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L’Eco di Baia tra le Mura dell’Angelo: Il Ritorno di Adriano

Il testo di Gioielli, la voce di Cavalcoli e le note di Tomio ridanno vita all’imperatore

Varcare la soglia di Castel Sant’Angelo è intraprendere un viaggio che non è solo spaziale, ma anche temporale. Percorrere la solenne rampa di accesso, dove il respiro si fa più corto, vuoi per la calura estiva, vuoi per  il peso dei secoli e delle pietre ciclopiche, e quindi emergere nel Cortile di Alessandro VI, regala un’emozione vibrante: è come risalire dalle viscere della storia per affacciarsi sul cuore pulsante di un’eternità mutante, per quella che è stata la storia di questo luogo.

Lorenzo Tomio, Marco Cavalcoli

Proprio qui, il 10 luglio, in questa ricorrenza simbolica che segna la morte dell’imperatore Adriano a Baia nel 138 d.C., è andata in scena una performance che ha trasformato il silenzio della pietra in un’indagine sulla nostra modernità.

L’anima del mondo per Adriano imperatore nostro contemporaneo, opera originale firmata da Lorenzo Gioielli, si è presentata non come una biografia didascalica, ma come un’intensa meditazione teatrale che interroga la figura di Adriano elevandolo a nostro contemporaneo. Il fulcro del testo è il contrasto filosofico tra l’antico concetto di Anima Mundi e il moderno meccanicismo. Per Adriano, il mondo era un organismo vivo, un “unicum indifferenziato” dove lo stesso spirito attraversava stelle, sassi e uomini; una visione che il testo di Gioielli pone in rotta di collisione con la nostra era del linguaggio binario, della plastica e dell’intelligenza artificiale. E questo testo sembra porsi come una critica feroce alla “supremazia della tecnica” che ha tradito il principio vitale per approdare a catastrofi climatiche e disparità economiche.

La sfida interpretativa è affidata alla voce ed alla corporeità di Marco Cavalcoli, che ha scelto una strada diametralmente opposta a quella storica di Giorgio Albertazzi, che viene alla mente parlando di Adriano.  Se Albertazzi incarna un imperatore marmoreo che recita il proprio testamento solenne in prima persona, Cavalcoli si pone come un interlocutore contemporaneo che parla direttamente ad Adriano in una seconda persona evocativa.

La sua lettura è una narrazione asciutta che non nasconde la decadenza fisica di un sovrano ridotto all’agonia dall’idropisia, né le ombre di un potere capace di stragi crudeli per garantire la stabilità. Cavalcoli è, se si può pensarlo così, un “traghettatore di memoria” che costringe gli spettatori che hanno gremito lo spazio antistante il palco, a specchiarsi nella fragilità di un uomo colto nel momento – citando un passaggio di Marguerite Yourcenar dal suo Memorie di Adriano –  in cui «[…]  gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, ..».

In questa operazione di scavo, la sinergia con le musiche di Lorenzo Tomio agiscono come un tappeto sonoro narrante. Le composizioni di Tomio evocano paesaggi lontani – dai mormorii delle acque termali di Baia alle grida degli animali lungo il Nilo – creando un’atmosfera immersiva che ha reso percepibile il viaggio di Adriano attraverso l’Impero. La lettura ha cambiato registro e potenza nello snodo dedicato alla morte vicaria di Antinoo. Gioielli e la musica di Tomio hanno trasformato il sacrificio del giovane bitinico in un atto di amore, un passaggio mistico dove la morte di uno diventa il prezzo per l’immortalità dell’altro. È qui che il testo raggiunge il suo apice lirico, suggerendo che Adriano abbia convinto l’amato che la fine non fosse poi così grave se l’anima è destinata a rifondersi nel grande senso dell’essere.

Lorenzo Tomio

Agli spettatori Gioelli e Cavalcoli lasciano, a chiusura della rappresentazione, una domanda importante: “che cosa sopravvive davvero a un uomo?”. Se la pietra del Mausoleo è stata sconfitta dal tempo e trasformata – da tomba imperiale a residenza papale, a polveriera, a meta “immancabile” del flusso turistico – ciò che resta è forse quella scintilla di Anima Mundi che Adriano cercava di preservare?.

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L’anima del mondo per Adriano imperatore nostro contemporaneo testo di Lorenzo Gioielli, lettura teatrale di Marco Cavalcoli, musiche Lorenzo Tomei, in copetina Marco Cavalcoli, Rassegna “L’angelo e la Luna” , Castel Sant’Angelo 10 luglio 2026

Foto ©Grazia Menna

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