di Roberto Berlini

 

Dal 25 al 30 gennaio 2022 al Teatro Vittoria andrà in scena lo spettacolo “Le isole del tesoro”, da Robert Louis Stevenson, di Giuseppe Cederna e Sergio Maifredi, con Giuseppe Cederna per la regia di Sergio Maifredi.

Tre sedie e poco più. Quanto basta per raccontare delle storie. Lo spettacolo Le isole del tesoro lo si potrebbe definire come un confronto avvincente con i nostri tempi de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. Come autori, Giuseppe Cederna e Sergio Maifredi hanno voluto guardare con sguardo nuovo al celebre capolavoro della letteratura d’avventura, proponendo una narrazione che passa – con sorprendente continuità – dalla vita di Stevenson a “L’isola del tesoro”, arricchendosi delle esperienze e delle difficoltà che può avere un attore in questo periodo storico.

In scena Giuseppe Cederna ha saputo proporre una narrazione serrata e avvincente. Ci ha fatto viaggiare, facendoci conoscere numerosi personaggi e svariate isole. “L’isola del tesoro”, l’isola in cui è morto Stevenson e una terza isola tanto dell’attore quanto nostra, che potremmo definire come “Il nostro presente”.

Più specificamente, nel corso dello spettacolo, è emersa un’isola greca, bucolica e nobilitata dal lavoro dei campi, in cui Giuseppe Cederna afferma di aver trovato una sua dimensione di serenità. Ci siamo domandati se la Grecia di Giuseppe Cederna sia un luogo di fantasia o un semplice omaggio a “Mediterraneo”. Subito dopo lo spettacolo, siamo riusciti ad intervistare Giuseppe Cederna e poter scoprire con lui come sia nato questo spettacolo.

«L’idea è nata da Sergio Maifredi che realizza sempre dei cicli estivi di spettacoli. Abbiamo lavorato sull’Odissea, sull’Eneide e sull’Iliade. Da qui si è sentito il desiderio di fare qualcosa sui capitani coraggiosi, sul mare. Ho proposto quindi di fare “L’isola del tesoro” e raccontare anche la vita di Stevenson e così ho iniziato a preparare uno spettacolo». 

Quanto detto avvenne intorno alla fine del 2019 e il tutto si è interrotto dopo marzo dell’anno seguente. Nella previsione di una ripresa estiva Giuseppe Cederna ha così continuato a lavorare a questo spettacolo in cui affrontava “L’isola del tesoro” e la vita di Stevenson. Con l’occasione di otto giorni di prove in un teatro a Trento, su consiglio di Sergio Maifredi, Giuseppe Cederna ha voluto inserire in questo racconto la sua esperienza in merito alle difficoltà emerse in quel funesto 2020: le preoccupazione di un’artista che non si può esibire, le angosce e il suo viaggio in Grecia.

Così le isole sono diventate due, quella del tesoro immaginata da Stevenson e quella dell’attore. Quest’isola è stata messa in scena sottolineando la presenza di tanti scogli. Ma come al nostro microfono ci ha confidato Giuseppe Cederna «A volte gli scogli ti aiutano ad imparare a navigare».

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