la natura, ma la restituisce nella sua autonomia, nei suoi ritmi, indipendente dall’intervento umano. Emblematica è la traiettoria del personaggio del sindaco Jerry, inizialmente antagonista, espressione di una logica capitalista e predatoria. Il personaggio attraversa un percorso di consapevolezza non forzato, che diventa il risultato di una crescita. È proprio questa gradualità a renderlo credibile, restituendo complessità a un ruolo che sarebbe potuto rimanere monodimensionale.

Con una scrittura ironica e leggera, Jumpers si inserisce come un’opera capace di parlare a pubblici diversi senza semplificazioni. Bambini e adulti vengono coinvolti allo stesso modo grazie a una costruzione narrativa che lascia emergere i significati con naturalezza. In un’industria che guarda sempre più spesso al passato, Jumpers dimostra che esiste spazio per storie capaci di immaginare il presente, e forse, anche un modo diverso di abitarlo.

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Hoppers – Regia: Daniel Chong. Sceneggiatura: Jesse Andrews, Daniel Chong. Casa di produzione: Pixar Animation Studios. Distribuzione in italiano: The Walt Disney Company Italia – Durata: 105 minuti – Nei cinema dal 5 marzo 2026

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