di Edoardo Vezzi

Ciò che è successo al Campidoglio durante questa notte è incredibile. L’espressione massima (almeno fino ad ora) di una politica trumpiana fuori da ogni concezione, un presidente USA che da novembre urla alle elezioni truccate, che strizza l’occhio ai complottisti e alle falangi di estrema destra e incita all’insubordinazione popolare, non poteva non uscire di scena se non da golpista.

Il Congresso era riunito per certificare l’elezione di Joe Biden, quando un gruppo di centinaia di manifestanti pro-Trump ha dapprima circondato il Campidoglio per poi riuscire a sfondare le barricate e far entrare alcune decine di protestanti all’interno dell’edificio. Le immagini rimbalzate sui social sono allarmanti e, c’è da ammettere, anche grottesche. Il volto della protesta è incarnato da Jack Angeli lo “Sciamano di QAnon”, che è apparso all’interno del parlamento federale a torso nudo, con un copricapo di pelliccia di bisonte adornato con le corna, e con i colori statunitensi dipinti sul volto.

Una giornata folle, quindi, che ha portato al triste bilancio di 4 morti e 52 feriti.  Tra i deceduti, anche una donna ferita a morte in seguito a uno scontro con armi da fuoco con la polizia. Le immagini, le notizie, i tweet stanno facendo il giro del globo, a riprova che “la più grande democrazia del mondo” si ritrova a dover fare un esame di coscienza e analizzare quest’ultimo anno. Il presidente uscente ha lasciato una scia di macerie e di vittime. Dalla pandemia di Coronavirus bollata come “Kung flu” al pugno duro contro le manifestazioni Black Lives Matter della scorsa estate, dalle elezioni “truccate” al quasi golpe di ieri. Un ultimo anno da incubo che si è trasformato da un probabile secondo mandato (almeno all’inizio del 2020) a un’uscita di scena da cui anche i più fedeli alleati hanno dovuto prendere le distanze.

Donald Trump, che non ha mai riconosciuto la sconfitta elettorale, aveva evidentemente istigato i suoi supporter a marciare verso il Campidoglio: “Non ci arrenderemo mai” aveva detto. Una politica totalmente diversa da quella che aveva avuto durante le repressioni delle manifestazioni BLM, sotto lo slogan “Law and Order”. Dopo l’assalto, attraverso un video su Twitter ha richiamato alla calma e alla pace, seguendo però ancora la sua linea: “È il genere di cose che succedono quando una sacra vittoria elettorale viene strappata in modo così sgarbato. Ora andate a casa in amore e in pace. Siete speciali, vi vogliamo bene”. Il video è stato in seguito rimosso da Twitter, Facebook e Youtube, e lo stesso Trump è stato temporaneamente bannato.

C’è da chiedersi quanto sia imputabile al presidente l’attacco alla democrazia di ieri, quando è stato preso d’assalto il simbolo della libertà degli Stati Uniti. Mettere sotto indagine, processare e condannare un ex presidente degli Stati Uniti è una cosa enorme, per la quale servono prove inoppugnabili, ma di certo si discuterà su quanto e come dovrà pagare l’attuale presidente americano. 

Intanto il Congresso ha voluto reagire di fronte al mondo scioccato riprendendo la seduta dopo che la polizia – ora sotto accusa per la sua inadeguatezza – ha ripreso il controllo di Capitol Hill e garantito la sua sicurezza. Mike Pence ha potuto quindi proclamare finalmente la vittoria di Joe Biden e Kamala Harris.

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