di Ilaria Sambucci

 

 

 

Ieri mattina, all’ Hard Rock Café di Roma , si è tenuta la conferenza stampa di “Shine Pink Floyd Moon” uno spettacolo prodotto da Daniele Cipriani e Gilda Petronelli che andrà in scena dal 3 all’ 8 Marzo al Teatro Olimpico di Roma.                                                                                                                                                                              

Daniele Cipriani ha esordito con una citazione: “Non abbiate paura, venite a Teatro!” esorcizzando le psicosi di questi giorni legate al Coronavirus. Cipriani, felice del successo riscosso nelle altre città italiane (sold out), ci invita a non mancare a questo appuntamento unico. “Shine Pink Floyd Moon “ è la fase di un viaggio all’interno della vita.

“Il motivo principale insieme alla vita è la speranza” continua così Fabio Castaldi direttore musicale e bassista dei “Pink Floyd Legend”, l’acclamata band italiana che suonerà dal vivo durante lo spettacolo;  Insieme a loro ci saranno i danzatori della compagnia di “Daniele Cipriani Entertainment” ed i protagonisti: Mattia Tortora, ballerino diplomato al Teatro Alla Scala di Milano e Denys Ganio, già Étoile del Balletto di Marsiglia.

La mente strategica di quest’ opera è Micha van Hoecke che ne cura sia la regia che la coreografia, il quale dice: ” Traduco i Pink Floyd attraverso la musica e la danza. Vi è una sinergia tra gli artisti sul palco. Ogni ballerino ha capito di vivere ogni movimento altrimenti lo spettacolo resterebbe freddo ma questo con la musica dei Pink Floyd non è possibile”.

Finita la presentazione Quarta Parete ha avuto modo di intervistare i protagonisti di questo progetto cominciando da colui che è uno dei più grandi direttori artistici e impresari della danza in Italia: Daniele Cipriani.

Daniele qual è la finalità di questo spettacolo? Avvicinare al mondo della danza persone provenienti dal mondo della musica ed in particolare fan dei Pink Floyd e della musica Rock in generale? Oppure far conoscere ai più giovani una delle band più famose della storia attraverso la danza?

Il progetto sicuramente è nato per arrivare ad un pubblico più ampio, un pubblico di non addetti ai lavori di danza, ma anche come scopo far conoscere l’arte dei Pink Floyd ad un pubblico più giovane, quindi ha una doppia finalità.

Che stile dovremo aspettarci?

È lo stile di Micha, ovvero uno stile più teatrale che accademico. Potrei definirlo un Teatro-Danza ma non solo, perchè è uno spettacolo completo, è anche un concerto Rock ed ha degli effetti di luce e video incredibili.

 Quindi come possiamo definire quest’opera?

Un balletto Rock.

Un’esclusiva per Quarta Parete Roma. Cos’ha in cantiere, se possiamo dirlo, per il prossimo futuro?

Posso annunciare le prossime date di “Les Étoiles” che saranno a Roma il 13,14 e 15 Novembre 2020; Inoltre sto lavorando ad una produzione molto importante, un progetto che mette insieme oltre me, Eleonora Abbagnato e Giuliano Peparini che è ”Lucrezia Borgia”, un balletto che debutterà a Bologna a Settembre e poi andrà in tournée in diverse città italiane.

 

Il protagonista di Shine Pink Floyd Moon è il grande ballerino Denys Ganio, che tra l’altro interpretò la famosa opera di  Roland Petit “Pink Floyd Ballet”nel 1973 insieme ai Pink Floyd.

Denys, in questo spettacolo vestirai i panni di Syd Barret. Quali emozioni metterai in scena?

È una cosa che non si può descrivere, quando danzo mi lascio trasportare dalla musica. Ascolto i consigli di Micha, lui è il creatore, io sono un’interprete.

Ci sono delle analogie col balletto di Roland Petit?

 No, sono due opere completamente diverse. Quella di Roland Petit è solo una coreografia, “Shine Pink Floyd Moon” invece è una storia vera, non è astratta.

Che effetto fa ballare a distanza di 50 anni le stesse musiche?

Quando io sono sul palco e la band inizia a suonare mi sento proprio come 50 anni fa, sempre lo stesso e per me questa è una cosa fantastica.

 

La nostra intervista si conclude con l’ideatore di tutto questo. Coreografo, ballerino e regista di fama internazionale Micha van Hoecke.

Maestro è stata un’impresa ardua fare delle coreografie sulla musica dei Pink Floyd per dei ballerini prevalentemente di stampo classico. Ha avuto qualche difficoltà?

In realtà no, loro sono dei danzatori che riescono ad eseguire un repertorio più vasto. In questo balletto c’è meno rigidità tecnica rispetto al balletto classico. I danzatori sono  liberi di esprimersi perché a me piace esprimere una danza più umana. Gli interpreti devono andare oltre l’ esecuzione, superare la tecnica ed esprimere emozioni vere.

Cosa vuole suscitare quest’opera?

È una poesia danzante che parla dell’essere umano e delle sue fasi della vita. 

Ed ora non ci resta che andare a Teatro e vivere la Magia di questo incredibile Balletto Rock.

 

 

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