Si chiude la nuova edizione di “Musica Amata” al festival dei Giardini della Filarmonica, seguita da “La notte del tango”.
Nella serata del 27 giugno il festival dei Giardini della Filarmonica ha concluso questa edizione di Musica Amata con un concerto dedicato ai quintetti. La serata è proseguita con uno spazio dedicato al tango, ispirato all’operazione compiuta da Astor Piazzolla: sottrarre la musica della milonga alla sola dimensione del ballo per restituirla come musica da ascolto.

In foto, il Quintetto Locke
Il momento del festival dedicato alle radici Filarmonica stessa si è concluso dentro la Sala Casella con l’esecuzione di due pagine del grande repertorio cameristico: il primo quintetto a prendere il centro della sala, composto da Alessandro Carosi all’oboe, Sebastiano Tuccitto al clarinetto, Tiziana Cammarano al fagotto, Oliviero Cavola al corno e Antonio Viri al pianoforte hanno eseguito il Quintetto per fiati e pianoforte in mi bemolle maggiore K452 di Mozart, del 1784, brano che il compositore stesso definì, in una lettera al padre, la sua migliore composizione fino a quel momento; unicum nella produzione cameristica di Mozart con questo organico, l’autore mantiene un’impostazione concertante attraverso brevi frasi equamente distribuite e un’armonia diatonica, garantendo a ciascuno strumento la piena valorizzazione.
Il secondo quintetto, composto da Carla Felli al violino, Matthias Auf der Maur alla viola, Claire Challéat al violoncello, Daniele Lausdei al contrabbasso e Marianna Testa al pianoforte, hanno presentato il Quintetto per pianoforte in la maggiore “Forellen-quintett” (La trota), op. 114, D. 667 di Schubert, composto nel 1819: scritto per il violoncellista dilettante Sylvester Paumgartner, si distingue per l’insolita presenza del contrabbasso in un organico cameristico, e la serena fluidità melodica non sempre percepibile, a causa di qualche imprecisione nei primi movimenti di Schubert, che ha incrinato la continuità dell’ascolto; l’esecuzione si è invece ripresa nel quarto movimento, variazione sul Lied Die Forelle da cui il quintetto prende il nome. Molto bene invece l’esecuzione del primo quintetto: a brillare sono stati soprattutto gli scambi tematici tra pianoforte e fiati nel primo movimento.
Spostandoci in giardino, si entra nell’anima del tango con l’Ensemble Aguante: Raul Dousset al flauto, Giuliano Bisceglie al violino, Giampaolo Costantini al bandoneón, Gabriella Artale al pianoforte e Matías Giardina al contrabbasso. A dare corpo ai suoni, l’ensemble è stato accompagnato in diversi momenti dalla danza di Cristina e Leonardo Elias, coppia di tango e di vita. Il programma attraversa un secolo di tango: dalle radici di Filiberto e Matos Rodríguez all’epoca d’oro di Troilo e Bardi, fino all’avanguardia di Rovira e alla rivoluzione di Piazzolla,del quale sono stati eseguiti Adiós Nonino, Zum e Oblivion, brano che sentiamo per una seconda volta in questo festival, suonato dall’Orchestra Classica della Scuola di Musica Popolare di Testaccio nei saluti finali, durante il primo capitolo di “Musica Amata”.
Il concerto di Aguante ha attraversato le molte declinazioni del tango, dai grandi classici all’evoluzione piazzolliana, fino al valzer criollo danzato sui passi del genere — a riprova di come il tango, pur radicato nella tradizione argentina, abbia saputo assimilare le contaminazioni europee fino a renderle sostanza propria. Notevole la disinvoltura dell’esecuzione, capace di restituire il tango tanto nella parola quanto nella scrittura strumentale. Magnetici i due interpreti in pista, che con eleganza e controllo hanno trasfigurato il palco dei Giardini in una vera milonga, esibendo una precisione nei passi che solo una lunga consuetudine d’intesa può garantire.

In foto, Ensemble Aguante e i ballerini Leonardo e Cristina Elias
Un brano in particolare ci lega però al principale motivo per cui è così importante valorizzare e dare spazio alla pratica musicale dilettantistica: La Cumparsita di Gerardo Matos Rodríguez, pezzo che è diventato quasi il brano da tango per antonomasia, è un arrangiamento di una marcetta carnevalesca composta a Montevideo da uno studente di architettura privo di formazione musicale accademica. Anche generi fondamentali della storia della musica, come le origini del melodramma, si sono affermati fuori da vincoli imposti dal mercato o da logiche professionali, fiorendo nel puro amore – e quindi pura sperimentazione – per l’arte. È proprio questa essenza a consentire le rivoluzioni artistiche più radicali: libertà che solo un contesto dilettantistico può offrire, e che la Filarmonica continua a coltivare.
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Musica Amata II – Sala Casella, Festival dei Giardini della Filarmonica “Radici” – Quintetto fiati e pianoforte: Alessandro Carosi, oboe; Sebastiano Tuccitto, clarinetto; Tiziana Cammarano, fagotto; Oliviero Cavola, corno; Antonio Viri pianoforte – Quintetto Locke: Carla Felli, violino; Matthias Auf der Maur, viola; Claire Challéat, violoncello; Daniele Lausdei, contrabbasso; Marianna Testa, pianoforte – Wolfgang Amadeus Mozart, Quintetto per fiati e pianoforte in mi bemolle maggiore K 452; Franz Schubert, Quintetto per pianoforte in la maggiore “Forellen-quintett” (La trota), op. 114, D. 667
Argentina: la notte del tango – Giardini, Festival dei Giardini della Filarmonica “Radici” – Ensemble Aguante: Raul Dousset flauto, Giuliano Bisceglia violino, Giampaolo Costantini bandoneón, Gabriella Artale pianoforte, Matías Giardina basso elettrico e contrabbasso, con la partecipazione di Leonardo e Cristina Elias, ballerini – Julián Plaza, Nocturna; Astor Piazzolla, Oblivion; Juan de Dios Filiberto, Quejas de Bandoneón; Edgardo Donato, El Huracán; Eduardo Rovira,A Evaristo Carriego; Aníbal Troilo, Toda mi vida; Agustín Bardi, Gallo Ciego; Ricardo Tanturi, La Serenata; Astor Piazzolla, Adiós Nonino; Manuel Joves,Loca; Astor Piazzolla, Zum; Gerardo Matos Rodríguez, La Cumparsita; Aníbal Troilo, La Trampera; Julián Plaza, Buenos Aires Tokyo; Manuel Caballero, Este es el Rey; Virgilio Carmona,Ríe Payaso
Sabato 27 giugno 2026, Accademia Filarmonica Romana
Foto in copertina: Quintetto fiati e pianoforte





