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“Attraversamenti Multipli”: simbiosi di pietra e carne

Tra le arcate dell’Acquedotto Felice, la 26ª edizione del festival trasforma l’archeologia in un habitat di incontri, un ponte tra la memoria delle pietre e l’urgenza del presente

Nella suggestiva cornice del Parco di Torre del Fiscale, all’interno del Parco Archeologico dell’Appia Antica, la serata dello scorso 12 giugno di Attraversamenti Multipli ha offerto una potente testimonianza di cosa significhi abitare un “presente lacerato” attraverso l’arte. La ventiseiesima edizione della rassegna, ha centrato l’obiettivo più ambizioso che un festival di arti performative possa porsi oggi: non limitarsi a occupare uno spazio, ma abitarlo in una relazione di interdipendenza profonda. Il tema portante, quello della coexistence, non è rimasto un semplice slogan programmatico, ma si è fatto corpo e respiro nel dialogo serrato tra le vestigia dell’antica Roma e la sperimentazione contemporanea.

Bestiario Umano – Partecipanti Lab. Farsi Corpo

La serata si è aperta con l’impatto viscerale di Bestiario umano, un’opera site-specific firmata da Carlo Massari con la C&C Company. La performance, frutto del laboratorio Farsi Corpo, è emersa dal paesaggio come una visione improvvisa. Sotto le fronde di un albero solitario, circondato dalla solennità delle rovine, i corpi dei performer hanno iniziato a muoversi come se fossero germogliati dalla terra stessa. I danzatori si cercavano, si raggruppavano e si distorcevano in una coreografia che potevano richiamare le atmosfere dell’Antipurgatorio dantesco. In questo “III canto” moderno, le figure apparivano come anime in attesa di una redenzione, trasformando il pubblico da semplice osservatore in testimone di un rito collettivo. Qui, il concetto di coesistenza si è manifestato nella capacità dei corpi di farsi “archivio vivente”, assorbendo la memoria del luogo per restituirla sotto forma di resistenza fisica e metamorfosi.

Il testimone è poi passato alla potente essenzialità di Kassandra_over. In questa prima nazionale, la compagnia Margine Operativo ha scelto di sfidare il silenzio secolare imposto al mito. Lucia Cammalleri, diretta da Pako Graziani, ha prestato il suo corpo e la sua voce a una Cassandra che non è più solo la vittima di una maledizione, ma una donna che riprende possesso della propria narrazione pochi istanti prima della fine. L’integrazione con l’ambiente archeologico è stato completo: l’attrice, nel declamare e nell’ascoltare i versi letti fuori scena – ispirandosi alle riflessioni di Christa Wolf – è diventata un ponte tra la staticità del reperto storico e l’urgenza della parola contemporanea, così la performance ha saputo “vedere oltre” le barriere del tempo, dimostrando come il mito, se ricontestualizzato in uno spazio che ne trasuda la storia, possa parlare direttamente alle ferite della nostra società attuale.

La successiva performance è stata affidata nuovamente a Carlo Massari con Fuori fuoco, un lavoro che ha trascinato il pubblico in una dimensione percettiva alterata. Al centro della scena, la satira politica più tagliente si è mescolata alla danza attraverso l’uso del parlato di Donald Trump riguardante il caso degli “Epstein’s Files”. La genialità dell’operazione è risieduta nel contrasto: mentre nell’aria risuonavano parole di potere e ambiguità moderna, il corpo del performer agiva in totale simbiosi con la natura incontaminata e la scenografia naturale dell’acquedotto romano. Senza bisogno di strutture artificiali o luci invasive, la performance ha dimostrato che la satira più efficace può nascere dal puro movimento fisico in dialogo con il silenzio delle pietre.

Kassandra_over: Lucia Cammalleri

L’integrazione tra le coreografie e le rovine non è un semplice esercizio estetico, ma il cuore pulsante dell’intera proposta artistica. Gli spazi dell’Acquedotto Felice non sono stati usati come un fondale passivo, ma come partner scenici: i corpi si sono innestati nel luogo, ascoltandone le vibrazioni e trasformando le architetture storiche in estensioni del proprio organismo. Questa formula, che vede l’antico e il nuovo coabitare senza prevaricazioni, ha trovato un riscontro entusiasta in un pubblico che ha saputo cogliere l’armonia di un ecosistema dove arte, natura e storia respirano all’unisono.

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Attraversamenti Multipli Rassegna di arti perfomative, in copertina “Fuori Fuoco” – Carlo Massari, Via dell’Acquedotto Felice 120, Parco Torre del Fiscale 12 giugno 2026

Foto ©Grazia Menna

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