Presentata la nuova rassegna multidisciplinare: un viaggio site-specific che fonde archeologia e linguaggi contemporanei dal 2 luglio
Il colosso di Adriano si risveglia, svestendo i panni di muto custode della storia per indossare quelli di un palcoscenico vibrante. Castel Sant’Angelo apre di nuovo le sue porte alla fruizione dello spazio archeologico-museale in un’ottica squisitamente interdisciplinare: non si tratta più soltanto di ammirare la maestosa fortezza papale, che tutto il mondo ci invidia per bellezza e leggende, ma di abitare un sito che torna a farsi grembo di forme d’arte eterogenee. Dal teatro alla musica, dalle arti performative al circo contemporaneo, tutto converge nel Festival L’angelo e la Luna, in scena dal 2 luglio al 4 ottobre di quest’anno.

Il cartellone è stato presentato, nella mattinata del 9 giugno nella Sala delle Conferenze del Castello, in una mattinata che ha visto la partecipazione del Dott. Luca Mercuri, Direttore Pantheon e Castel Sant’Angelo -Direzione Musei nazionali della città di Roma, e della Dott.ssa Anna Selvi, curatrice della manifestazione. In una sala gremita, tra artisti presenti e altri collegati da remoto, è emersa l’idea portante: stimolare una partecipazione attiva del pubblico per rendere il museo un luogo di aggregazione in continua evoluzione. Come sottolineato dal Dott. Mercuri, il festival trasforma l’architettura storica in un “organismo vivo”, valorizzando spazi non convenzionali attraverso performance itineranti e site-specific.
La sfida vinta dalla curatela risiede nel trasformare quello che appare come un limite architettonico – la mancanza di arene tradizionali in un luogo nato come mausoleo e poi divenuto carcere – in un punto di forza. Questa rigidità strutturale ha stimolato progetti che non subiscono il castello, ma lo interrogano. È il caso di Flavia Mastrella e Antonio Rezza, che rifiutano il concetto di spazio teatrale classico per parlare di “habitat”: luoghi da animare con una drammaturgia originale che parla al nostro presente.
Il dialogo tra passato e attualità si fa serrato in commissioni specifiche, come quella affidata a Marco Cavalcoli. Il 10 luglio, giorno del compleanno di Adriano, l’imperatore sarà evocato, in versi e musica, proprio nel sito destinato alla sua sepoltura. Attraverso testi curati da Lorenzo Gioielli e musiche a cura di Lorenzo Tomio, lo spettacolo riflette sulla gestione delle risorse di un impero al suo apice, tracciando un parallelo inquietante con il destino dell’Europa odierna.
La dimensione performativa diventa poi viaggio fisico con il circo contemporaneo di Giacomo Costantini. Con Il Castello degli angeli ostinati, il pubblico sarà accompagnato in un percorso non lineare che attraversa il Passetto di Borgo, la Sala Paolina e la Biblioteca, fino alla Terrazza. Qui, il circo non è mero esercizio ginnico ma narrazione: sette storie sulle peripezie della statua dell’angelo che domina il castello – tra distruzioni e fusioni nei secoli – interpellano lo spettatore, chiamato a distinguere, tra le sette storie, quali sono le sei vere e quale l’unica falsa. Anche la coreografa Ambra Senatore percorre questa strada con la sua Promenade, un’azione creata ad hoc che trasforma il passaggio degli antichi pellegrini in un ponte per riflettere sull’importanza contemporanea dell’accoglienza.
La musica funge da collante universale, capace di superare ogni confine. Se i Baba Yaga apriranno la rassegna il 2 luglio con Grenzenlos, una fusione di suoni balcanici, jazz e swing che celebra l’incontro tra culture diverse, Cettina Donato omaggerà il centenario di Miles Davis. Il suo tributo non sarà una mera celebrazione, ma un’indagine creativa, domandandosi; cosa farebbe il genio del jazz se fosse vivo oggi?.
Il festival non dimentica l’introspezione. Gennaro Lauro porterà in scena Mondo, un assolo che esplora il concetto di piacere e il desiderio di esistere al di fuori delle definizioni preconfezionate dei social media. Sul fronte del coinvolgimento emotivo, Filippo Nigro trasformerà il Bastione San Matteo in una comunità temporanea. Il suo racconto interattivo su una lista di “cose bellissime” per cui valga la pena vivere diventa un mantra di resilienza in cui il pubblico cessa di essere spettatore per farsi co-protagonista.
L’estate di Castel Sant’Angelo si chiuderà il 4 ottobre sotto il segno di San Francesco, con la performance Francesco, l’Angelo degli ultimi. Massimo Verdastro interpreterà il Santo come un “sublime attore della parola di Cristo”, esplorando il tormentato dialogo tra carne e spirito in una performance arricchita dalle note di un’arpa celtica suonata da Dario Guidi.

Con 15 spettacoli e ben 41 repliche, L’angelo e la Luna si configura come una rassegna necessaria. È l’invito a non “mettere la crocetta” su un museo già visitato, ma a tornarvi per scoprire come la danza, la musica e il teatro possano risignificare la pietra. In questo intreccio di linguaggi, Castel Sant’Angelo smette di essere “cornice” per farsi contenuto, messaggio e, finalmente, vita pulsante sotto il cielo di Roma
Il programma completo è consultabile al link:
https://direzionemuseiroma.cultura.gov.it/museo-nazionale-di-castel-santangelo/.
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L’Angelo e la Luna – Presentazione rassegna, in copertina Luca Mercuri, Anna Selvi, Sala delle Conferenze , Castel Sant’Angelo 9 giugno 2026
Foto ©Grazia Menna





