Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

Tra Turbine e Haute Couture alla Centrale Montemartini

Moda In Luce 1955-1975”- Dalla visione di Palma Bucarelli all’ascesa di Valentino, il racconto di un’eccellenza sartoriale

Nella sempre suggestiva cornice della Sala delle Macchine alla Centrale Montemartini – tempio dell’archeologia industriale, dove i motori Diesel giganti fanno da muto contrappunto alla statuaria classica e il candore dei marmi antichi dialoga con le scure e imponenti turbine d’inizio secolo – si è svolta la mattina del 25 giugno la presentazione, in anteprima per la stampa nazionale ed estera, di quella che si preannuncia come una delle mostre da andare a vedere: Moda In Luce 1955-1975. Roma Fra Glamour E Innovazione Industriale, una finestra su un ventennio dorato che ha trasformato Roma nella capitale mondiale dello stile; un racconto identitario, profondamente romano ma dal respiro universale, che mette in scena un’esplosione di creatività capace di influenzare ancora oggi il mondo artistico e non.

Da sinistra: Antonio Saccone,Lucia Borgonzoni,Fabiana Giacomotti,Ilaria Miarelli Mariani

L’evento, introdotto da Ramon Pez, ha visto la partecipazione di figure chiave delle istituzioni e della cultura: la Dottoressa Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato alla Cultura, la Dottoressa Ilaria Miarelli Mariani, Direttrice dei Musei Civici della Sovrintendenza di Roma Capitale, e il Dott. Antonio Saccone, Presidente di Cinecittà, oltre ovviamente alla Dottoressa Fabiana Giacomotti, curatrice della mostra. In sala anche la presenza del Dott. Enrico Bufalini, Direttore dell’Archivio Luce

Questa rassegna non è un evento isolato, ma rappresenta la seconda, attesissima tappa di un viaggio filologico nelle radici del Made in Italy, iniziato idealmente a Palazzo Pitti con la precedente esposizione dedicata al trentennio 1925-1955. Se quella prima fase raccontava la genesi di un’identità, questo nuovo capitolo celebra l’esplosione solare di una “mitologia vera”: il momento in cui Roma è diventata la capitale mondiale della moda e del cinema.

Entrare nel percorso espositivo significa testimoniare quella “convergenza stellare” che, tra gli anni Cinquanta e Settanta, ha permesso all’Italia di scrollarsi di dosso le polveri e le ombre del secondo conflitto mondiale. La mostra mette in luce una profonda connessione storica: la creatività non come semplice decorazione, ma come strumento di rinascita. Mentre il cinema italiano virava verso il Neorealismo – con la sua asciutta verità post-bellica – , verso le grandi produzioni internazionali della “Hollywood sul Tevere”, la moda romana imponeva un nuovo canone di bellezza. L’Italian Style diventava un linguaggio universale, un modo di vivere e di sognare che partiva da Roma per conquistare l’immaginario globale.

Il cuore pulsante dell’esposizione è l’Archivio Luce, definito l’architrave documentale della mostra. Attraverso 150 fotografie e filmati spesso inediti, veniamo trasportati nelle sartorie dove il genio di figure come Valentino, Galitzine e le Sorelle Fontana prendeva forma. Ma la mostra è soprattutto un’esperienza tattile e visiva grazie a 27 abiti originali, prestiti d’eccezione che includono creazioni di Balestra, Fendi (con un pezzo storico di Karl Lagerfeld) e capi appartenuti a icone come Palma Bucarelli.

Proprio la figura di Palma Bucarelli merita una riflessione profonda che la mostra – curata dalla  Giacomotti – non manca di stimolare. La “Signora dell’Arte”, che con coraggio eroico salvaguardò i tesori della Galleria Nazionale d’Arte Moderna durante l’occupazione tedesca nascondendoli nei sotterranei di Palazzo Farnese e a Castel Sant’Angelo, ebbe anche la visione “oltre” di considerare la moda una disciplina artistica a pieno titolo. Fu lei, in modo pionieristico, a ospitare una sfilata tra le sale del museo, un gesto rivoluzionario che riconosceva all’abito sartoriale la dignità di “opera d’arte”. È suggestivo notare come questa visione trovi una continuità contemporanea proprio in questi giorni, con l’imminente presentazione della collezione di Maria Grazia Chiuri per Fendi alla GNAM il prossimo 9 luglio.

Sorelle Fontana – a sinistra Abito a Cocktail (1953 circa)

La rassegna non dimentica l’aspetto industriale, esplorando il legame tra la creatività d’atelier e l’innovazione tecnica, citando l’importanza del polo della Cisa Viscosa e il ruolo dei tessuti sintetici nella democratizzazione dello stile. In mostra si possono ammirare anche gli “Alba Amicorum” dei Litrico, preziosi volumi che raccolgono dediche e disegni di geni come Emilio Pucci e artisti come Novella Parigini, a testimonianza di un fermento culturale che univa pittura, sartoria e vita mondana.Moda in Luce è una mostra di storia nazionale e di eccellenza, un tributo a quella capacità tutta italiana di trasformare la necessità in virtù e il trauma in bellezza. Visitabile fino al 15 novembre, l’esposizione alla Centrale Montemartini non è solo un omaggio al passato, ma la prova che l’Italia, quando decide di “mettersi in luce”, non teme confronti nel mondo. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia comprendere come l’Italia sia tornata a splendere, “un punto dopo l’altro”, nel firmamento mondiale.

_________________________

Moda In Luce 1955-1975 mostra del ventennio 1955-1975 produzione sartoriale italiana, in copertina Valentino Garavani, Centrale Montemartini dal 26 giugno al 15 novembre 2026

Foto ©Grazia Menna

error: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]