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Premio Le Maschere del Teatro Italiano, tra riflettori e incontri istituzionali

La premiazione del grande riconoscimento nazionale al Teatro Argentina

Dopo le tanto bramose nomination annunciate per tutte le categorie teatrali in gara per l’ambitissima XXIII edizione del Premio Le Maschere del Teatro Italiano lo scorso giugno, dopo la pausa estiva si fa presto a riprendere e si aspetta con grande trepidazione la serata di premiazione al Teatro Argentina nel tardo pomeriggio del 19 settembre per dare la possibilità alla RAI di trasmettere in diretta e in prima serata tutti i fortunati vincitori.

L’incontro dei finalisti con il Presidente Mattarella al Quirinale

Quest’anno però la richiesta di fare tutti gli onori e oneri di questo importante riconoscimento teatrale viene dagli alti ranghi della politica e dell’istituzione: è proprio il Presidente della Repubblica in persona, Sergio Mattarella, a fare da celebrante il giorno prima di accorrere alla serata delle premiazioni, ovvero il 18 settembre, dove ha potuto accogliere i finalisti del panorama teatrale, poiché proprio Mattarella è solito ricevere grandi protagonisti e volti di altri contesti culturali, sociali e proprio quest’anno non poteva mancare a questo insolito appuntamento che si è rivelato, per tutti i giornalisti e professionisti del mondo dello spettacolo, una giornata particolare al Quirinale dal profondo respiro istituzionale che ha fatto da cornice alla riflessione sul ruolo fondamentale del teatro e dello spettacolo dal vivo.

Al centro della conferenza, gli interventi del Direttore Generale del Teatro di Roma Luca De Fusco, del Presidente Francesco Siciliano e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella hanno più volte ribadito e con forza come la cultura rappresenti un principio costituzionale a tutti gli effetti: un patrimonio artistico e civile identitario che impone alle istituzioni un impegno concreto, sociale e soprattutto economico, affinché non manchi il necessario sostegno pubblico alle attività e ai presidi culturali del contesto italiano e romano. A testimoniare questo legame profondo è stato lo stesso Capo dello Stato, che ha condiviso un toccante ricordo personale legato alla sua giovinezza e alle serate trascorse al Teatro Valle per assistere alle storiche rappresentazioni dei Sei personaggi in cerca d’autore di Pirandello con la leggendaria Compagnia dei Giovani. Un richiamo alla memoria che si salda perfettamente con l’attualità e con il futuro della scena capitolina: dalla tanto attesa rinascita del Teatro Valle, restituito alla città grazie al lavoro della Fondazione Teatro di Roma, fino all’incoraggiamento e agli auguri per la ripartenza della programmazione dello storico Teatro Eliseo.

Tra i momenti più partecipati ed emozionanti dell’incontro, uno spazio e tributo sono stati riservati a tutti i candidati: alla lettura delle terne, i finalisti si sono alzati in piedi accompagnati dal caloroso applauso della platea, ricevendo un sentito riconoscimento coronato dal saluto personale con il Presidente Mattarella e dalla tradizionale foto di rito. Tra i finalisti e le maestranze presenti in sala figuravano anche alcuni membri della commissione, tra cui il Presidente della Giuria Gianni Letta e il fotografo di scena Tommaso Le Pera.

In questo scenario di rilancio, la tutela e la valorizzazione del patrimonio scenico è emersa con chiarezza e la volontà di consolidare sempre più appuntamenti come il Premio Le Maschere del Teatro Italiano come un incontro istituzionale annuale imprescindibile, capace di dare voce, merito e continuità a tutto il comparto teatrale nazionale.

Oggi è un sabato di metà settembre che pullula di giornalisti, curiosi e lavoratori della cultura oltre della presenza dei diretti interessati coinvolti nella premiazione. Il foyer del Teatro Argentina sembra esser in fibrillazione tra conversazioni intermittenti, convenevoli e interviste ai protagonisti assoluti di stasera. La celebrazione è entrata nel vivo sul palcoscenico dell’ Argentina con una cerimonia ricca di ritmo e partecipazione, condotta con brillantezza da Serena Autieri, protagonista di raffinati intermezzi musicali, e dall’attore Antonio Bannò, autore di vivaci contrappunti comici. Non sono mancati i passaggi dedicati alla memoria e alla storia del premio, come quello del Direttore Generale del Teatro di Roma Luca De Fusco che ha ricordato con affetto e gratitudine il critico Maurizio Giammusso, ideatore insieme a lui del riconoscimento teatrale.

