Sfogliatelle ed altre storie d’amore, sospiri napoletani che raccontano un’epoca.

Napoli, si sa, è da sempre una grande mamma che tiene stretti nel suo grembo i figli affezionati, sia quelli vicini che gli emigrati, figli che per amore tornano di consueto a farle visita durante l’estate. La città nasconde tra le gonne dolci melodie e preziose partiture teatrali dei grandi maestri come Eduardo e Scarpetta; sono opere che attraversano i secoli fino ad arrivare alle nuove generazioni perché queste possano ereditarne la saggezza dell’arte scenica. E’ proprio sulla scia delle soavi, ritmiche e talvolta malinconiche note che in città si intensifica la programmazione culturale. Accanto agli appuntamenti del Maggio dei Monumenti, l’assessorato al Turismo del Comune di Napoli ha lanciato l’iniziativa  “Vedi Napoli…e poi torni” che offre notizie dettagliate su tutti gli appuntamenti artistici, teatrali, museali, gli eventi e le manifestazioni che si terranno sul territorio.

Tra i tanti eventi da non perdere, che vedono sul palco gloriosi nomi della scena italiana, c’è “sfogliatelle ed altre storie d’amore” (  andato in scena venerdì 5 agosto presso la Villa Comunale). Protagonisti i cantanti-attori Massimo Masiello e Lalla Esposito, entrambi appassionati interpreti della canzone napoletana. In uno scenario un po’ bucolico e un po’ felliniano ecco allora una ritmica danza di anime che, come nel più appassionato quadro di Klimt Il Bacio, si congiungono solo alla fine e dopo tanto punzecchiarsi, in un fraterno e nobile abbraccio. Gli artisti, che di Raffaele Viviani custodiscono lo spirito nobile e in grado di esorcizzare i mali che affliggono la società attraverso il canto, sulla scena a volte si lasciano andare a sapienti riflessioni che riguardano temi fondamentali quali la violenza sulle donne.

Massimo Masiello si rivela un composto e sapiente uomo di scena che attraverso una recitazione dalla mimica ben accentuata, (che ricorda un pò quella di Buster Keaton), riesce abilmente a giocare col mito dell’uomo alpha che lascia poi cadere la sua maschera per rivelarsi vittima delle sue fragilità e delle sue pene amorose. Massimo Masiello è qui come Caronte che traghetta le anime (in questo caso si tratta degli spettatori) in quel mondo meraviglioso ma al contempo fatto di pittoresche e macabre maschere; ecco l’universo teatrale della divina Lalla Esposito. E’ lei che conduce il gioco, è lei che si mostra donna sicura e subrette, ancora eccola nella sua danza di ombre, d’improvviso fragile vittima del mondo e  disperata anima poetica. Attraverso l’espressione del viso accentuata, i gesti sapienti ed elegantissimi e la voce potente che ti entra nelle ossa, l’attrice costituisce la suo personalissima opera .

Il repertorio  dello spettacolo è vasto: da La Pansè di Carosone, a Ciccio e la macchietta rossa di Pasquale Scialò con Stupido per arrivare al divino finale con Cuncettì Cuncettì di Viviani. Non mancano momenti in cui gli attori sfondano la quarta parete e giocano col pubblico, ricorrendo a gag comiche tipiche del varietà. Insomma la teatralità divinamente poliforme di Lalla Esposito si accompagna alla sapiente maestria di Massimo Masiello per arricchire  una breve ma intensa serata di gusto e tradizione.

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