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Ex-Otago, dieci anni dopo: Marassi continua a farci sentire a casa

Domenica 12 luglio la band genovese si è esibita all’EUR Social Park di Roma in un concerto tributo dell’album che li ha consacrati al grande pubblico

Ci sono dischi che fotografano un momento preciso della musica italiana e altri che, con il passare degli anni, acquistano un significato ancora più profondo. Marassi, pubblicato nel 2016, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. L’album che ha consacrato gli Ex-Otago al grande pubblico, trasformandoli da culto della scena indipendente a una delle realtà più credibili del pop d’autore italiano, compie dieci anni e torna protagonista di un tour celebrativo che ha fatto tappa domenica sera all’EUR Social Park di Roma.

Una cornice raccolta, quella dell’EUR Social Park, perfetta per la musica della band genovese: un luogo che conserva la dimensione intima del club in cui si respira l’aria dei grandi concerti estivi (menzione d’onore all’impianto acustico quasi perfetto, di qualità superiore ad altre realtà romane molto più blasonate). Il pubblico, composto da fan della prima ora e da chi ha scoperto gli Ex-Otago negli anni successivi, ha accolto il gruppo con quell’affetto sincero che accompagna le band capaci di creare un legame autentico con chi le ascolta.

Sul palco Maurizio Carucci e compagni non si limitano a riproporre Marassi: lo rivivono. Fin dalle prime note emerge tutta la naturalezza di una band che suona insieme da oltre vent’anni e che continua a mettere la canzone al centro di tutto. Nessun artificio, nessuna ricerca dell’effetto spettacolare: solo una grande attenzione agli arrangiamenti, all’equilibrio tra strumenti acustici ed elettronici e a quella scrittura che ha sempre rappresentato il marchio di fabbrica degli Ex-Otago.

I brani dell’album scorrono uno dopo l’altro conservando intatta la loro forza evocativa. Canzoni come Quando sono con te, I giovani d’oggi e Cinghiali incazzati vengono accolte da cori continui, quasi fossero ormai patrimonio collettivo. A dieci anni dalla loro pubblicazione hanno perso qualsiasi riferimento all’attualità del momento per trasformarsi in qualcosa di più universale: racconti di provincia e di città, di relazioni, di amicizie, di inquietudini quotidiane che ancora oggi parlano con sorprendente immediatezza.

Carucci si conferma un frontman misurato, lontano dagli eccessi di molti colleghi. Il suo modo di stare sul palco è fatto di sorrisi, brevi racconti e dialoghi spontanei con il pubblico, senza mai interrompere il ritmo del concerto. La voce mantiene quella leggera fragilità che rende riconoscibile il suono degli Ex-Otago, mentre la band costruisce intorno a lui un tessuto sonoro elegante, capace di alternare momenti più intimi ad altri decisamente più energici.

Naturalmente non sono mancati brani appartenenti ad altri capitoli della loro carriera, inseriti con equilibrio all’interno della scaletta e capaci di mostrare l’evoluzione musicale del gruppo. Ma è Marassi a rappresentare il vero protagonista della serata, non soltanto perché festeggia il proprio decennale, bensì perché continua a incarnare il momento in cui gli Ex-Otago hanno trovato definitivamente la propria identità artistica.

Dieci anni dopo, quel disco conserva una qualità rara: non suona come un album del passato, ma come una raccolta di canzoni che hanno semplicemente continuato ad accompagnare chi le ha amate. E il concerto romano lo ha dimostrato con chiarezza. Più che una celebrazione nostalgica, quella andata in scena all’EUR Social Park è stata la conferma che Marassi resta uno dei dischi più riusciti del pop italiano degli ultimi anni e che gli Ex-Otago continuano ad essere una band capace di trasformare la semplicità in emozione.

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