di Paola Tiriticco


L’Altrove Teatro si conferma un luogo piacevole e accogliente dove vedere spettacoli di qualità con artisti di primo piano. Dopo il monologo di Riccardo Ballerini in “Quando l’ultimo vinceva, è la volta di Giulia Nervi in “Meglio sola che sòla” con la regia di Massimiliano Vado.

Partecipiamo alle vicissitudini di una vivace trentenne, o poco più, che, tornata single, si ritrova alle prese con corteggiatori improbabili, casanova seriali, Tinder, mamme con consigli di dubbia utilità, amiche che, volendo aiutare, presentano l’ennesima “sòla”.

La scenografia rispecchia la vita della protagonista, una stanza caotica e disordinata, all’indomani di una divertente festa. Ci sono ancora tutti i segni della baldoria e quindi è facile entrare nella routine di questa single trentenne che, con grande ironia, ci descrive la “fauna” maschile tra i 30 e 40 anni, le gioie e i dolori dell’essere donna sola. Dalle ritrovate libertà, piccole e grandi, alle aspettative del mondo, amici e parenti che attendono quanto prima un fidanzato e certamente un bèbè.

E se da una parte la protagonista prende tutto con ironia, aprendoci una finestra sul mondo del corteggiamento on line con messaggi surreali e a volte inconsapevolmente comici, dall’altra c’è spazio anche per momenti romantici e riflessioni serie sul rapporto di coppia e sul vuoto lasciato da una relazione nella quale si era tanto investito.

Giulia Nervi è un ciclone, riempie il palco con ironia leggera, attenta e scoppiettante. Non perde mai una battuta, non fa calare l’attenzione, in un duetto interattivo con il pubblico che si ritrova a chiacchierare con lei e a entrare nella sua vita.

 Le aspettative sociali sono le stesse di sempre,  così come la difficoltà di indossare la maschera da Wonder Woman, quello che cambia è  il campionario di “bestialità” e “sòle” che si moltiplicano per la velocità dei rapporti sui social, dove tutti si sentono i protagonisti di un reality.

Con leggerezza, Giulia Nervi riesce a mostrare tutto il suo talento e la sua professionalità, ma sembra davvero improvvisare, sembra davvero la ragazza appena alzata, con una vita caotica e tanta voglia di raccontarsi.  Tutto però rispecchia i tempi teatrali, in un alternarsi di risate e serietà, senza tralasciare il talento di cantante e suonatrice di ukulele che lascia ammutolita la platea nei momenti “seri” davanti al frigorifero aperto.

Insomma Giulia Nervi illumina il teatro, regala un’ora e mezza di divertimento e risate, oltre che uno spaccato della vita sentimentale della generazione dei trentenni.

D’altra parte la formazione di Giulia Nervi è solida e varia.  Nata a Roma il 10 settembre 1984, ha cominciato ad appassionarsi alla recitazione fin dalle scuole medie, ma poi la sua carriera è fatta di tanto studio (nel 2004 viene ammessa all’Accademia Silvio d’Amico) e di svariate iniziative, ha recitato in molti spettacoli (nel 2012 insieme alla compagna di accademia Federica Seddaiu scrive “Pensavo fossi una Sacher, invece sei una Fiesta”) e dal 2011 lavora sotto lo pseudonimo di Marty Maraschino come attrice e cantante.

Una piacevole conferma, dunque, per il talento di Giulia Nervi e per l’accogliente spazio dell’Altrove Teatro, mentre il connubio con Massimiliano Vado funziona davvero. Bravi!

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