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Tra risate e ombre: Veronica Milaneschi racconta “Re-Fusi”

Dalla costruzione di Ionela al lavoro come clown dottore, l’attrice svela il dietro le quinte della nuova commedia di Roberta Skerl diretta da Vanessa Gasbarri e il valore umano che guida il suo percorso artistico.

di Elisa Fantinel

In occasione del debutto dello spettacolo Re-Fusi di Roberta Skerl in scena al Teatro 7 di Roma dal 21 aprile al 10 maggio 2026, abbiamo raggiunto l’attrice Veronica Milaneschi per scoprire qualcosa in più sullo spettacolo in arrivo e sul suo lavoro. 

Re-Fusi prende vita grazie alla regia visionaria di Vanessa Gasbarri, che trasforma un appartamento soffocato da pile di libri in un labirinto psicologico ed esilarante fino a far emergere un equilibrio inatteso proprio lì dove tutto sembra andare fuori controllo. In scena insieme a Veronica anche Alessandro Salvatori, Andrea Perrozzi, Walter Del Greco 

Veronica, parlaci di Ionela, il personaggio che interpreti nella nuova commedia diretta da Vanessa Gasbarri Re-Fusi

Ionela è una donna forte, molto decisa su cui grava una famiglia da mantenere. È un personaggio che si presenta in una chiave piuttosto comica, ma poi, come siamo soliti trovare nei testi di Roberta Skerl, fuoriesce anche la sua parte problematica e più ombrosa. 

In questa commedia vesti i panni di una colf moldava. Che lavoro hai fatto sul personaggio, a quali sfumature hai dato più colore e soprattutto come ti sei misurata con una lingua molto lontana dalla tua?

Lavorare sul personaggio è stata la cosa più interessante di questo progetto: Ionela è una donna di origine moldava e, per essere il più aderente possibile al personaggio, ho chiesto ad una mia amica nata di Moldavia di aiutarmi nella lingua.  Questo mi ha riportato molto indietro nel tempo, ai miei esordi quando lavoravo con Lina Wertmüller che ogni giorno mi chiedeva di parlare un dialetto diverso. Ero giovane, preoccupatissima e ansiosa, ma quella fu per me una grande gavetta perché mi diede modo di incrementare la mia capacità di immedisimarmi nel ruolo nel modo più realistico possibile e sopratutto mi allenai nella velocità di passare da un personaggio ad un altro. Questa è diventata nel tempo la mia grande forza, anche viaggiare molto in tournée ha aiutato perché mi ha consentito di affinare il mio orecchio sulle inflessioni dialettali. Lavorare sulla lingua moldava è stato molto divertente anche se piuttosto difficile.  

Rodolfo, il protagonista interpretato da Alessandro Salvatori, è un correttore di bozze maniacale e tutto gira intorno al suo appartamento. Che rapporto ha Ionela con Rodolfo?

Questo rapporto all’inizio è assolutamente lontanissimo, opposto, sono due persone agli antipodi come del resto lo sono tutti e tre gli altri personaggi rispetto a Rodolfo. La cosa più bella è che nonostante la diversità, tutti si ritrovano alla fine nell’umanità: nonostante i mondi differenti da cui arrivano scoprono di essere tutti molto simili tra loro. Ionela, in particolare, tirerà fuori una grande compassione nei confronti di Rodolfo, avrà per lui una comprensione dolce nei confronti di un uomo che sulle prime può sembrare pazzo ma invece è solo una persona che non si nasconde. 

Roberta Skerl ci ha abituati ad una penna decisa che sa unire sapientemente la risata con il dramma. Lo fa anche questa volta?

Assolutamente si, lo fa anche questa volta e questo genere di scrittura mi fa impazzire: mi piace tantissimo quando vedo rappresentati testi con queste caratteristiche, figuriamoci quando li interpreto.  Questo tipo di comicità in cui da un momento all’altro passo da avere il cuore incrinato a scatenarmi in una grassa risata, è qualcosa che mi diverte molto. Roberta Skerl ha questo bellissimo sguardo sul mondo che si incastra perfettamente con quello della regista Vanessa Gasbarri perché anche lei porta nel suo lavoro questo tipo di poetica. Dopotutto farsi una bella risata in un momento drammatico è, spesso, quello che ci accade nella vita. L’accoppiata Skerl/Gasbarri la trovo assolutamente vincente. 

Una commedia colta e spiazzante che trasforma ogni “refuso” in una risata liberatoria…tu riesci a farlo nella vita reale? Che rapporto hai con il tema dell’errore? 

Sicuramente è l’obiettivo che mi prefiggo, è quello che cerco di fare in ogni situazione che vivo e la parte della mia vita dove si esprime al massimo questa trasformazione è il lavoro che svolgo da quasi 20 anni con con Magia Burla Ets.

Fai parte di un’associazione che si occupa di portare sorrisi ai bambini in ospedale. Raccontaci cosa vuol dire per te fare questa esperienza.

Sono un clown dottore, lavoro negli ospedali. Siamo un’ETS, cioè un’ente del terzo settore. Invito tutti ad andare a vedere le attività di cui si occupa Magica Burla sul sito e sui social. Noi lavoriamo principalmente con l’Ospedale Bambin Gesù di Roma e da settembre abbiamo cominciato a lavorare in maniera continuativa in due RSA. È un lavoro che mi dà una soddisfazione incredibile e che mi ha fatto costruire dei rapporti umani di grande valore. È un’esperienza che mi fa costantemente crescere come essere umano e che mi mette alla prova come artista. La prima cosa che si impara in un luogo del genere è l’ascolto, è qualcosa di fondamentale. L’ascolto è anche la prima cosa che deve imparare un attore. 

Quello che fa un clown dottore è quello di spostare lo sguardo cercando di trasformarlo e regalare ad un bambino malato un momento di gioia. Spesso noi siamo anche nell’ospedale pediatrico di Palidoro dove i bambini sono sottoposti alle cure palliative. Con il permesso dei bambini e dei genitori cerchiamo di lavorare sulla conspevolezza, sul rendere il distacco meno traumatico. Siamo sempre alla ricerca di volontari e quindi approfitto per lanciare un appello per chiunque voglia avvicinarsi alla nostra realtà.

Sei nuovamente diretta da Vanessa Gasbarri, lei ti ha voluta nelle sue ultime regie. Cosa ti colpisce di più del suo lavoro?

Il mio rapporto con Vanessa è fantastico: ci siamo conosciute circa un anno fa e abbiamo già collaborato in tantissime occasioni. Abbiamo cominciato con lo spettacolo Believe It! scritto sempre da Roberta Skerl, dove rivestivo un ruolo completamente drammatico. Finite le repliche al Teatro 7, Vanessa mi ha chiamata per Amleto in Salsa Piccante al Teatro de’Servi. Qui sono un vero e proprio clown in scena! E ora il nuovo progetto di Re-Fusi in cui, come dicevamo, vesto i panni di un personaggio drammatico che si muove con grande ironia. Mi trovo benissimo con Vanessa: l’aspetto che più amo è che spesso ci dobbiamo solo guardare e ci capiamo, senza dirci nulla. È bello ritornare ad essere dirette da una donna perché dopo Lina Wertmüller ho sempre lavorato con registi uomini. Gasbarri, che ne dici se formiamo una bella coppia come Rita Pavone e Lina Wertmüller? Tra l’altro la Wertmüller mi diceva che spesso che assomigliavo a Rita Pavone. Chissà, mi piace sognare! I progetti ci sono quindi rimanete connessi.

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