di Isabella Terruso

 

Storie di noi di Beatrice Monroy, Regia di Giuseppe Provinzano, con Giuseppe Provinzano, Luci Gabriele Gugliara, soluzioni sceniche Valentina Greco e video mapping Simone Scarpello, drammaturgia musicale BEERCOCK.  In scena il 20, 21 e 22 maggio 2022 allo Spazio Franco dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo.

Lo spettacolo anticipa le commemorazioni dei trent’anni dalle stragi di Capaci e Via d’Amelio, dove persero la vita il giudice Falcone, Borsellino e la loro scorta. Il 23 maggio la città si riunisce nel ricordo delle vittime 1992, per dire No alla Mafia.

Il pubblico prende posto nello Spazio Franco dei Cantieri Culturali alla Zisa, uno spazio di ricerca teatrale e artistica dove platea a palco sono un unicum, non vi è separazione tra i due livelli. La grande scalinata di legno accoglie gli spettatori mentre l’attore, unico interprete dello spettacolo, Giuseppe Provinzano, è in scena e gioca con un pallone.

Circondato da oggetti di vario tipo, l’attore si sposta sul palco mentre un auto radio comandata lo segue. A terra la planimetria della città di Palermo e alcuni lumini disposti in maniera casuale, sei tessuti giacciono disposti come se fossero dei cadaveri. Le sei sagome, realizzate con tessuti bianchi, verranno srotolare e appese, dallo stesso attore, sugli stangoni del teatro, su queste verranno proiettate scritte e immagini.

L’attore palleggia mentre il pubblico prende posto, improvvisamente un forte rumore, un forte boato, rompe il chiacchiericcio della platea che ignara viene catapultata in una situazione tragica, si crea immediatamente silenzio, accompagnato da un buio improvviso.

 

 

Con questo effetto si viene catapultati nel racconto dei 57 giorni più bui che la città di Palermo abbia mai vissuto e che da Palermo devastano l’Italia intera; da cui nessuno di noi è mai potuto tornare indietro. Una drammaturgia interessante e originale che racconta come le stragi di mafia abbiano toccato la vita di tutti noi, anche nella quotidianità.

Lo spettacolo racconta della società civile che decise di ribellarsi alla mafia, che ha alzato la testa e che come un onda, potentissima, si è riunita e continua a farlo sotto l’albero del giudice Giovanni Falcone, in via d’ Amelio, assassinato nel 1992. Quest’albero, un’ enorme magnolia, si trova fuori dall’abitazione del giudice Falcone ed è divenuta, da allora, il simbolo per tutta la città di Palermo, e non solo, della lotta alle Mafie.

Storie di noi  racconta le storie di noi tutti, dei palermitani, degli italiani, degli uomini e delle donne, dei figli e delle madri, che gridano uniti « No alla Mafia ».

Lo spettacolo vuole, anche attraverso la frase « Trema la terra … trema il mondo… tutti giù per terra » , che viene ripetuta più volte durante la messa in scena, risvegliare in noi coscienza civile e pensiero critico. Non si deve abbassare mai la testa alla mafia e bisogna sempre scegliere da che parte stare, anche se a volte la strada sbagliata ci appare come la più facile, la storia insegna ma troppo spesso l’uomo dimentica.

Lo spettacolo inizia con un forte boato, una bomba, e si conclude con l’immagine in proiezione di alcuni bambini che giocano alla guerra; tra sagome disegnate e teli bianchi con scritte « insieme possiamo farcela » « la mafia è la morte, la vita è un altra cosa » i cuori degli spettatori sono già conquistati da questo bellissimo spettacolo che ci lascia senza fiato.

     

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