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Luisella: lava e cenere nel ventre di Napoli

La terza notte di un popolo in fiamme al Sancarluccio

Nell’oscurità del Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli c’era una poltrona avvolta in un velo di fiori. Un arredo posto di spalle al pubblico, lì a farsi carico del peso indicibile della storia, nascondendo le piaghe di una guerra che ha preteso di distruggere la moralità di un intero popolo. Su questo palcoscenico della memoria, domenica 10 maggio alle 18:00, è andata in scena Patrizia Di Martino in Luisella (la terza notte), diretta da Alessia J. Magliacane.

Patrizia Di Martino

La cornice è quella, epica e furibonda, delle Quattro Giornate di Napoli: un momento di fratellanza collettiva dove il popolo, stanco di essere spettatore del proprio massacro, scelse da che parte stare. Ma la regia della Magliacane – autrice anche dell’adattamento dal racconto di Nando Vitali, edito da Colonnese – decide di stringere l’obiettivo sul “basso”, nel ventre molle della città.

Luisella è una donna segnata, una “scartellata” che vive di contrabbando; una creatura che Patrizia Di Martino costruisce con una carnalità provocante. C’è in lei l’eco della Donna Amalia eduardiana, ma anche lo spirito randagio della Bammenella di Viviani. È metafora del Vesuvio: lava che brucia e riscalda, ma anche cenere che sporca le coscienze. Di fatto il cuore del monologo risiede nel conflitto etico scatenato dall’arrivo di un militare tedesco ferito alla porta di una donna che, per istinto e necessità, conosce solo la legge della sopravvivenza.

Il gesto di accoglienza di Luisella non ha nulla di ideologico. È un atto viscerale, un’eruzione di umanità che però non assolve: è mossa solo da una passione, cieca e irrazionale, in cui il desiderio di amare e proteggere quell’uomo diventa il riflesso intimo delle stesse grida di riscossa che il popolo leva contro il nemico. La regia della Magliacane è sapiente nel dosare questa tensione, lasciando che la Di Martino agisca come un nervo scoperto, dimostrando una tenacia scenica precisa nel tratteggiare un personaggio che è bellezza e barbarie insieme. La sua voce e il suo corpo diventano il veicolo di una Napoli che non si piega, carica di un dolore ancestrale.

Patrizia Di Martino e Alessia Magliacane

Dopo questo fortunato debutto napoletano, Luisella si prepara a portare il suo carico di umanità e lacerazioni a Parigi. Una sfida internazionale importante per uno spettacolo che riesce a parlare della dignità perduta e riconquistata di un intero popolo. Un passaggio obbligato per una produzione che onora la memoria senza scadere nella retorica.

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Luisella (la terza notte), monologo tratto da un racconto dell’autore Nando Vitali contenuto nella raccolta Notturno Napoletano (Colonnese editore) – Adattamento teatrale: Alessia J. Magliacane e Francesco Rubino – Con: Patrizia Di Martino – Musiche: Lobinho – Luci: Ludwig – Costumi: La Petite Robe Noire Paris – Produzione: JuJu Entertainment e Sovrastrutture Paris – Foto di scena: Luca Musella – Teatro Sancarluccio di Napoli 10 maggio 2026

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