A scandire la proclamazione dei vincitori e a rendere omaggio alle maestranze ed agli artisti in gara è stata la presenza attiva delle istituzioni cittadine, regionali e teatrali. Sul palco si sono infatti alternati il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e l’assessore capitolino Giampiero Cannella, affiancati dai vertici del Teatro di Roma guidati dal Direttore Generale Maurizio Roi e dalla Direzione del Piccolo Teatro di Milano. Accanto a loro, figure autorevoli della critica e della cultura come Masolino d’Amico e Giulio Baffi, oltre a diversi finalisti delle varie categorie chiamati a consegnare le Maschere ai propri colleghi.

Sul fronte dei premi tecnici e visivi, l’architettura scenica ha visto trionfare Anna Varaldo, miglior scenografa per Morte di un commesso viaggiatore, mentre la raffinata eleganza de Le false confidenze ha conquistato le Maschere per i migliori costumi firmati da Gianluca Falaschi e per il miglior disegno luci curato da Pasquale Mari. L’intensità drammatica di Lungo viaggio verso la notte è valsa ad Andrea Nicolini il premio per le migliori musiche.

Per la recitazione nei ruoli come attori e attrici non protagonisti, la platea ha riservato un’emozionante standing ovation a una vera leggenda della scena come Giulia Lazzarini, acclamata per Miracolo a Milano, affiancata nel comparto maschile da Paolo Serra per Sabato, domenica e lunedì. La forza della prova solista ha incoronato Elio Germano miglior interprete di monologo per La guerra com’è, mentre il premio per il miglior attore o attrice emergente è andato a Leda Kreider per la sua interpretazione in Improvvisamente l’estate scorsa.

La drammaturgia contemporanea ha trovato pieno risalto con Gabriele Di Luca, fondatore della compagnia Carrozzeria Orfeo, premiato come miglior autore di novità italiana per il testo Misurare il salto delle rane. Un autentico trionfo ha poi consacrato l’allestimento di Morte di un commesso viaggiatore, protagonista assoluto nei ruoli principali:

è stata eletta migliore attrice protagonista, mentre Luca Lazzareschi ha ricevuto la Maschera come miglior attore protagonista. Nei riconoscimenti più attesi hanno infine visto l’affermazione di Arturo Cirillo per la miglior regia con Le false confidenze, mentre il titolo di miglior spettacolo di prosa è stato assegnato all’Antigone con la regia di Robert Carsen.

Cerimonia di Premiazione del Premio le Maschere del Teatro Italiano

Momenti di vibrante commozione hanno accompagnato i premi speciali: il Premio alla Memoria Graziella Lonardi Buontempo è stato consegnato all’attuale Direttore Artistico del Festival dei Due Mondi di Spoleto, Daniele Cipriani, che proprio nel ritirare il premio ha voluto dedicare un sentito omaggio al suo predecessore e fondatore Gian Carlo Menotti. È stata poi la volta del Premio Speciale Maurizio Scaparro, assegnato al coreografo e regista Angelin Preljocaj, per poi sciogliersi in una seconda, lunghissima standing ovation per celebrare la consegna del Premio del Presidente conferito dal Presidente della Giuria Gianni Letta a un autentico maestro del teatro italiano come Massimo De Francovich.

Si chiudono due giorni vividi tra la solennità delle istituzioni e le emozioni del palcoscenico dove il Premio Le Maschere del Teatro Italiano non si è limitato a celebrare i migliori talenti della stagione, ma ha tracciato una rotta precisa: ricordare che la scena italiana non vive di sola memoria, ma di un impegno quotidiano e corale che merita cura, passione, visione e risorse durature.

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XXIII edizione dei Premi Le Maschere del Teatro Italiano al Teatro Argentina di Roma – Conduzione Serena Autieri con la partecipazione di Antonio Bannò – Ideazione dell’evento Luca De Fusco e Maurizio Giammusso – Regia Alessandra De Sanctis – Organizzazione e produzione Fondazione Teatro di Roma – Teatro – Presidente della Giuria degli Esperti Gianni Letta –  Vertici Fondazione Teatro di Roma: Direttore Generale: Maurizio Roi, Direttore Artistico Luca De Fusco, Direttrice Junior Lea Giamattei, Presidente Francesco Siciliano – Premi e Sculture Ufficiali Opere create dal maestro artigiano Paolo Gambardella – Emittente e messa in onda Rai 1 (in differita televisiva) a mezzanotte – Palazzo del Quirinale 18 settembre e Teatro Argentina 19 settembre 2026

Foto dal sito del Quirinale ed © Elena Salvati

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