di Giorgia Leuratti

 

Una scena intima, un trio di musicisti sul fondale: è lo spazio di Geppina e Mimì, due donne, due artiste d’avanspettacolo, che si avventurano nell’arduo compito di raccontare il dolore mantenendo la speranza, il bagliore, la gioia di vivere.

Giunge sul palco della Sala Lysistrata (Teatro Antigone) di Roma, “Bagliori di guerra”, pièce in bilico tra dramma e spettacolo di varietà, scritto e diretto da Bianca Maria Castelli con Bianca Maria Castelli e Paola Scotto Di Tella.

Accompagnate dalle musiche dal vivo di Claudio Bevilacqua, Roberto Capacci e Enrico Mossena, le attrici invitano lo spettatore in un viaggio che ripercorre le drammatiche tappe dei maggiori conflitti bellici dalla storica diatriba fra Ettore e Achille, fino ad oggi.

Strutturandosi sul repentino contrasto tra vivida narrazione del dolore e leggerezza sfavillante, propria della scena da cabaret, è sulle voci delle donne che lo spettacolo fonda le sue testimonianze. 

Sono voci straziate, esauste, come quella di Judith (Bianca Maria Castelli), donna ebrea che negli anni quaranta decide con coraggio di abbandonare la casa del marito ariano, o quella di Tania (Paola Scotto Di Tella). La donna croata è in fuga dal marito, da poco arruolato nell’esercito per la Liberazione della Serbia.

“Io me ne vado, non posso più stare con un uomo che potrebbe uccidere mio padre, mio fratello”

Si succedono le storie, i racconti di donne diverse sempre ruotanti attorno al filo sottile che lega disgrazia e vergogna.

Ognuna di esse è preceduta da una caduta, da un tonfo sordo: i corpi delle due donne cadono a terra, sanciscono il cruciale passaggio dalla leggerezza al dolore, dal palco di un teatro di varietà al luogo bellico.

Così il ricorso all’intermezzo cantato (Bianca Maria Castelli), lascia la scena ad un’altra storia: è il momento di Amina (Paola Scotto Di Tella) fuggita da Kabul su un aereo qualsiasi.

Dopo il 2001 i talebani hanno trovato un nuovo nemico da distruggere, le donne.

La declinazione di uno sguardo propriamente femminile diviene così punto d’osservazione dell’intero spettacolo: sarà su queste premesse che la pièce si sposterà dal 18 al 20 marzo al Centro Culturale Artemia in occasione della rassegna “Il Sipario delle Donne”.

Patrocinata dal Municipio XI Arvalia Portuense del Comune di Roma, la rassegna avrà l’obiettivo di celebrare l’universo femminile proprio nel mese della festa della donna. Un percorso di spettacoli ed altre iniziative artistico-culturali che, iniziata il 4 marzo, si protrarrà fino 27 marzo 2022.

 

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