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L’alfabeto emotivo di Diego Dalla Palma

La vita in un viaggio tra le parole

Le mostre fotografiche regalano sempre un misto di malinconia, dolcezza, senso di inafferrabilità. La sensazione di un frammento di vissuto, fermato dal tempo, ma allo stesso tempo perso nei suoi dettagli, nelle sue emozioni, nei suoi unici particolari. La foto blocca eppure ci rende dimenticabili, sconosciuti, appartenenti ad un momento irrecuperabile, se vista con gli occhi di chi guarda, di chi ammira lo scatto. La vita di ognuno è un soffio, uno sbuffo flebile se paragonato all’eternità del tempo e dello spazio. È questo che si prova e si sente leggendo un libro dedicato interamente alla vita: una sorta di visita, di passeggiata mentale all’interno di una serie di stanze, fatte di pagine, dove in ognuna c’è una foto precisa, descritta da una parola, e dentro la narrazione di un momento determinato, un ferma-tempo che l’autore in questione ha voluto consegnare al suo visitatore.

@Diegodallapalma

Alfabeto emotivo. In viaggio con la vita di Diego Dalla Palma, edito da Baldini+Castoldi, è una lettura che diventa esperienza, immagine fotografica della vita di un uomo, prima di tutto, divenuto uno dei più grandi esperti di make-up, storico costumista, truccatore, imprenditore. Una personalità fuori dal comune, eclettica, capace di rivelare tutta la sua umanità sotto forme espressive diverse: a teatro, con il suo Perché no? e il delicato Bellezza imperfetta; ora attraverso la carta, la parola che si fanno racconto, riflessione, rivelazione.

Alfabeto emotivo è una confessione, in realtà, che Diego Dalla Palma fa al pubblico in maniera sincera, senza orpelli o trucchi, vestita della sola volontà di confidarsi e di accompagnare il lettore in spazi e pensieri assolutamente umani eppure così forti, inediti. Un viaggio, come indicato nel sottotitolo, nella sua fragilità e nell’estrema maturità di un uomo arrivato all’apice eppure consapevole dell’altezza, delle fatiche affrontate, dei momenti oscuri, delle sue miserie (come spesso le definisce lo stesso Dalla Palma).

I temi sono vari e ampi, racchiusi in semplici parole dal significato dirompente che titolano ciascun capitolo: bellezza, coraggio, dolore, donne, morte, specchio, solitudine, umanità, tempo, felicità, libertà e molte altre; quadri, scatti tematici dove, al loro interno, l’autore si racconta e consegna una serie di spunti, delle frasi brevi, concentrate, maturate durante il suo percorso personale.

Generalmente si potrebbero definire come citazioni o aforismi, massime tratte per sostenere l’argomento, ma quelle trascritte sono espressioni che contengono gocce di esperienza nate da episodi, da momenti di sofferenza. Valutazioni di estrema lucidità, molte sono dirette e forti, critiche, stilettate scritte, sorte da riflessioni sviluppate, ripensate più volte, da incontri.

C’è la presenza di una famiglia determinante (soprattutto la madre, Agnese, già protagonista dello spettacolo Bellezza imperfetta), c’è la vita umile, la crescita tra lacrime e sudore, il pensiero a quei cieli incontaminati dell’infanzia. Ci sono i vizi e le virtù, gli sbagli, gli attimi fugaci, le conquiste, le illusioni, gli amori, le ossessioni, i dolori inevitabili di una vita ricca, non in senso materiale, ma benestante di significato. Una vita fatta di umanità vissuta, tormentata, di persone, di contraddizioni, di ispirazioni, di bellezza nelle crepe.

E poi c’è il presente, l’uomo che oggi scrive di sé, analizza il suo momento, il mondo che lo circonda e che non teme la morte, il porto inevitabile di ogni traversata umana. Perché da qualsiasi parte si navighi, nonostante il tempo, il punto finale di attracco è lo stesso per tutti. Dalla Palma lo dice e lo esprime fin dalla prima pagina, e alla morte dedica questi suoi pensieri. Un omaggio simbolico che dice molto del cammino fatto per arrivare a esprimere quest’invito, quest’offerta al termine ultimo. Costa coraggio, fatica, un passo dietro l’altro: una consapevolezza non scontata e comune.

Ecco perché Alfabeto emotivo è paragonabile ad una mostra, un’esposizione fotografica dove gli scatti riportano un universo che mai più sarà: c’è tanto dell’autore, della sua vita, del contesto, in una cornice che cristallizza pensieri e considerazioni. Sono lì eppure fanno immaginare, intravedere quell’oltre che non riusciremo mai a cogliere pienamente. Perché la vita esige questo, l’accettazione del suo limite. Una vita che resta, per tutti, fragile e immensa, incomprensibile, inafferrabile.

Ed è vero quello che Fëdor Dostoevskij scriveva “Ama la vita più della sua logica, solo allora ne capirai il senso“: Alfabeto emotivo. In viaggio con la vita sembra voler esprimere lo stesso concetto attraverso il vissuto del suo stesso autore. Saper andare oltre per cogliere l’essenza, amare la vita anche quando fa male, quando c’è l’errore, l’inconsapevolezza, l’incomprensione. 

Ci vuole silenzio davanti a ciascun tema, è importante la concentrazione per capire, per collegare e ripensare anche alla propria vita. La lettura, spesso, richiede tempo, accoglimento, quella sensibilità necessaria alle scoperte, alle rivelazioni. Non è una storia, ma è la storia di un uomo che non ha mai smesso di considerarsi tale, nella sua umanità, in perenne ascolto di se stesso. E che, soprattutto, non fa sconti e si rivela per com’è, non per piacere o per celebrarsi. Una fedeltà sincera a sé e ai propri passi incerti, pesanti, sofferti, in bilico, convinti davanti all’unico traguardo. 

La sensazione è quella di avere tra le mani un tesoro, un ricordo che continua, immancabilmente, a scivolare tra le dita. A volte viene da pensare cos’abbia spinto l’autore a certe frasi, alle considerazioni, che cos’abbia davvero provato, come si sia sentito dentro. Un po’ come ammirare lo sguardo di un soggetto chiedendosi che cosa stesse davvero guardando, quali siano stati i suoi sentimenti, i suoi pensieri. Chi sia stato in quel preciso istante.

@Diegodallapalma

L’inevitabilità e l’inafferrabilità sono i misteri che abitano ciascuna esperienza, costituiscono quella sacralità che rende ogni vita preziosa eppure così piccola se paragonata all’immensità dell’eterno e del tempo. Diego Dalla Palma consegna se stesso, la sua vita alla parole: un dono rivolto a chi voglia ripensare anche a sé, al proprio vissuto, a chi voglia dare una sfumatura diversa ad un attimo, a chi voglia rivedersi in una riga inaspettata.

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Alfabeto emotivo. In viaggio con la vita – Diego Dalla Palma – editore Baldini+Castoldi – Immagine in evidenza/di copertina: baldinicastoldi.it

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