Da Paul Thomas Anderson a Cinecittà, passando per Cannes: il cinema celebra sé stesso tra memoria e futuro
Il film del premio Oscar Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra, distribuito in Italia da Warner Bros., si è aggiudicato il David di Donatello come miglior film straniero del 2026.
Il prestigioso riconoscimento sarà consegnato dalla presidente Piera Detassis mercoledì 6 maggio, nel corso della cerimonia trasmessa in diretta su Rai 1 in prima serata dagli studi di Cinecittà. A condurre la serata saranno Flavio Insinna e Bianca Balti.
Vero trionfatore anche al box office mondiale, Una battaglia dopo l’altra vede tra i protagonisti Leonardo Di Caprio e Sean Penn, già vincitori del Golden Globe. Il film ha inoltre dominato la 98ª edizione dei Premi Oscar a Hollywood, conquistando ben sei statuette, tra cui miglior film, miglior regia e miglior attore non protagonista proprio a Sean Penn.
Fra i premiati della 71ª edizione dei David di Donatello spiccano il riconoscimento alla carriera assegnato al regista Gianni Amelio, il David speciale al maestro dell’animazione Bruno Bozzetto e il Cinecittà David 71 conferito al grande direttore della fotografia Vittorio Storaro, autore di capolavori come Apocalypse Now, Reds e L’ultimo imperatore. Il David speciale dello spettatore è stato invece attribuito al film Buen camino di Gennaro Nunziante, interpretato da Checco Zalone.
La manifestazione si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Cinema e Audiovisivo, in collaborazione con AGIS e ANICA.
Tra i film italiani presenti nella shortlist figurano: Primavera di Damiano Michieletto, Duse di Pietro Marcello, Fuoridi Mario Martone, La Grazia di Paolo Sorrentino e Le assaggiatrici di Silvio Soldini.
A proposito di cinema italiano e della sua lunga storia, per gli appassionati è da segnalare l’uscita per Harper Collinsdel libro Il bar di Cinecittà di Walter Veltroni. Un viaggio affascinante nella storia di Cinecittà, definita “polvere di stelle” dalla storica Michela Ponzani: la città del cinema fondata nel 1937, sopravvissuta all’epoca dei “telefoni bianchi” e diventata, dal dopoguerra agli anni ’60, una vera fabbrica dei sogni, capace di attrarre grandi registi e star anche da Hollywood.
Sontuosi costumi di scena, grandi scenografie e il fascino intramontabile degli studi di Cinecittà, la celebre “Hollywood sul Tevere”, continuano a raccontare la potenza di una fabbrica dell’immaginario che ha segnato la storia del cinema. Un luogo simbolico, animato dai suoi protagonisti e da quell’iconico bar di Cinecittà, crocevia di artisti, registi e star.
Al prossimo Festival di Cannes, avaro quest’anno di titoli italiani in concorso, sarà presentato Roma elastica, film drammatico e visionario diretto dal regista francese Bertrand Mandico e interpretato dalla premio Oscar Marion Cotillard, già celebre per La Vie en Rose. L’attrice veste i panni di una diva al tramonto impegnata a girare il suo ultimo film proprio a Cinecittà, tra atmosfere felliniane e set ricostruiti: un omaggio al cinema italiano e, soprattutto, alla sua leggendaria fabbrica dei sogni sulla Via Tuscolana.
Dal festival arriva inoltre la notizia della composizione della giuria internazionale, presieduta dal regista sudcoreano Park Chan-wook. Accanto a lui: l’attrice Demi Moore, l’attrice e produttrice Ruth Negga, la regista Laura Wandel, la regista Chloé Zhao, il regista Diego Céspedes, l’attore Isaach de Bankolé, lo sceneggiatore Paul Laverty e l’attore Stellan Skarsgård.





