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Solenghi trionfa ancora con “Colpi di timone”

Con il terzo, e ultimo, omaggio a Govi, l’attore fa filotto e vince la partita

Un proverbio popolare afferma:“non c’è due senza tre”; nel caso di Tullio Solenghi e della sua resa de Colpi di timone, terzo capitolo dedicato a Gilberto Govi, quella frase sembra calzare decisamente a pennello. L’incipit di questo testo potrebbe sembrare una ripetizione ripresa fedelmente dalle precedenti negli anni passati. Eppure, il copione si è ripetuto pari pari perché la sala del Chiabrera di Savona ha visto il pienone nelle sere dal 23 al 25 marzo, che ha accolto quest’ultimo lavoro con applausi scroscianti prolungati e ha rinvigorito il sentimento di profondo orgoglio per la tradizione del teatro regionale.

Dopo Maneggi per maritare una figlia e Pignasecca e Pignaverde, Solenghi porta a compimento il suo trittico dedicato all’attore dialettale ligure per eccellenza e alla sua maschera ironica, tagliente, sempreverde e tremendamente iconica per il pubblico nostrano e, proprio grazie a questo progetto, conosciuto ora su panorama nazionale e oltre confine. Proposta dallo stesso Govi in forma sia di film sia di messinscena teatrale, l’opera si sofferma sul vecchio capitano Giovanni Bevilacqua, una diagnosi medica del tutto errata e il desiderio dell’uomo di volersi liberare dalla smania pruriginosa di poter dare libero sfogo senza alcun freno alle proprie emozioni ed opinioni. L’unica arma in suo potere sono le sue parole, ancora più laceranti perché completamente disinteressate alle conseguenze che scateneranno.

Come non si può essere colpiti in pieno dalla forza dissacrante ed esplosiva di una vera a propria mina vagante ambulante, che crede di essere rimasto senza più nulla da perdere ed è pronto, perciò, a dare battaglia con colpi di lingua sferzante a chiunque non gli vada a genio? Ricambiando a ciascuno pan per focaccia dopo una vita passata a fare buon viso a cattivo gioco ed a ingoiare i rospi, Bevilacqua decide di smascherare le truffe portate avanti intorno a lui in ambito commerciale, le ipocrisie grandi e piccole degli uomini e donne a lui vicine con sberleffi, motti e trovate d’arguzia.

Lo spettacolo naviga in acque tranquille e mani sicure perché la regia, dello stesso Solenghi, non presenta falle nella chiglia o problematiche di sorta. Il ritmo è serrato e sempre allegro lasciando spazio, all’inizio della seconda parte e nel finale, a più intense riflessioni personali sulla vita passata, sul presente e sul futuro sono rispetto all’originale goviano. Il cast scelto da Solenghi per supportarlo è composto da attori e attrici che già lo hanno affiancato nei capitoli precedenti e che dimostrano come, appropriandoci una volta di più di modi di dire popolari, “squadra che vince non si cambia”. Al massimo la si aggiusta qui e là. Coprotagonisti con lui Mauro Pirovano, che ritorna nuovamente a collaborare con l’attore/regista, e Barbara Moselli in un’ottima interpretazione.

Il cerchio, dunque, arriva a chiusura e per il momento non sono previste ulteriori rivisitazioni del corpus comico di Govi per l’avvenire. Si tratta questa di una scelta saggia ed intelligente che condividiamo. Meglio non forzare la mano, evitare un passo falso e raccogliere gli ottimi frutti del lavoro visto in questi anni con tre produzioni che si pareggiano nella qualità artistica. L’obbiettivo era tirare fuori dall’armadio quel repertorio e riproporlo al pubblico che già lo apprezzava o proporlo per la prima volta a chi non ne aveva mai sentito parlare prima.

Grazie al lavoro di Solenghi e di tutto il suo gruppo, l’eredità di Govi ne è uscita rafforzata e la maschera è stata riportata alla ribalta con successo. La scommessa è stata vinta con guadagno e Colpi di timone chiude in bellezza un percorso che ha riportato un tesoro senza tempo, ma un poco “dimenticato” negli anni, a risplendere nuovamente in scena per il piacere degli spettatori.

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Colpi di timone – di Enzo La Rosa – Riduzione e adattamento: Tullio Solenghi in collaborazione con Roberto Alinghieri – Con: Tullio Solenghi Barbara Moselli, Mauro Pirovano, Claudia Benzi, Daniele Corsetti, Stefano Moretti, Roberto Alinghieri, Stefania Pepe, Federico Pasquali, Lorenzo Scarpino – progetto scenografico: Davide Livermore – trucco e parrucco: Bruna Calvaresi – regista assistente: Roberto Alinghieri – scenografa e costumista assistente: Anna Varaldo – produzione: Teatro Sociale di Camogli, Teatro Nazionale di Genova, SCARTI Centro di Produzione Teatrale di Innovazione – Teatro Chiabera di Savona dal 23 al 25 marzo 2026

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