Preannunci e introduzioni dal Teatro Abc e dal Teatro Musco. Si rivelano già alte le premesse di un altro atteso e auspicato trionfo.
La stagione “viene e va”. Una stagione si è appena conclusa ed un’altra comincerà. Una stagione catanese moltiplicata per tre, una stagione che, in realtà, sono tre. Tre nuovissime stagioni di ricorrenze e anniversari, di traguardi, celebrazioni e festeggiamenti, di consuetudini e novità. E due i teatri, insieme una coesione, un binomio, una dualità. Due teatri di famiglie, armonia e familiarità, di eredi e continuatori, di figli d’arte e successori, di nuovi ospiti e ospitalità. Due teatri di prosa e narrazione, di ritrovo e condivisione, di musical, commedia e folklore. Due teatri di opere impegnate, così come vengono chiamate, e di altrettante allegre e spensierate, che sarebbero quelle tematicamente attenuate, quelle divertenti, dalle risate illimitate.
Due teatri di rimembranze e rievocazioni, di storia, identità e memoria, di radici nel cinema e nella letteratura. E di un richiamo forte e chiaro alla Sicilia. A quei testi che sono classici e popolari, a quei testi che sono internazionali, che sono pietre miliari. Che rielaborati e trascinati nell’oggi, diventano attuali. Due teatri di tradizione e sicilianità. Ma anche di nazione e nazionalità. Artisti siciliani, artisti italiani, stelle e celebrità nazionali, dagli onnipresenti e veterani ai principianti, novizi e novellini.
E di tutti quanti se ne evidenziano l’estro, il carisma, l’eccentricità. E tutti quanti componenti di un’enorme macchina scenica e drammaturgica, il “meraviglioso e perfetto completamento” delle sue funzioni e della sua funzionalità. Due teatri di legami affettivi e professionali, di sintonie e affiatamenti sinceri. Due teatri di oggi e di ieri, guardando al domani, agli anni venturi.
Al quadrato i teatri e al cubo le locandine. I cartelloni di una triplice programmazione. Di una coerenza progettuale e artistica, di sinergie intelligenti nel disegno e nell’azione, nelle idee e nella visione. E un’offerta culturale in espansione. E un’offerta culturale in rotta verso l’innovazione. La perseveranza e l’intraprendenza, l’attivismo e la continuità a favore della crescita e del consolidamento, a vantaggio dell’incremento e dell’evoluzione, gestendo e agendo con dedizione e operosità nell’interesse della città e della collettività. Di un pubblico certamente in aumento. In un crescendo di divertimento, sensazioni e generale ricettività.
A partire dal prossimo ottobre, otto mesi ancora una volta straripanti, un nuovo profluvio di produzioni travolgenti. L’una diversa dall’altra e mai uguali alle precedenti. Dieci con dieci, la somma fa venti. Venti rappresentazioni suddivise tra due palchi polivalenti, a cui ne aggiungiamo altri cinque. L’esordio di cinque spettacoli che saranno veri e propri eventi. Occasioni musicali di jazz e nel jazz, esecuzioni e concerti fra suonatori e strumentisti, con altri professionisti che in questo caso non sono attori recitanti ma sono sassofonisti e pianisti, musici e musicanti.
Alla base la volontà dell’Abc e del Musco di espandersi e allargarsi, di abbondare nella quantità senza mai tralasciare la qualità, di adottare ulteriori sistemi e formule vincenti. Affinchè l’interesse del singolo spettatore progressivamente avanzi, la sua curiosità ogni giorno si alimenti. E in entrambi i teatri, perchè il successo si confermi, il gradimento è il principale degli aspetti, quello che applicano e sottolineano gli stessi direttori, i dirigenti: il parlamentare e impresario teatrale Carlo Auteri e la regista e attrice Francesca Ferro. La mattina dello scorso 11 giugno, sul palcoscenico del Teatro Abc, c’erano anche loro fra i presenti. Insieme e accanto a diciassette artisti, fra attori e attrici, cantanti e musicisti, autori e produttori, organizzatori e registi.
