Dai riconoscimenti a Festival di Cannes alle celebrazioni del cinema italiano, fino al valore storico del Giffoni Film Festival: protagonisti autori, archivi e storie immortali tra passato e futuro.
Mentre alla 79ª edizione del Festival di Cannes (in programma dal 12 al 23 maggio) l’Italia sarà rappresentata soltanto (sigh!) dal piccolo documentario Oh Boys, sul red carpet del Palais des Festivals si preparano a sfilare i grandi protagonisti del cinema internazionale. Barbra Streisand riceverà la Palma d’Oro alla carriera, mentre il regista Peter Jackson sarà insignito della Palma d’Oro d’onore. Con loro, Cate Blanchett e Tilda Swinton parteciperanno ai celebri “rendez-vous”, gli incontri con le personalità più significative del cinema contemporaneo.
A Roma, nel frattempo, il mondo del cinema si prepara a riscattarsi in vista della prossima Mostra del Cinema di Venezia, celebrando i grandi protagonisti della tradizione. Tra questi, il direttore della fotografia premio Oscar Vittorio Storaro riceverà il David di Donatello alla carriera. Spazio anche ai mestieri dell’audiovisivo, come quello dei press agent, al centro del convegno organizzato dall’ANICA.
In questa occasione, il regista Marco Spagnoli ha presentato Ne ho fatto di tutti i colori, documentario candidato ai David di Donatello e dedicato a Enrico Lucherini, storico addetto stampa del cinema italiano, attivo dai favolosi anni della “Dolce Vita” fino al 2012. Dallo studio Lucherini, Rossetti, Spinola, fino alla successiva collaborazione con Gianluca Pignatelli, la sua eredità professionale continua ancora oggi grazie all’impegno della nipote Benedetta Lucherini.
Il primo film di questo studio come addetto stampa fu La notte brava di Mauro Bolognini, scritto da Pier Paolo Pasolini. Lo Studio Lucherini in mezzo secolo di storia ha lanciato centinaia di film e dive come Sophia Loren, Claudia Cardinale, Gina Lollobrigida, contribuendo al successo di registi come Fellini, Monicelli, Antonioni, Bertolucci, Rosi, Lattuada, Visconti, considerato ancora oggi il vero innovatore del marketing cinematografico nazionale.
A proposito dei grandi nomi del cinema italiani, presentato alla recente Mostra del libro di Torino, da non perdere il nuovo libro di Francesco Piccolo dedicato all’indimenticabile figura di Totò dal titolo Cosa sono le nuvole. Gli ultimi anni di Totò’. edito da Einaudi. Il libro è un intenso fotogramma su una figura leggendaria sia del nostro teatro di rivista prima, che del cinema poi, che ricostruisce gli ultimi anni di vita del grande attore napoletano, genio incompreso che conquistò la critica solo dopo la sua morte.
Artista capace di unire comicità e profondità umana, Totò avrebbe voluto interpretare Don Chisciotte, definendolo “un eroe incosciente e simpaticone”. Il libro di Piccolo restituisce questa complessità con uno sguardo tenero e accessibile anche alle nuove generazioni, che continuano a scoprire il suo talento, così come accade per altri immortali del cinema come Stan Laurel, Oliver Hardy e Charlie Chaplin.
E a proposito di storie e film immortali, a Londra il celebre Thelma & Louise di Ridley Scott, interpretato da Susan Sarandon e Geena Davis, diventerà un musical. Lo spettacolo debutterà nello storico Young Vic Theatre, a pochi passi dalla stazione di Waterloo, e vedrà protagoniste sul palcoscenico le attrici Rachel Tucker e Amy Lennox, con la regia affidata al veterano Trip Cullman.
Tornando al grande cinema, riflettori puntati sul Giffoni Film Festival, in programma dal 17 al 27 luglio a Giffoni Valle Piana. Dopo oltre mezzo secolo di attività e un modello esportato in tutto il mondo, l’archivio del festival ha ottenuto un importante riconoscimento ufficiale: la dichiarazione di “interesse culturale” ai sensi dell’articolo 13 del d.lgs. 42/2004, che ne certifica il valore come patrimonio storico.
Un traguardo di grande rilievo, come hanno sottolineato il direttore artistico Luca Apolito, il direttore generale Jacopo Gubitosi e il presidente Piero Rinaldi: un riconoscimento che attesta l’importanza del patrimonio documentale costruito in oltre cinquant’anni di storia, ammirato da grandi maestri come François Truffaut e star internazionali come Robert De Niro. Il festival, ideato da Claudio Gubitosi, oggi presidente onorario della Fondazione, si conferma così un punto di riferimento globale.
L’archivio comprende 6.529 fascicoli tra documenti ufficiali, corrispondenze, contratti e rapporti con enti e operatori del settore, oltre a un vasto carteggio con società di produzione e distribuzione, agenzie, attori e registi. A questo si aggiungono 14.892 materiali audiovisivi tra film, programmi televisivi e registrazioni di incontri, insieme a oltre 300.000 supporti iconografici, tra cui 368 manifesti storici del festival diffusi in Italia e nel mondo.
Per la sua 56ª edizione, il Giffoni ha scelto come immagine simbolo il mito di Icaro, figura senza tempo che ispira il tema di quest’anno, “Le cose impossibili”: un invito a riflettere su coraggio, responsabilità e libertà. Il volo di Icaro, sognatore alato, diventa così una potente metafora e un simbolo di pace universale, proiettato verso un futuro migliore.
Foto di copertina: Marco Spagnoli





