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Trame in bottiglia a “Il Cinema in Ascolto”

“Tre Storie in Bottiglia” dove l’Enobreria di Gandini per ogni bottiglia svela un destino al Polo Civico di Viale Aldo Ballarin

C’è un modo di raccontare il cinema che non passa necessariamente per i riflettori accecanti dei grandi festival internazionali, ma che trova la sua dimensione ideale nel dialogo raccolto, quasi confidenziale. È questa l’essenza che ha permeato la recente serata della rassegna “Il Cinema in Ascolto”, svoltasi lo scorso 12 luglio; un palcoscenico che ha saputo trasformare la proiezione di Tre Storie in Bottiglia in un momento di autentica condivisione umana. Prima che la pellicola iniziasse a scorrere, il pubblico ha avuto il privilegio di assistere a una serie di conversazioni moderate dal direttore di Quarta Parete Andrea Cavazzini con il regista Giuseppe Gandini e con gli attori presenti, un prologo che ha saputo abbattere quella barriera invisibile che spesso separa lo spettatore dal “divo”.

Silvia Mazzotta, Andrea Cavazzini, Valentina Bruscoli

In questo contesto, la rassegna ha assolto a un compito nobile: umanizzare l’arte cinematografica. Attraverso un’intervista corale, condotta in un clima spiccatamente amichevole e familiare, gli artisti si sono spogliati della loro maschera professionale per svelare le “storie dietro la storia”. Abbiamo scoperto così i retroscena di una produzione indipendente, le fatiche della terra che si riflettono in quelle del set e quel legame profondo, quasi viscerale, che unisce il cast alla visione del regista. È un approccio che ha permesso agli spettatori presenti, di avvicinarsi alla maestria di interpreti di grande calibro con una familiarità nuova, scoprendo che dietro ogni inquadratura batte un cuore pulsante di aneddoti e dedizione.

Il film di Gandini, anche interprete nella pellicola nel ruolo dell’oste, già premiato per la sua regia e per le prove attoriali in festival prestigiosi come quelli di Ferrara e Siena, si snoda come un intreccio di esistenze che trovano nel vino non un semplice contorno, ma una vera e propria forza trasformatrice. La cornice narrativa è di per sé suggestiva: una enobreria, luogo di confine dove la carta dei libri e il vetro delle bottiglie custodiscono segreti comuni. Da questo spazio magico prendono il via tre percorsi umani distinti, ma legati da un unico destino di rinascita.

C’è il giovane rampollo della Roma bene Adalberto ( Christian Borromeo)costretto a confrontarsi con la polvere e il sudore delle vigne del Chianti dopo un fallimento scolastico. C’è la tenerezza malinconica di una commedia sentimentale con due protagonisti in età matura( Massimo Olcese e Valentina Bruscoli) – nella tenuta agricola di Torre in Pietra, a dimostrazione che la solitudine può essere interrotta da un incontro inaspettato e vitale. E infine, forse il segmento più denso di suggestioni estetiche, il dramma di un fotografo alle prese con una sfida che rasenta l’impossibile: dare corpo e immagine all’olfatto.

Quest’ultimo fil rouge è particolarmente intrigante per chi ama la semantica dell’immagine. La ricerca della “foto perfetta” che possa catturare l’odore del vino eleva il racconto a una riflessione filosofica sulla percezione. Come si può rendere visibile l’invisibile? Il fotografo Matteo (Ignazio Oliva)  incarna questa ossessione creativa, cercando di trasformare una sensazione eterea in qualcosa di “quasi tangibile”, unendo la vista a quel senso ancestrale e profondo che è l’olfatto. È una metafora potente dell’arte stessa, che si sforza costantemente di dare sostanza a ciò che è immateriale.

La serata non ha mancato di toccare corde emotive profonde quando il regista ha voluto ricordare Luis Molteni e Augusta Gori, due colonne del cast scomparse durante la lunga gestazione dell’opera. Le parole di Gaia Benassi, che ha aperto la serie di interviste ricordando il suo ruolo di assistente al fianco di Molteni, hanno restituito la grandezza di professionisti che hanno reso possibile questo “scatto in avanti” narrativo.

Federico Tocci, Andrea Cavazzini

Tre Storie in Bottiglia è quell’opera corale che, proprio come i vini che celebra, ha bisogno di tempo per decantare e di un ascolto attento per essere pienamente apprezzata. Grazie a rassegne come “Il Cinema in Ascolto”, lo spettatore non è più un semplice ospite, ma un commensale invitato a una tavola dove il cinema si racconta con sincerità, umiltà e quella leggerezza intelligente che è il miglior omaggio al nostro territorio e alla sua cultura millenaria.

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Tre storie in bottiglia regia Giuseppe Gandini, cast Massimo Olcese, Ignazio Oliva, Christian Borromeo, Claudia Coli, Valentina Bruscoli, Gianantonio Martinoni, Matteo Bonuccelli, Marco Zannoni, Chiara Bono, Augusta Gori, Silvia Mazzotta, Paolo Romano, Luis Molteni, Federico Tocci, Elena Felloni, Aleandro Falciglia, Alisia Ferri, Vanni De Lucia, Mauro Silvestrini, Gaia Benassi, Francesca Fava, Roberto Attias, Emilia Gandini, Roberto Bruscoli, Luca Falocci, Nicola Falocci, Gianfranco Zampetti, Giuseppe Gandini, in copertina Giuseppe Gandini e Andrea Cavazzini, Rassegna “Il Cinema in Ascolto” , Polo Civico Viale Aldo Ballarin 12 luglio 2026

Foto ©Grazia Menna

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