di Paola Tiriticco

 

Riccardo Ballerini dà vita all’Altrove Teatro Studio al divertente spettacolo “Quando l’ultimo vinceva”, con una interpretazione brillante, a tratti comica che cattura l’attenzione dello spettatore.

Il testo e la regia sono di Massimiliano Gracili e la storia è di quelle minime ma intriganti, capace di tratteggiare personaggi e epoche diverse.

Siamo nell’Italia del secondo dopoguerra e gli italiani si appassionano alle gesta degli eroi del ciclismo, Coppi e Bartali.

Questo sport incarna bene gli ideali e i sentimenti di quest’epoca, fatta di sacrifici ma anche di improvvise possibilità di riscatto. È quello che succede a Luigi Malabrocca, nato a Garlasco, con la passione della bicicletta e il sogno di vincere il Giro d’Italia. La realtà è più dura, dietro di lui non ci sono altri corridori non perché li abbia distaccati, ma perché è l’ultimo.

 Ma proprio in quell’ultimo la gente si identifica, viene creata la maglia nera e con essa la possibilità di cospicui guadagni. Il Malabrocca, simpatico guascone, un po’ furbo e un po’ malandrino, comincia a capire che essere ultimo può dargli una grande notorietà e fargli portare a casa quei soldi che servono a realizzare sogni semplici, come una cascina appena fuori Garlasco ed un piccolo orto.

Con piccoli stratagemmi riesce sempre ad arrivare ultimo fino a quando dovrà contendersi l’ambita maglia nera con un imprevisto nemico, Sante Carollo.

Riccardo Ballerini, solo in scena, riempie con la sua recitazione tutto il teatro, dona profondità e accenti sempre diversi al “Luigin”, alternando comicità,  dialetti e voci diverse, dando vita ad una galleria di personaggi e ad uno spettacolo mai monotono.

E poi, quasi sullo sfondo ma presentissima, viene prendendo corpo l’immagine di un’Italia che cerca di ripartire dai suoi sogni, un’Italia che conosce la fatica, la solidarietà, che crede nei miracoli, che un po’ si impegna e un po’ si arrangia.

Insomma, tanti temi seri, portati sul palco e resi reali con piccoli stratagemmi: le musiche evocative, una scenografia essenziale, la recitazione con i suoi tanti toni: seria, ironica, comica, leggera.

E certo per essere leggeri ma non vuoti ci vuole molto lavoro alle spalle, tante esperienze professionali e umane.

Riccardo Ballerini,  Maestro d’Arte Drammatica e Drammaterapeuta, riesce a farci intravedere, dietro alla sua aria noncurante, saltellante e gioiosa, tutto il suo percorso professionale, anche quello con i pazienti psichiatrici del Teatro Patologico. Perché recitare è un lavoro difficile, e la serietà di un attore si vede dalla sua leggerezza, la stessa che porta Riccardo Ballerini a uscire sul palco saltellando, richiamato più volte dagli applausi.

Lo stesso vale per l’autore e regista Massimiliano Gracili che ama le parole sopra a tutto, in particolare quelle del teatro e del cinema.

Insomma, uno spettacolo davvero piacevole e dalle tante facce, in scena, ultimo piacevole dettaglio, nell’intimo e accogliente Altrove Teatro Studio, che ha ricominciato le sue recite con una ricca stagione teatrale.

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