Alla Pride Croisette una rilettura queer de La serva padrona di Pergolesi.
Si avvicina alla conclusione la Pride Croisette, lo spazio organizzato da Roma Pride che da più di tre settimane ospita momenti di riflessione che culmineranno con la parata del 20 giugno. Tra dibattiti e interviste, trovano spazio anche i momenti dedicati alla cultura, sia essa già parte dell’immaginario queer o reinterpretata in tale chiave: questo secondo caso è stato quello de La serva padrona di Pergolesi, opera andata in scena mercoledì 17 giugno: l’evento è stato presentato dall’associazione Ygrò, che nasce come spazio di artivismo per portare l’arte queer negli spazi pubblici e fare della cultura una pratica di comunità e cambiamento, e resa possibile grazie alla collaborazione di Studenti Insieme Per l’Arte, l’associazione studentesca presente in diversi Conservatori della Regione Lazio.

In questo allestimento spicca una lettura tutta femminile dei personaggi: Anna Koshkina nei panni di Serpina, Concetta Gagliotta nella parte di Uberta e la drag queen Madame Lefou nel ruolo di Vespona; nell’insieme strumentale che ha dato vita a questa nuova rilettura dell’opera buffa figurano Leonardo Torrese e Guillermo Leandro Galland ai violini,Agnese Martellucci alla viola, Rachele Pugliano al violoncello e Laura Zanon al clavicembalo.
Intermezzo comico composto da Pergolesi nel 1733, La serva padrona racconta le schermaglie quotidiane tra Uberto, ricco scapolo indeciso, e Serpina, la sua serva che si comporta sempre più da padrona di casa. Per liberarsi di lei, Uberto annuncia di volersi sposare, ma Serpina ha già un piano: convince il servo Vespone a travestirsi da soldato spagnolo e a fingersi suo promesso, spingendo così Uberto, ormai geloso e segretamente innamorato, a sposarla lui stesso. Nella reinterpretazione presentata sul palco della Croisette, come già accennato, tutti i personaggi sono al femminile; i costumi richiamano l’estetica camp, particolarmente evidente nell’interpretazione di Madame Lefou, mentre la scenografia essenziale sottrae la vicenda a qualsiasi collocazione precisa: la storia di Uberta e Serpina potrebbe essere ambientata nel Settecento come ieri, a dimostrazione di come l’opera di Pergolesi sia, a tutti gli effetti, senza tempo, capace di trasformarsi con naturalezza in ogni contesto sociale.
L’inserimento di Madame Lefou nei panni della principale spalla comica, Vespona, si adatta perfettamente al contesto; del resto, la presenza di personaggi di questo tipo in un teatro d’opera non costituisce una novità: basti pensare, nella storia del balletto, al personaggio di Madame Simone in La fille mal gardée — il balletto più antico ancora oggi in repertorio — o a Carabosse in La bella addormentata nel bosco. La storia del teatro, della danza e dell’opera è da sempre attraversata da personaggi femminili affidati a interpreti en travesti; l’arte della drag queen può essere letta come una sua evoluzione contemporanea, ed è proprio per questo che la sua presenza nell’opera buffa risulta una traduzione odierna di una figura che da sempre abita il palcoscenico.
L’esecuzione ha lasciato una percezione di spontaneità nella coesione tra strumenti e voci: anche quando alcuni attacchi non sono partiti con precisione assoluta, l’imperfezione ha finito per giocare a favore dello spettacolo, trattandosi di un’opera buffa. Quelle piccole incertezze hanno infatti dilatato i tempi comici, permettendo ai momenti clou della vicenda di arrivare con maggiore efficacia al pubblico.

La rilettura in chiave queer de La serva padrona rappresenta ciò che l’arte dovrebbe sempre fare, ovvero guardare oltre la società, normalizzando ciò che ancora oggi, purtroppo, fatica a essere accettato — come l’amore tra due donne. E non è solo una questione di contenuti: affrontare un tema così attuale è anche un modo per aprire le porte dell’opera lirica a un pubblico nuovo, lontano dall’immagine elitaria che ancora oggi la accompagna.
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La serva padrona di Giovan Battista Pergolesi – progetto presentato da Ygrò APS in collaborazione con Studenti Insieme Per l’Arte – Pride Croisette 2026, Roma Pride – Serpina: Anna Koshkina, soprano – Uberta: Concetta Gagliotta, mezzosoprano – Vespona: Madame Lefou – violini: Leonardo Torrese, Guillermo Leandro Galland – viola: Agnese Martellucci – violoncello: Rachele Pugliano – clavicembalo: Laura Zanon – 17 giugno 2026, Pride Croisette, Viale delle Terme di Caracalla, Roma





