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Quanto ci costa la gabbia in cui ci intrappoliamo?

Pensieri e Parole non ci racconta una storia, ma scava dentro ognuno di noi

Pensieri e Parole, spettacolo scritto e diretto da Antonio Foti. Liberamente ispirato a Kvetch di Steven Berkoff, la pièce lavora sul divario tra ciò che pensiamo e ciò che diciamo, e sulle conseguenze che questo conflitto provoca. Attraverso questa costante dinamica tra Pensieri e Parole, lo spettacolo intende raccontare il male di vivere contemporaneo attraverso il contesto quotidiano di un nucleo familiare: quello che è all’ordine del giorno porta i personaggi a un conflitto interiore, che sfocia in pensieri pesanti da portarsi dietro, e che sono pronti a esplodere.

da sx Toscanelli, Cesari, Mangano, Capece e Adezio

Foti porta in scena una dinamica familiare comune, ma frutto di un rapporto già problematico in partenza: un uomo che tratta continuamente male sua moglie perché la cena non è mai perfetta, e una donna che vorrebbe scappare, ma non ne ha il coraggio. Questo conflitto coniugale è alimentato dalla presenza della nonna della protagonista, che è forse l’unico personaggio che più degli altri traduce i suoi pensieri in parole, anche se solo in parte. A una cena come tante altre si aggiunge un amico del protagonista: il tavolo a quattro intreccia le risate imbarazzate e i convenevoli a ciò che producono le menti dei personaggi, tutti così ansiosi di far andar bene la serata. Dopo questa occasione, dei campanelli iniziano a suonare nella mente dei due coniugi: in Donna si accende sempre di più la voglia di andarsene da una vita che la angoscia, e lui inizia a scoprire un lato di sé che per tutta la vita ha represso, ma che ora emerge in modo irreversibile. Ognuno in un modo diverso, la vicenda si sviluppa e si conclude con il coraggio dei protagonisti provare ad uscire dalla gabbia in cui si sono auto-intrappolati.

Coraggio. Tra le battute dei personaggi diverse parole risuonano continuamente, ma una sola risuona solo nelle loro menti, ovvero il coraggio, o meglio, la mancanza di coraggio. Alla base della mancanza di comunicazione tra i coniugi, che li porta a un rapporto così disastroso, manca il coraggio di esprimere fino alla fine come stanno davvero le cose: a questo ne conseguono scelte che feriscono l’altro, in un circolo vizioso di ansia e angoscia perenne. Nel suo lato più oscuro, anche per il gesto più estremo ci vuole coraggio. Pensieri e Parole riflette scavando nel profondo dell’animo umano sulla paura della conseguenza nel prendere una decisione, nel fare una scelta che potrebbe comportare un rischio, e pur di non scoprire un eventuale risvolto negativo, preferiamo rimanere in una realtà fatta di certezze, ma nella quale ci logoriamo sempre di più, fino ad implodere. Ogni timore di apparire inutili, deboli o imperfetti si traduce allora in una parola aggressiva, oppure nell’assenza totale di parola. In entrambi i casi, ciò che viene distrutto è il rapporto con l’altro: non per mancanza di pensiero, ma per mancanza di coraggio nel mostrarci umani. 

Il cast ha fatto un lavoro veramente eccezionale: Giuliana Adezio, Gianmaria Capece, Gisella Cesari, Lorenzo Mangano e Mauro Toscanelli sono riusciti nel portare la parola con l’espressione del pensiero contrastante a essa. Pensieri e Parole si sviluppa su due piani: quella della vicenda e quella delle fantasie dei personaggi, e riuscire a portarli avanti in un solo corpo, che si muove dalla realtà alla fantasia senza soluzione di continuità, non è un compito semplice, ma gli attori sono riusciti pienamente nell’intento. Il lavoro attoriale è forse ciò che più colpisce di questo spettacolo, perché vedere la traduzione pratica dell’espressione “recitare con gli occhi” è impressionante. 

Su alcuni aspetti, invece, ci sono stati dei momenti di perplessità: in merito alle luci, nella prima parte vengono delineati in maniera netta il piano della realtà da quello dei pensieri attraverso i colori: luce calda per il primo, luce più debole e fredda per il secondo; questa divisione scompare quasi completamente nella seconda parte, lasciando al lavoro degli attori il compito di far capire allo spettatore a quale piano appartengono le battute dette. Questo aspetto genera un po’ di confusione, ma si potrebbe ipotizzare che sia una cosa voluta a livello drammaturgico, in quanto rifletterebbe la confusione provata dai personaggi nel capire sé stessi. 

Gianmaria Capece e Mauro Toscanelli

In sintesi, Pensieri e Parole si propone di riflettere su un tema molto importante, comune a tutti, e anche molto scomodo, come scomoda è la domanda che ci portiamo usciti dal teatro: vale la pena rimanere nella gabbia di certezze che ci corrode, o forse è il caso di rischiare di essere vivi?

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Pensieri e Parole – testo e regia: Antonio Foti – cast: Giuliana Adezio, Gianmaria Capece, Gisella Cesari, Lorenzo Mangano, Mauro Toscanelli – tecnico luci: Paolo Orlandelli – costumi: Emanuele Zito – Produzione Melanchólia Teatro – Teatro di Documenti di Roma dal 6 al 10 maggio, e dal 13 al 17 maggio.

Foto ©Grazia Menna

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