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Può il cinema rinascere dalle proprie ceneri?

La riproposta di grandi capolavori al cinema

Capita anche ai grandi scrittori di avere un blocco creativo: ammettiamolo, può succedere a tutti di non avere idee originali o storie da raccontare. In questo grande annebbiamento del cinema, dove è più facile produrre film della Marvel, fare live action dei film Disney o sequel fantascientifici, d’azione e thriller dagli stessi plot, forse è arrivato il momento anche per la Grande Madre della Settima Arte di fermarsi se non ci sono novità a livello di narrazione. Con tutto il rispetto per i generi sopracitati, anzi perché non tirare fuori dal magico cilindro dei fuoriclasse di queste categorie cinematografiche?

Da cinefila incallita, da un po’ di tempo pensavo a tutta la grande produzione del cinema uscita nelle sale fino a qualche anno fa: il ricambio generazionale è inevitabile e non tutti hanno avuto il brivido di vedere al cinema creazioni importanti come Casablanca, La leggenda del pianista sull’oceano, C’eravamo tanto amati o tutta la filmografia di Ingmar Bergman. Perché non partire proprio dalle grandi idee per creare ancora qualcosa di nuovo? Far conoscere la filmografia mondiale a piccole dosi, come atto coraggioso da parte delle case cinematografiche per far vedere (in alcuni casi anche rivedere il che non guasta mai!) la grande cinematografia proiettata nei cinema. In questo modo ci potremmo guadagnare tutti: le sale e le produzioni cinematografiche e anche noi, con la pancia piena di una felicità incondizionata da un arricchimento dell’anima che non conosce pari.

Ed è l’atto che alcuni circuiti cinematografici stanno iniziando a fare da qualche mese: forse per colmare la grande desertificazione cinematografica? L’esperienza di vedere film come Pretty Woman, Qualcuno volò sul nido del cuculo e prossimamente anche Il silenzio degli innocenti non conosce eguali e va vissuta appieno anche solo per una serata.

Il cinema, come la letteratura, dovrebbe porre domande, dare risposte, smuovere coscienze e mai come ora servirebbe una guida artistica e spirituale che invochi vitalità all’oscurità immanente del contesto storico vigente.

Insomma, sarebbe come rispolverare un vecchio album dei ricordi, togliergli la polvere e sfogliarlo raccontandolo ai più giovani e magari, perché no, appassionando anche chi non è un assiduo frequentatore del cinema.

Ben venga l’iniziativa e che non sia altro che un’opportunità per le case cinematografiche per prendersi una pausa dall’affannosa uscita dei film facilmente dimenticabili per dedicarsi alla memoria di come si faceva cinema per rimettersi poi in carreggiata.

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