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Il viaggio emozionante de “Il Castello degli Angeli Ostinati”

Giacomo Costantini intreccia la forza del circo moderno e il mito degli Angeli tra le mura di Castel Sant’Angelo.

Esiste, e Roma ne è ricca, una forma di bellezza che non teme il tempo, ma che anzi trova nel logorio della storia la sua consacrazione. È questa l’atmosfera che si respira a Castel Sant’Angelo fino al prossimo 2 agosto, dove, nell’ambito della rassegna L’angelo e la Luna, va in scena uno degli esperimenti performativi più coraggiosi – e riusciti vista sia l’affluenza del pubblico da sold-out da inizio programmazione , sia dagli applausi finali scroscianti – degli ultimi anni: Il Castello degli angeli ostinati.

Il Castello degli Angeli ostinati – Sala della Biblioteca, Castel Sant’Angelo

Con la drammaturgia firmata da Giacomo Costantini  – artista circense e tra i fondatori del Circo El Grito –  lo spettacolo non è una semplice rappresentazione, ma un vero e proprio itinerario scenico che trasforma il Mausoleo di Adriano in un organismo vivente. Più che una visita guidata, ci trova di fronte a un’esperienza immersiva di carattere fortemente sperimentale, dove le arti circensi, la narrazione letteraria e la musica dal vivo dialogano con le pietre millenarie del complesso monumentale.

La forza di questo progetto sta nella visione culturale della direzione del Mausoleo di Adriano, che ha saputo scommettere su un linguaggio ibrido, capace di scardinare la didattica tradizionale per approdare a una condivisione culturale più profonda. Non è facile far convivere il rigore di un sito archeologico con l’imprevedibilità del circo contemporaneo, eppure qui la “consunzione” del tempo diventa il filo conduttore di un racconto magico.

A guidare il pubblico in questo viaggio tra storia e miti, è la voce magnetica di Wu Ming 2, narratore d’eccezione che cuce insieme i frammenti della leggenda dei sei angeli che si sono succeduti sulla cima del castello. Accanto a lui, un cast di artisti di eccezionale bravura trasforma ogni sala in un palcoscenico: Alessandra Silvi, Clio Gaudenzi, Giulia Arcangeli, Guenda Bournens, Selyna Bogino, Valeria Sturba, Andrea Farnetani, Cristiano Spadoni, Diego Rotatori, Enrico Tarsi, Giuseppe Franchellucci, Luca “Novas” Terranova e Luis Paredes.

Dall’apparizione dell’arcangelo Michele durante la peste del 590 d.C., il racconto si snoda attraverso figure “ostinate”. Il termine, come spiegato durante il percorso, deriva dal latino ob-stinare, ovvero “stare davanti”, guardando in faccia il pericolo con quella che viene definita una “prudenza attiva”. È l’ostinazione del primo angelo di legno, che scelse la deperibilità come forma di perfezione, o quella del terzo angelo (marmo e bronzo), distrutto da un fulmine che il popolo interpretò come un segno contro la superbia dei Borgia.

Il pubblico, accorso numerosissimo, ha dimostrato di apprezzare enormemente questo approccio non didascalico. La narrazione di dipana attraverso un itinerario che conduce gli spettatori dal Cortile di Alessandro VI, verso la Sala Paolina – o del Consiglio – poi nella bellezza della Sala della Biblioteca; dallo stupore in biblioteca si passa allo stupore della Terrazza, ai piedi dell’Arcangelo Michele – interamente in bronzo, opera di Peter Anton von Verschaffelt – e , voltandosi verso l’orizzonte con Roma ai propri piedi. Infine, ancora nel Cortile dell’Angelo, ancora ai piedi di un altro angelo – opera di Raffaello da Montelupo -, dei 6 ostinati e protagonisti di questa narrazione.

Tra la folla, tantissimi bambini sono rimasti a bocca aperta, rapiti non da sterili elenchi di date, ma da immagini che rimarranno impresse nella loro memoria. Come dimenticare l’eleganza dell’acrobatica evoluzione sulla terrazza del Castello, o ancora, l’incredibile prova di equilibrismo in bicicletta, nella Sala della Biblioteca. resa difficilissima da un pavimento in cotto ben lucidato dove ogni manovra richiede un controllo millimetrico per evitare che le ruote sfuggano via.

Il Castello degli Angeli ostinati – Terrazza Castel Sant’Angelo

Sì !.  Lo spettacolo di Costantini e di tutti gli artisti che vi hanno preso parte. riesce in un’impresa rara: celebrare la resilienza di un simbolo cittadino attraverso la fragilità e la forza della performance dal vivo. Gli artisti in scena non sono solo interpreti, ma “angeli ostinati” loro stessi, capaci di proteggere la storia attraverso l’arte.

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Il Castello degli angeli ostinati drammaturgia Giacomo Costanti, voce narrante Wu Ming 2, artisti Alessandra Silvi, Clio Gaudenzi, Giulia Arcangeli, Guenda Bournens, Selyna Bogino, Valeria Sturba, Andrea Farnetani, Cristiano Spadoni, Diego Rotatori, Enrico Tarsi, Giuseppe Franchellucci, Luca “Novas” Terranova e Luis Paredes, Rassegna “L’angelo e la Luna”, Castel Sant’Angelo, dal 28 luglio al 02 agosto 2026

Foto ©Grazia Menna

(all rights reserved – normativa sul Diritto d’ Autore Legge 22 aprile 1941. n.633)

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