“Soffio” al Teatrosophia, se l’amore non basta

Sono giovani e bravi Erica Fusini e Gabriele Passaro, interpreti di Soffio, scritto e diretto da Antonio Sinisi e in scena al Teatrosophia fino al dodici febbraio. Ispirato al film di Godard Fino all’ultimo respiro, il testo ci porta in Francia, prima a Marsiglia e poi a Parigi.


Lui, Michel, è un piccolo criminale in fuga, lei, Patricia, un’aspirante giornalista che cerca di dare un senso ai suoi sentimenti, provando a mettere se stessa davanti all’interesse romantico, sempre presente e palpabile.


Se i luoghi ci sono chiari, grazie anche all’utilizzo dello schermo al fondo del palco per raccontarceli tramite video, è il tempo della narrazione a destare qualche dubbio. Vestiti come in un film di tanti anni fa, Michel e Patricia ci appaiono quasi fuori tempo quando tirano fuori uno smartphone per telefonare o controllare su internet le notizie relative all’indagine che riguarda lui. Ma è gradevole questo apparente conflitto; non siamo persi, semplicemente stupiti di quanto tutto sia davvero relativo.


Ciò che invece è pura meraviglia è la scelta fatta per gli oggetti di scena. La struttura che simula la (le) macchina (macchine) di Michel, la pistola con cui compie il suo delitto, perfino il cellulare; sono tutti oggetti di legno, non dettagliati ma perfettamente comprensibili. Può apparire paradossale, ma danno più sensazione di cura di quanto non la darebbe l’utilizzo di repliche più fedeli.

La gioventù dei protagonisti si comprende anche dalla difficoltà con cui affrontano tutte le emozioni davanti alle quali sono posti; la paura per la fuga e l’essere ricercato di Michel, la lotta fra testa e cuore visibilissima in Patricia, il desiderio di entrambi che sembra non trovar una vera pace. Ci vengono raccontate divise ma in contemporanea queste due vite che il destino ha unito; lui che cerca di risolvere i suoi guai, lei che prova a raggiungere i suoi obiettivi. Quando si riuniscono parlano di sogni, di un futuro che appare impossibile, di fughe a due.


Allontanarsi dalla vita parigina insieme per ricominciare altrove. Ogni tanto Patricia esordisce in francese o chiede spiegazione a Michel delle sue parole, quasi a sottolineare la differenza tra i due, che passa anche per la lingua e le sue sfumature, ricordandoci che lui è un giovanotto in fuga, lei una signorina che aspira al giornalismo.


Proprio queste differenze ci spingono fino al finale, quando arriva l’ora di scegliere da che parte stare, di decidere se seguire il sentimento o la riflessione più lucida. Eppure anche qui non tutto è immediatamente distinto, non c’è una linea netta tra il giusto e lo sbagliato, perché sempre pare prevalere il sentimento che lega i due protagonisti. Uno spettacolo che sembra un film, quasi in bianco e nero grazie anche alla scelta dell’abbigliamento di Michel e Patricia, una storia che per quanto inizi tragicamente ci parla soprattutto d’amore, l’amore che unisce e quello che sa dividere, perché a volte, malgrado tutto, non è sufficiente.

Soffio di Antonio Sinisi – Con Erica Passini e Gabriele Passaro – Regia di Antonio Sinisi – Scenotecnica e oggetti: Stefano Petrini – Costumi: Claudia Fonti – Immagini: Virage Film Paris