Diciassette fra i protagonisti, diciassette rappresentanti di gruppi tanto solidi quanto vasti. Per un totale di diciannove partecipanti ad una conferenza stampa ufficiale, in un’atmosfera ufficiosa e scherzosa. Un contesto formale e allo stesso tempo informale, una presentazione con tutte le fattezze di una più semplice conversazione. Un momento confidenziale con e tra gli artisti, un incontro guidato da Salvo La Rosa, da sempre abile e preparato conduttore dal novero siciliano dei giornalisti.
Giornalista a moderare fra gli astanti e in dialogo virtuale anche con gli assenti. Dunque, trentadue complessivi interventi, tra filmati e saluti in registrazione, omaggi e video-messaggi. E pochi minuti ciascuno per raccontarsi. Raccontarsi e raccontare per sommi capi e sinteticamente i venticinque spettacoli che gli vedremo fare. Quali le fonti da cui attingere e le derivazioni da cui prelevare.
Quali i binari e gli archivi, le sceneggiature e i riferimenti, quali le correnti di cui avvalersi, e le filosofie e le sorgenti a cui ispirarsi, quali i romanzi e i rimaneggiamenti. Quali i comuni denominatori. Quali le venature e le connotazioni. Le metafore e le allegorie. In una carrellata su vizi, meschinità e gelosie, superstizioni e bugie.
Raccontarsi e raccontare concisamente e stringatamente a cosa vogliono tendere e mirare, cosa desiderano puntare e dove desiderano approdare, quali gioie ed emozioni intendono fare provare e quali i temi da sondare e sviscerare, quali gli universi da confrontare e scoprire, le teorie da dichiarare e sostenere, i significati da ricavare, quali di essi codificare e decodificare, e le questioni su cui sensibilizzare, le prepotenze e ipocrisie sociali su cui meditare, su cui pensare per comprendere e capire: se la comica ironia è quella che deve prevalere, la profondità e la riflessione non devono mai mancare. Se è lì che risiede il potere di un’attrice, la forza comunicativa di un attore.
Il potere e la forza di amalgamare esultanza e sofferenza, ciascuno con il proprio stile, ciascuno con il proprio modo di simulare e interpretare, di impersonare e incarnare. E il consenso dello spettatore, quello bisogna saperlo catturare. E l’apprezzamento e l’approvazione, bisogna saperli conquistare e mantenere. Certi che all’Abc e al Musco avranno ancora una volta la stoffa per stupire.
E quindi, che aspettate? Il sipario si sta per riaprire. Ad ottobre appassionati cultori, “amanti dell’arte e del bello teatrale”, correte a guardare, coscienti che i vostri occhi avranno coreografie e scenografie da ammirare e che avrete della musica da cantare e ascoltare. Che con le figure e i personaggi più diversi vi dovrete misurare e che a qualcuno di questi vi sembrerà di assomigliare. Che avrete dei volti da identificare e delle peculiarità da individuare. Che avrete una trama da seguire e afferrare, e qualcosa su cui trepidare, oppure sognare. Sognare e sperare. Che potrete ridere col cuore, che quello stesso cuore vi potrà palpitare, che la vostra anima sarà raggiunta da incancellabili e influenti parole, che qualche lacrima, in fin dei conti, la dovrete versare.
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Teatro Abc e Teatro Angelo Musco – Conferenza Stampa di Presentazione nuove stagioni teatrali 2026-2027 – moderatore: Salvo La Rosa – direttore artistico del Teatro Abc: Carlo Auteri – direttrice artistica del Teatro Angelo Musco: Francesca Ferro – direttore artistico del Catania Sea Jazz Festival: Rino Cirinnà – (in presenza e in collegamento video) interventi di: Francesca Agate, Gino Astorina, Carlo Auteri, Peppe Barra, Vittoria Belvedere, Cesare Bocci, Alessio Boni, Rossella Brescia, Nancy Brilli, Carlo Buccirosso, Mauro Casciari, Rino Cirinnà, Cosimo Coltraro, Paolo Conticini, Nadia De Luca, Guglielmo Ferro, Francesca Ferro, Mario Fraello, Enrico Guarneri, Totino La Mantia, Roberta Lanfranchi, Fioretta Mari, Francesco Daniele Miceli, Plinio Milazzo, Pippo Pattavina, Emanuele Puglia, Giampaolo Romania, Eduardo Saitta, Salvo Saitta, Samuela Sardo, Giuseppe Speciale, Manuela Villa – Catania, Teatro Abc (11 giugno 2026).





