di Miriam Bocchino

 

“Pappo e Bucco”, cortometraggio diretto da Antonio Losito, narra in pochi minuti una storia delicata e drammatica in cui l’amore e il coraggio si confrontano con la vita e la sua inevitabile fine.

Protagonisti dell’opera sono due anziani clown. I due, ormai lontani dalla scene, trascorrono le giornate in una casa di campagna, lontani dal frastuono e immersi nel verde e nella solitudine della natura.

Elia (Augusto Zucchi) accudisce l’amico di una vita Aldo (Massimo Dapporto), malato e stremato dal dolore.

La richiesta di Aldo di porre fine alla sofferenza farà sorgere in Elia dubbi e domande: è possibile aiutare un amico “uccidendo” il suo corpo fisico?

Il regista, da sempre affascinato dalla figura dei clown, malinconici e divertenti nello stesso tempo, ha voluto raccontare una storia che vive di contrasti. Il rumore di un’esistenza, dedicata ai sorrisi e al chiacchiericcio, si trasforma nel silenzio e nel dolore della malattia, i ricordi dei tempi felici si scontrano con la sofferenza del corpo che rimembra quelle sensazioni e vuole solo pace.

L’amicizia esplica tutta la forza e il valore in un decisione difficile da prendere, forse a tratti incomprensibile, ma ugualmente onesta.

Il tema dell’eutanasia si dibatte da molti e troppi anni in Italia, senza avere ancora oggi una sua “accettazione” legale. “Pappo e Bucco” con estrema dignità e delicatezza fa comprendere, anche a chi non conosce, la straordinaria e complessa normalità che esiste nella decisione di porre fine alla propria esistenza.

“Ho bisogno del tuo aiuto, da solo non ci riesco”: queste le parole concise e chiare che Aldo dice a Elia.

Quando tutto sfugge dalle mani e da soli non si può più nulla solo un amico può essere la salvezza e la risoluzione. Elia è quell’amico che mai avrebbe voluto affrontare una decisione così difficile e che parlando, in una notte di dolore, alla luna le chiede “perché”.

“Vorrei fermare quel momento e morire lì”: Aldo vive di un ricordo, di due mani intrecciate e di due sogni ancora saldi. Saranno quei sogni la motivazione per decidere: metafora di un sorriso ormai spento nella sacralità del trucco e di due pagliacci dagli occhi tristi.

“Pappo e Bucco”, prodotto da Gemini Movie e distribuito da Siberia Distribution, è definito dallo stessa regista “una storia d’amore, amore per la vita.”

L’ultimo spettacolo portato in scena sarà inizio e fine di una narrazione mai così reale e necessaria come oggi.

Il cortometraggio, in modo intenso, racconta di come la vita sia fatta di scelte; quando il cuore chiede diviene dovere indissolubile scegliere.

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