Al Biondo Franco Branciaroli in “Non si sa come” dà voce alle contraddizioni più oscure dell’uomo, in una messinscena essenziale e intensa che restituisce tutta la modernità del grande drammaturgo
Mentre l’umanità si ritrova per la prima volta faccia a faccia con il lato oscuro della Luna, Il regista Paolo Valerio sceglie Non si sa come di Luigi Pirandello per continuare il suo percorso di indagine sull’interiorità e sulle contraddizioni dell’essere umano, già avviato con La coscienza di Zeno. Questa ricerca si approfondisce ora attraverso la scrittura lucida e crudele di Pirandello, affidata alla sensibilità interpretativa di Franco Branciaroli, attore capace di attraversare con eguale intensità tanto i grandi classici di Shakespeare e Goldoni quanto le tormentate tensioni morali e psicologiche di un testo ancora oggi sorprendentemente contemporaneo.

Ph. ©Filippo Manzini
Con novanta primavere alle spalle, in scena al Teatro Biondo di Palermo fino al 17 maggio, Non si sa come, uno dei testi più enigmatici e moderni di Luigi Pirandello, trova in Franco Branciaroli un interprete di straordinaria lucidità e intensità. Lo spettacolo porta sul palco il dramma dell’inconscio e della colpa con una tensione costante, sospesa tra confessione psicologica e riflessione filosofica. Come dichiarato dalle note di regia, “In un’ambientazione raffinata, i protagonisti appaiono tutti come irreprensibili rappresentanti della buona società. Eppure, ‘non si sa come’, l’inesorabile analisi pirandelliana porta alla luce un loro lato spaventosamente irrazionale, popolato da cosiddetti ‘delitti innocenti‘, azioni inconfessate o inconfessabili in cui sull’autocontrollo, sulle ragioni dell’etica, prevale l’istinto brutale.”
Branciaroli domina la scena con eleganza e inquietudine, restituendo tutta la complessità del protagonista Romeo Daddi: un uomo travolto da un gesto inspiegabile, incapace di distinguere fino in fondo tra volontà e impulso. La sua interpretazione evita ogni eccesso melodrammatico e punta invece su sfumature sottili, silenzi, esitazioni e improvvise accensioni emotive. La regia sceglie una linea essenziale, quasi astratta, che valorizza il testo pirandelliano e lascia spazio alla parola. I dialoghi diventano così un terreno instabile dove identità, morale e verità si sgretolano progressivamente. Anche il resto del cast –Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi ed Emanuele Fortunati– sostiene con misura il ritmo serrato della pièce, contribuendo a creare un’atmosfera rarefatta e inquieta.

Ph. ©Filippo Manzini
L’attualità del dramma non è l’unico aspetto che colpisce: Pirandello scrive il testo nel 1935, a un’anno dalla sua morte; i suoi rapporti con il Fascismo si sono ormai deteriorati e l’autore mostra tutta la sua lacerazione interiore per aver cavalcato l’onda del regime con entusiasmo e per diverso tempo. Come se volesse dire al mondo: «Ho commesso questo errore, ma non ero in me, è stata una forza oscura e invisibile che mi ha portato là, ‘non si sa come‘». E tuttavia, non cercando assoluzione ma espiazione, sembra parlare direttamente al presente, interrogando lo spettatore sul rapporto tra coscienza e desiderio, responsabilità e inconscio. Non si sa come non offre risposte, ma lascia addosso domande profonde. È proprio questa la forza dello spettacolo. Il resto lo fa una realizzazione rigorosa e raffinata, sostenuta dalla presenza magnetica di Branciaroli, che conferma ancora una volta la vitalità del teatro pirandelliano.
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Non si sa come di Luigi Pirandello – regia Paolo Valerio – con Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Valentina Violo, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati – scene e costumi Marta Crisolini Malatesta – luci Gigi Saccomandi – movimenti di scena Monica Codena – video Alessandro Papa – produzione Teatro Biondo Palermo / Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia / Centro di Produzione Teatro de gli Incamminati / Centro Teatrale Bresciano – Teatro Biondo di Palermo dal 9 al 17 maggio 2026





