Il capolavoro di Hayao Miyazaki torna in sala restaurato in 4K, dal 4 al 10 giugno.
Principessa Mononoke, monumentale capolavoro di Hayao Miyazaki, rientra senza dubbio in quella categoria di film intramontabili. Quasi trent’anni dopo la sua uscita in sala, nel 1997, si può riconfermarne l’attualità. Dal 4 al 10 giugno il pubblico italiano potrà tornare a incontrare Ashitaka, San e gli spiriti della foresta sul grande schermo. Lucky Red propone una versione restaurata in 4K e con un inedito doppiaggio italiano.

Il ritorno al cinema di Principessa Mononoke non rappresenta soltanto la riproiezione di un classico dell’animazione. Quando arrivò nelle sale italiane nel 2000, tre anni dopo il debutto in Giappone, rappresentò per molti spettatori il primo vero incontro con l’universo creativo di Miyazaki. Fu una sorta di porta d’accesso a un immaginario che fino ad allora era rimasto quasi sconosciuto. Il film contribuì in modo decisivo alla diffusione delle opere dello Studio Ghibli in Occidente.
(Ri)vederlo oggi significa scoprire quanto il film sia rimasto sorprendentemente attuale. Al centro della storia non c’è soltanto l’intramontabile tema dello scontro tra esseri umani e natura. Infatti, il film stimola una riflessione molto più complessa: sulle conseguenze del progresso, sull’utilizzo delle risorse e sulla difficoltà nel trovare un equilibrio in una convivenza animata da interessi contrapposti. Miyazaki evita accuratamente la netta e irrealistica divisione tra buoni e cattivi. Gli esseri umani distruggono la foresta ma costruiscono anche una società che offre rifugio agli esclusi. Gli dèi animali proteggono il loro mondo ma sono capaci di una violenza devastante. Questa complessa ambiguità morale rende il film ancora oggi così potente e contemporaneo.
La straordinaria ricchezza visiva dell’opera nasce da una produzione che, per gli standard dell’animazione giapponese degli anni Novanta, fu quasi senza precedenti. Con un investimento record per lo Studio Ghibli, il film rappresentò una delle imprese più ambiziose mai affrontate da Miyazaki. Il regista riprese in mano i primi concept sviluppati già alla fine degli anni Settanta, trasformandoli in un’opera monumentale che lo vide coinvolto personalmente in ogni fase della lavorazione.
Dal punto di vista tecnico, il film rappresenta anche una testimonianza dell’arte dell’animazione disegnata a mano. Sebbene all’epoca fossero già disponibili tecnologie digitali sempre più avanzate, Miyazaki ne fece un uso limitato, preferendo affidarsi al lavoro artigianale degli animatori. Il risultato è una qualità visiva che ancora oggi conserva una forza e una personalità straordinarie. L’attenzione maniacale per il dettaglio emerge soprattutto negli scenari naturali.
Quando uscì nelle sale giapponesi nel 1997, La Principessa Mononoke si trasformò rapidamente in un fenomeno culturale. Il film raggiunse risultati straordinari al botteghino. Soprattutto però, contribuì a dimostrare che l’animazione poteva affrontare temi complessi e maturi senza rinunciare al successo popolare. Fu una svolta che consolidò definitivamente la reputazione internazionale di Miyazaki e preparò il terreno ai trionfi futuri dello Studio Ghibli.

A quasi trent’anni dalla sua uscita, La Principessa Mononoke conferma di non aver perso nulla della propria forza. Rappresenta una riflessione sul rapporto tra uomo e natura, una grande avventura epica e una lezione di cinema. Per chi lo conosce già, il ritorno in sala sarà un’occasione per riscoprirne la grandezza. Per chi non l’ha mai visto sul grande schermo, potrebbe essere il momento ideale per comprendere perché il nome di Hayao Miyazaki sia diventato sinonimo stesso di meraviglia. Non sprecate questa occasione, avete tempo fino al 10 giugno.
______________________
Principessa Mononoke – Regia e Sceneggiatura: Hayao Miyazaki. Produttore: Toshio Suzuki. Musica: Joe Hisaishi. Distribuzione: Lucky Red. Nei cinema dal 4 al 10 giugno 2026





