La prima di “Turandot, l’ultima nota” con cui il regista Lamberto Lambertini ha raccontato gli ultimi mesi del Maestro e la sua opera incompiuta
La società Dante Alighieri ha presentato in anteprima venerdì 27 marzo al Cinema Farnese di Roma il docufilm Turandot, l’ultima nota, un viaggio negli ultimi mesi del Maestro Puccini e in quella sua opera incompiuta, destinata in eterno a rimanere sospesa, a quasi cent’anni dalla prima, che andò in scena postuma al Teatro alla Scala il 26 aprile 1926, diretta da Arturo Toscanini.
Presenti in sala il regista Lamberto Lambertini e il Maestro Adriano Bassi, grazie ai quali, con la collaborazione di Valeria Noli, il docufilm ha preso vita. Prima della proiezione è stato così possibile ascoltare dagli autori le scelte, registiche e musicali, che hanno guidato la produzione, in particolare con riguardo agli interpreti principali.
Il lavoro di Lambertini, che pure ha richiesto pochi giorni di riprese in senso stretto, è partito da lontano per analizzare quell’uomo morente ancora convinto di poter portare al termine il suo lavoro, lasciato di fatto a metà, destinato a farci chiedere in eterno come sarebbe dovuto finire e chi sia la vera eroina del dramma. Un mistero che il destino ha, probabilmente, scelto di tenere per sé, e che Lambertini e Noli hanno deciso di ripercorrere e analizzare a modo loro, tornando a quei giorni di oltre cent’anni fa in cui Puccini e la morte sembravano combattersi a colpi d’inchiostro sul pentagramma.
Si è scelto così un giovane come Francesco Butteri per calarsi nei panni del Maestro lucchese e raccontarne le lettere e i diari del fine vita; il corpo di un ragazzo e le parole di un anziano morente, un connubio che ha tentato di raccontare le due anime di Puccini, quella che lo guidò all’inizio della sua attività e quella con cui tentò di scrivere la Turandot, fino a quell’ultima nota che dà il titolo al lavoro.
Al suo fianco Emanuele Valenti, scelto come narratore visibile in scena nel ruolo di Don Pietro Panichelli, prete che accompagnò il Maestro per diversi lustri, in senso lavorativo prima ancora che spirituale.
Accanto al lavoro attoriale puro Turandot, l’ultima nota dà al belcanto Pucciniano il valore che merita, grazia alla soprano Maria Pia Garofalo, al tenore Enrico Terrone, al basso Luca de Lorenzo e al mezzosoprano Marialusia Lattante. Sono loro a riportare in vita le melodie di Puccini, a ripercorrere la storia di quella principessa che sembrava destinata a toglier la vita a tutti i suoi pretendenti.
Puccini vive nel suo mondo, quello del teatro (per l’occasione il Teatro di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta), nelle sue note e nelle sue parole, in quei mesi ferali dove la malattia sanciva il punto di frattura tra l’uomo e l’artista, con la morte destinata a vincere su quell’ultima opera rimasta incompiuta.
Accanto a quella di Puccini la storia di Turandot, portata in scena dai magnifici burattini di Brunello Leoni e dal canto accompagnato dall’arpa di Sonia del Santo, dal violoncello di Alfredo Pirone e dal clarinetto di Giuseppe di Colandrea.
Nel lavoro di Lambertini si mischiano la storia del musicista e la fiaba di Turandot, il vero e l’immaginario alla ricerca di una sintesi che – di fatto – non si potrà mai ottenere, perché la vita (e la morte) hanno scelto prima per Puccini e per tutti noi. Dopo l’anno di celebrazioni per il centenario della morte di Puccini, durante il quale le sue opere sono state portate in scena ancor più del solito, se possibile, dando adito a rifacimenti e allestimenti d’ogni genere, Turandot, l’ultima nota sembra voler mettere un punto a capo.
Non un andare oltre a un Maestro eterno, che continuerà per secoli a segnare la Lirica e i suoi sviluppi in Italia e all’estero, ma un accettare, anche a malincuore, che quell’ultima nota è il momento del commiato, che oltre son solo farneticazioni, che è alle sue parole che dobbiamo attenerci per rispettarlo correttamente. Fare come Toscanini, poggiare la bacchetta là dove fu tagliato il filo della vita di Puccini. Quell’ultima nota sarà per sempre Turandot.
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Turandot, l’ultima nota – di Lamberto Lambertini – scritto con Valeria Noli e Adriano Bassi – con Francesco Butteri, Emanuele Valenti – Cantanti: Maria Pia Garofalo, Enrico Terrone, Marialuisa Lattante, Luca de Lorenzo – Musicisti: Giuseppe di Colandrea, Alfredo Pirone, Sonia del Santo – Burattinaio: Brunello Leone – una produzione: Unità organizzativa cultura della Società Dante Alighieri





