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Venere nemica: quando il mito smette di essere innocente

Lo spettacolo di Drusilla Foer al Politeama Genovese riscrive Amore e Psiche tra ironia, tensione e una sorprendente attualità

Al Politeama Genovese, Drusilla Foer ha portato in scena Venere Nemica, riscrittura della favola di Amore e Psiche firmata con Giancarlo Marinelli e diretta da Dimitri Milopulos. Ma più che una riscrittura, è un viaggio nel mito, nelle sue crepe, e soprattutto una presa di consapevolezza della sua attualità.

Il titolo è di per sé una dichiarazione. Venere Nemica sposta il punto di vista, ribalta la prospettiva e ci costringe a guardare la storia non più dalla parte dell’innocenza, ma da quella della ferita. Venere è una figura viva, contraddittoria, profondamente umana. Ed è qui che Drusilla Foer costruisce qualcosa di potentissimo.

La sua presenza scenica è totale, ma mai ingombrante. È elegante, affilata, imprevedibile. Riesce ad essere ironica anche nei momenti più duri e proprio questa ironia diventa la sua arma più sottile: non alleggerisce, ma scava. Tiene insieme registri opposti passando dalla leggerezza al dolore senza soluzione di continuità. La sua Venere è insieme controllo e cedimento, lucidità e vertigine.

Accanto a lei, Elena Talenti costruisce una Psiche intensa e credibile, mai fragile in modo stereotipato. La sua forza sta proprio nella misura: uno stare in scena pulito, preciso, che lascia emergere il conflitto senza forzature. Il rapporto tra le due è il vero motore dello spettacolo. Non è solo opposizione, ma tensione continua, quasi un rispecchiamento: due modi diversi di abitare l’amore, la perdita, il desiderio.

La messinscena accompagna questo dialogo con grande intelligenza, lavorando soprattutto sulla luce. È lì che si costruiscono gli spazi emotivi, più che fisici: tagli netti, cambi di atmosfera, passaggi che segnano le fratture e le trasformazioni dei personaggi. La regia di Dimitri Milopulos sceglie una via essenziale ma fortemente espressiva, in cui ogni elemento è calibrato per sostenere le interpreti senza mai sovraccaricare.

Anche laddove si avverte qualche piccolo intoppo tecnico, la tenuta dello spettacolo non vacilla: anzi, emerge ancora di più la solidità della costruzione scenica e la presenza viva delle attrici. In quei momenti, anzi, si è creata una particolare complicità con il pubblico, che ha reagito con una comprensione palpabile. Non era semplice riprendere la stessa intensità dopo un’interruzione forzata, soprattutto perché gli intoppi sono avvenuti in passaggi di forte carica drammatica. E proprio per questo la ripartenza ha reso ancora più evidente la qualità del lavoro attoriale, capace di ritrovare il filo emotivo senza perdere verità.

E la storia, quella antica, resta intatta nella sua potenza. Amore e Psiche non viene attualizzato forzatamente: emerge, piuttosto, come già contemporaneo. I temi sono gli stessi: il desiderio, la gelosia, la paura di perdere, il bisogno di controllo. Ma qui trovano una nuova voce, più consapevole, più ambigua, più vicina a noi.

Le scelte musicali intervengono con intelligenza, senza mai prendersi il centro. Sono inserti che dialogano con la scena, sottolineano passaggi emotivi e creano cortocircuiti interessanti. Emblematico, in questo senso, il duetto in cui si incrociano Bye Bye Baby, interpretato da Venere, e il canto di Biancaneve Il mio amore un dì verrà: un incontro inatteso che mette in tensione due immaginari opposti, rivelando con forza il contrasto tra disincanto e idealizzazione dell’amore. Anche il finale, con Nowadays dal musical Chicago, funziona come una chiusura ironica e consapevole, più che come semplice citazione.

Alla fine, resta una sensazione nitida, che prende forma in una consapevolezza: anche dopo aver lasciato Eros, Psiche e Venere sono sempre rimaste insieme. E allora quella frase arriva come una verità definitiva, semplice e spiazzante: Venere è “bellissima… bellissima e insopportabile”.

Ed è forse proprio in questa contraddizione irrisolta, in questo legame che non si scioglie, che il mito continua a vivere.

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Venere nemica – scritto da Drusilla Foer e Giancarlo Marinelli – con Drusilla Foer ed Elena Talenti – regia di Dimitri Molopulos – Politeama Genovese 1 e 2 aprile 2026

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