Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

 “Leggerete questo articolo, in mancanza di meglio”

Una citazione che racchiude il tono della commedia shakespeariana secondo il collettivo Lamossa in “Falstaff e le allegre mogli di Windsor”


Nelle serate di sabato 23 maggio e domenica 24 maggio, il Teatro di Documenti si è trasformato nella tranquilla – apparentemente – cittadina di Windsor, nella quale si svolgono le vicende di Sir John Falstaff. A dare vita alle vicissitudini della piccola corte inglese è il collettivo artistico Lamossa, con la regia di Gianluca Belfiore e Paolo Pucciarini. Una compagnia di giovanissimi che hanno portato Shakespeare con il loro linguaggio, riportando, con attenzione filologica combinata a fresca ironia, il cavaliere sul viale del tramonto ospite di ben quattro opere shakesperiane.

Nella foto, Guglielmo Amori nei panni di Frank Ford

Lo spettacolo sviluppa due vicende: quella che ha come protagonista il Sir John Falstaff, che dopo una vita passata da cavaliere disonesto, tenta un ultimo colpo: il suo piano è quello di corteggiare contemporaneamente due ricche signore, la signora Ford e la signora Page, con l’obiettivo di ingannarle tramite la seduzione per arrivare al loro patrimonio; Falstaff non ha fatto però i conti con una piccola cosa: le due sono molto amiche. L’altra vicenda riguarda invece la figlia della signora Page, Annetta: la ragazza viene promessa in sposa dai genitori a due uomini diversi, entrambi facoltosi e rispettabili membri della corte, ignorando totalmente la volontà di Annetta di sposarsi con il suo amato Fenton. Le due storie troveranno risoluzione in un bosco che si dice essere casa delle fate, in una notte dove non è il fato a condurre l’azione, ma i personaggi che, una volta indossata la maschera, si prendono ciò che vogliono.

Falstaff e le allegre mogli di Windsor è un progetto che usa la matrice shakespeariana per portare in scena le sensibilità della generazione che ci ha lavorato. È un’opera apertamente femminista, che da in mano ai personaggi femminili le redini dello sviluppo dei conflitti. Le mogli di Windsor sono scaltre e determinate, manovrano e puniscono senza pietà gli uomini che cercano di controllarle, di usarle come merce di scambio o come mezzo per arrivare a un profitto. Viene dato particolare rilievo alla sorellanza che unisce la signora Ford e la signora Page, perché è un’unione che genera una forza tutta nuova in una società che prova da secoli a mettere in competizione le donne tra di loro, un tema tutt’altro che passato: è infatti proprio l’amicizia tra le due a mettere Falstaff con le spalle al muro.

In assenza di scenografia, incorniciati solo dall’intimo ambiente del Teatro Di Documenti, la creazione del villaggio di Windsor al suo interno è demandato al corpo degli attori, che ridisegnano lo spazio di volta in volta. Il lavoro da portare in scena è arduo anche solo per la lunghezza dello spettacolo, che rasenta le tre ore, divise in due atti. Una sfida portata avanti in modo notevole da tutti gli attori. Una nota di merito per l’interpretazione del signor Ford, che ha reso in modo sorprendente la follia di un uomo che perde il controllo della propria vita, o della propria moglie: in particolar modo le scene con il signor Brook sono particolarmente brillanti. Un altra nota di merito per il personaggio di Mrs Quickly, che funge quasi da corifeo per tutta la vicenda, rivelandosi forse come l’unico personaggio che ha davvero il controllo di tutto; sono stati i suoi interventi a innescare le scene di maggiore ilarità tra il pubblico. 

Nella foto, Marco Coli nei panni di Sir. John Falstaff

Interpretare Shakespeare con le modalità e sensibilità di oggi è forse più filologico della lettura del testo integrale: le commedie del drammaturgo inglese sono composte da battute e riferimenti per il pubblico del suo tempo, che si sono perse con il cambiare del contesto sociale: riportare Shakespeare con il linguaggio contemporaneo significa conservare la stessa ironia e la sagacia che percepivano gli spettatori del Globe Theatre, a discapito di un testo ripensato, ma è pur vero che quando le parole perdono il suo significato, sono solo parole.

____________________

Falstaff e le allegre mogli di Windsor di William Shakespeare – Adattamento e Regia: Gianluca Belfiore e Paolo Pucciarini – Assistente Regia e Produzione: Marianna Nigrelli e Giulio Berardi – Con: Alessio Angeloni, Massimo Accettulli, Guglielmo Amori Giovannini, Martina Caratozzolo, Francesco Casella, Francesco Ceccarelli, Marco Coli, Carlo De Angelis, Raffaella Fanelli, Leonardo Fantini, Chiara Magi, Giovanni Messana, Azzurra Ruggiero, Denise Spataro, Kevin Vaglio – una produzione collettivo artistico Lamossa – Sponsor: bar Celestino – 23 e 24 maggio a Teatro Di Documenti, Roma

error: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]