di Giorgia Leuratti

Il racconto di una stasi, di un paesaggio italiano colto nel suo essere fermo, in- popolato, improvvisamente privato del dinamismo di coloro che lo abitano: riflette sull’immobilità, sul processo di svuotamento degli scenari ambientali, la mostra “L’Italia in attesa: 12 racconti fotografici” ospitata dalle sale di Palazzo Barberini di Roma fino all’interruzione del 15 marzo.

Nel tentativo di rispondere al repentino cambiamento degli spazi come diretta conseguenza della pandemia in corso, l’esposizione si articola come una raccolta di sguardi differenti, quelli dei fotografi italiani che attraverso i loro scatti intendono fermare una contemporaneità che appare già ferma, dove l’ambiente cittadino, come quello delle realtà suburbane, si trova ad esistere espropriato dall’elemento umano che lo abitava.

A caratterizzare la successione di istantanee accomunate da un unico tempo di ispirazione, è la scelta di luoghi differenti: da una parte Guido Guidi ci conduce all’osservazione di una realtà ordinaria i cui elementi compositivi raccontano la “straordinarietà” dell’elemento storico attuale, dall’altra Silvia Camporesi ci guida in una successione di istantanee che ripercorrono i luoghi della sua infanzia.

Diversa appare la visione di Antonio Biasucci che nel polittico “Ghenos” elegge come soggetto fotografico ciò che resta dei tronchi tagliati degli alberi, figure che attraverso il contrasto e la disposizione in successione sembrano assumere tratti antropomorfi andando a suggerire un’assonanza tra mondo umano e vegetale.

Fa ricorso ad immagini satellitari Francesco Jodice designando come oggetto di riflessione artistica quattro storici complessi architettonici a partire da “Le Vele” di Napoli fino ad arrivare a Corviale di Roma; intendono invece restituire l’aspetto spettrale della contemporaneità, i paesaggi montani di Walter Niedermayr e quelli surreali di Pola De Pietri raffiguranti le città di Rimini e Venezia.

Una natura dominante, pervasa da ombre abita le immagini di Ilaria Ferretti; distaccandosi dalla prospettiva di Mario Cresci intenzionato a fissare sulla pellicola scorci del microcosmo casalingo della sua abitazione di Bergamo e suggestioni della città che la attornia.

Promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, “L’Italia in attesa: 12 racconti fotografici” costituisce un percorso visivo che cristallizza la desolazione del presente attraverso la potenza dell’immagine affidandole una memoria collettiva che veicola la drammaticità dell’oggi senza escludere lo sprangarsi di una speranza nel domani.

 

Dal 24 Febbraio 2021 al 13 Giugno 2021

ROMA

LUOGO: Palazzo Barberini

INDIRIZZO: Via delle Quattro Fontane 13

ORARI: da lunedì a venerdì 10.00 – 18.00. La biglietteria chiude alle 17.00

CURATORI: Margherita Guccione, Carlo Birrozzi, Flaminia Gennari Santori

ENTI PROMOTORI:

  • MiBACT

COSTO DEL BIGLIETTO: intero 10€, ridotto: 2€ cittadini dell’Unione Europea tra i 18 e i 25 anni, gratuito minori di 18 anni e altre categorie secondo normativa vigente. La visita alla mostra è inclusa nel prezzo del biglietto. La prenotazione per i singoli è consigliata ma non obbligatoria. È invece obbligatoria per i gruppi

E-MAIL INFO: gan-aar@beniculturali.it

SITO UFFICIALE: http://www.barberinicorsini.org

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