Ecuba di Euripide al Teatro Romano di Fiesole, con la regia di Sergio Maifredi.
Giovedì 30 luglio si è chiusa, al Teatro Romano di Fiesole, la sezione dedicata al teatro antico dell’Estate Fiesolana 2026, con Ecuba di Euripide. La regia porta la firma di Sergio Maifredi, affiancato da Giorgio Ieranò nella traduzione del testo originale. Sul palco Arianna Scommegna ha dato corpo e voce a Ecuba, Mino Manni ha interpretato Odisseo e Agamennone, Gianluigi Fogacci Taltibio e Polimestore, Mariella Speranza Polidoro e Polissena, mentre Mario Incudine ha guidato il coro nel ruolo del corifeo e ha composto le musiche originali che hanno accompagnato la vicenda, eseguite insieme ad Antonio Vasta. Gli attori si sono mossi insieme al coro che li ha accompagnati lungo l’intera rappresentazione, restituendo l’impianto corale tipico della tragedia greca.

Ecuba chiude il percorso ideato da Sergio Maifredi e Giorgio Ieranò dedicato all’Odisseo post-omerico, avviato nel 2023 con il Filottete e l’Aiace di Sofocle. Maifredi lavora sulla figura dell’eroe itacese da oltre quindici anni e ne propone qui l’ultima incarnazione: un personaggio politico e moderno, capace di usare il linguaggio come strumento di potere. A distinguerlo dagli altri eroi arcaici è la capacità di mutare pensiero secondo la situazione, di adattarsi: dote che gli permette di salvarsi più volte nei racconti in cui compare, da protagonista o di passaggio. Il progetto, promosso da Teatro Pubblico Ligure nel ciclo Parole antiche per pensieri nuovi, si avvale della nuova traduzione firmata da Ieranò. In questo caso la regia, attraverso la caduta di Troia, racconta il dolore di quelli che si definiscono danni collaterali: le ferite che ogni guerra lascia dietro di sé, il dolore degli sconfitti che la guerra non l’hanno scelta.
La tragedia si apre a Troia caduta: le donne dell’antica città, condannate alla schiavitù, attendono di essere imbarcate al seguito dell’esercito vincitore. Sulla spiaggia della Tracia appare lo spettro di Polidoro, ultimo figlio di Ecuba, ucciso a tradimento dal re Polimestore, a cui era stato affidato come ospite, con lo scopo di impossessarsi dell’oro che il ragazzino aveva con sé. Alla notizia si aggiunge il sacrificio di Polissena, un’altra figlia della regina, immolata sulla tomba di Achille. Privata di tutto, Ecuba trova nella vendetta l’unica forma di giustizia possibile e attira Polimestore in una trappola, accecandolo e uccidendone i figli.
Il tratto più riuscito di questa restituzione della tragedia di Euripide è l’interpretazione degli attori, in particolare quella di Arianna Scommegna: la sua Ecuba è stata un’interpretazione mozzafiato, capace con la sola voce di torcere lo stomaco e toccare il cuore dello spettatore. Terrorizzata e implorante nel momento della scoperta del sacrificio di Polissena e della morte di Polidoro, graffiante nella rabbia che accompagna l’ideazione della vendetta, l’attrice è rimasta in scena per l’intera durata della tragedia, sostenendo senza pausa un ruolo difficilissimo interpretato con grande maestria.
Resta qualche perplessità sul dialetto siciliano scelto da Mario Incudine per guidare il coro, e su alcuni interventi musicali troppo bruschi, capaci di spezzare la tensione appena costruita sul palco. Restano dettagli marginali in un allestimento che convince nel complesso e che lascia allo spettatore un senso di compiutezza raro da trovare in scena. Ciò che colpisce, uscendo dal teatro, è la capacità dello spettacolo di parlare al presente senza forzature, senza attualizzazioni esplicite: basta la parola antica, detta con precisione, a rendere Ecuba una figura riconoscibile ancora oggi. Una prova di quanto il teatro classico sia eternamente vivo, e di quanto l’Estate Fiesolana abbia fatto bene a chiudere la propria stagione dedicata al teatro antico con un titolo di questo spessore.
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Ecuba – di Euripide – traduzione di Giorgio Ieranò – regia Sergio Maifredi – con Arianna Scommegna (Ecuba), Mino Manni (Odisseo, Agamennone), Gianluigi Fogacci (Taltibio, Polimestore), Mariella Speranza (Polidoro, Polissena), Mario Incudine (corifeo) – coro composto da Lorena Abbo, Maura Amalberti, Laura Amoretti, Anna Belardi, Jose Bonsignorio, Elisabetta Emerigo, Rita Mencuccini, Giada Poidebard, Chiara Rambaldi, Carla Talete, Simona Tallone e Giorgia Zanelli – musiche originali di Mario Incudine eseguite dal vivo da Antonio Vasta – una produzione Teatro Pubblico Ligure – Centro di Produzione Teatrale – Estate Fiesolana 2026, organizzata da PRG srl e Associazione Music Pool – Teatro Romano di Fiesole, giovedì 30 luglio 2026.
Foto: @Max Valle





