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L’arte contro l’oblio: quando le cicatrici servono a resistere

La mostra “Il segno della rinascita – Gli Uffizi a Palermo”, recuperando i quadri danneggiati dagli attentati di mafia del ’93. A Palermo fino al 19 luglio

La deflagrazione che squarciò una tiepida notte di fine primavera del 1993, portandosi via le vite di cinque persone, fu solo uno dei tanti attentati di cui Cosa Nostra si rese responsabile nei primi anni Novanta. Eppure, quello di via dei Georgofili fu un episodio diverso dagli altri. Le stragi che avevano insanguinato la Sicilia negli anni precedenti avevano già profondamente scosso la coscienza civile del Paese, spingendo molti cittadini a ribellarsi a una storia fatta di violenza, soprusi e omertà. Questa volta, però, la mafia colpiva lontano dall’isola. Nel cuore di Firenze, prendeva di mira un luogo simbolico del patrimonio culturale nazionale, lanciando una sfida diretta allo Stato che, dopo gli arresti eccellenti e i successi investigativi dei primi anni Novanta, stava infliggendo i colpi più duri all’organizzazione criminale.

Trentatre anni dopo, a Palermo, questa ed altre pagine nere della storia italiana si ritrovano in dialogo negli spazi del Museo del Presente “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Palazzo Jung. La mostra Il segno della rinascita – Gli Uffizi a Palermo propone un percorso espositivo di grande intensità simbolica, capace di intrecciare arte, memoria e impegno civile. Giungono così nel capoluogo siciliano alcune opere della Galleria degli Uffizi danneggiate dalla violenza mafiosa e successivamente recuperate grazie a un lungo e complesso lavoro di restauro.

Le date che segnano apertura e chiusura dell’esposizione non sono state scelte in modo casuale: dal 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Falcone, la moglie e tre uomini della scorta, al 19 luglio, altra ricorrenza funesta in cui ad essere ucciso fu il collega e amico Paolo Borsellino e cinque agenti di scorta (tra cui Emanuela Loi, prima donna della Polizia di Stato italiana a cadere in servizio). La strage a Firenze riportò un bilancio simile, anche se i nomi delle vittime spesso non vengono ricordati quanto quelli dei servitori dello stato scomparsi l’anno prima. Ma un’intera famiglia fu cancellata nell’esplosione che ne investì la casa: i coniugi Fabrizio Nencioni e Angela Fiume (una dei custodi degli Uffizi) insieme alle loro figlie Nadia e Caterina Nencioni e allo studente fuorisede Dario Capolicchio, che, ironia della sorte, era originario proprio di Palermo.

Al centro del percorso museale figurano tre importanti dipinti del Seicento italiano: L’Adorazione dei pastori di Gherardo delle Notti e due opere di Bartolomeo Manfredi, I giocatori di carte e Concerto. Le tele furono danneggiate dall’attentato di via dei Georgofili e oggi quelle stesse opere, restaurate ma ancora segnate dalle ferite del passato, diventano testimonianze tangibili della capacità di trasformare la distruzione in rinascita. Il titolo della mostra racchiude il senso profondo dell’iniziativa. Il “segno” non è soltanto la traccia materiale lasciata dalla violenza sulle opere d’arte, ma rappresenta anche la memoria che resiste al tempo. La “rinascita”, invece, è il processo attraverso cui la cultura riesce a restituire significato alle ferite della storia, trasformandole in strumenti di conoscenza e consapevolezza. Le cicatrici attraversano per intero i dipinti, frammentano le figure rendendo irriconoscibili i personaggi rappresentati, mettono a nudo la trama della tela, che diventa materiale permeabile, tessuto umile ma vivo, capace di continuare a raccontare.

È una storia che non parla più di colori, di chiaroscuri dosati sapientemente alla ricerca della perfezione, bensì di cellulosa intrisa di tritolo; è il racconto di come la tensione verso l’alto, l’elevazione dell’intelletto venga spesso sopraffatta dallo squallore della violenza, dall’ottusità di chi si riconosce solo nel proprio io più primitivo. E tuttavia, l’arte, il bello, alla fine si riprendono la piazza senza bisogno di bombe. Nei mesi successivi all’attentato, una straordinaria mobilitazione internazionale vide protagonisti alcuni dei maggiori artisti contemporanei, chiamati a rispondere all’attacco mafioso con il linguaggio della creatività. Da Christo a Mimmo Paladino, da Louise Bourgeois a Michelangelo Pistoletto, sessantadue artisti donarono proprie opere alla Galleria fiorentina. Nacque così una collezione unica nel suo genere, dal titolo Risarcimento. Per non dimenticare. Un gesto collettivo di solidarietà culturale che trasformò il lutto in una nuova occasione di crescita per il museo e per il patrimonio artistico nazionale. Uno modo per dimostrare che no, non avevano vinto loro. Anche alcune di queste opere sono oggi presenti a Palazzo Jung.

L’allestimento dialoga con la missione stessa del Museo del Presente, nato per raccontare la storia di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutte le donne e gli uomini che hanno contrastato la criminalità organizzata. In questo contesto, le opere provenienti dagli Uffizi assumono una valenza ulteriore: diventano metafora della resilienza di una società che non si arrende alla violenza e che trova nella cultura una delle sue più efficaci forme di resistenza. Particolarmente significativa è la scelta di ospitare l’esposizione a Palermo, città simbolo della lotta alla mafia. Qui il dialogo tra patrimonio artistico e memoria civile assume un carattere profondamente identitario, offrendo ai visitatori un’esperienza che va oltre la semplice contemplazione estetica. L’arte diventa racconto, testimonianza e responsabilità condivisa.

Il segno della rinascita si presenta così come una delle iniziative culturali più significative dell’anno in Sicilia: una mostra che invita a guardare alle cicatrici della storia non come a segni di sconfitta, ma come testimonianze di una capacità collettiva di ricostruzione. Un percorso in cui la bellezza dell’arte incontra la forza della memoria, ricordando che la cultura può essere uno dei più potenti antidoti contro ogni forma di violenza e di oblio.

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Il segno della rinascita – Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – Palazzo Jung, Via Lincoln 71 Palermo – dal 23 maggio al 19 luglio 2026

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