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Fino alle stelle!: un viaggio tra sogni, musica e desiderio di arrivare

Intervista ad Agnese Fallongo, Tiziano Caputo e al regista Raffaele Latagliata in scena questa sera al Todi Festival

C’è un teatro che nasce dalla strada, dalla voglia di raccontare una storia prima ancora di sapere dove condurrà. È da qui che prende forma Fino alle stelle!, in scena al Teatro Comunale per il Todi Festival. Al centro ci sono Tonino e Maria, due artisti siciliani che negli anni Cinquanta attraversano l’Italia fino all’America inseguendo il successo. Un viaggio geografico e interiore in cui ambizione, amore e musica si intrecciano. Abbiamo incontrato i protagonisti Agnese Fallongo e Tiziano Caputo insieme al regista Raffaele Latagliata per ripercorrere la genesi dello spettacolo.

Da dove nasce Fino alle stelle? Qual è stata la scintilla?

Agnese: Lo spettacolo nasceva anni fa dal desiderio di mettere in scena una serata di cabaret. Il regista Raffaele Latagliata, vedendolo, ci ha proposto di dargli una dignità più teatrale. Da quel giorno abbiamo lavorato molto sulla drammaturgia per dare un peso specifico alla storia e renderla il meno pretestuosa possibile, visto il rischio che si corre con i numeri musicali. Siamo riusciti a dare corpo a Tonino e Maria, due cantastorie che compiono un viaggio non solo geografico, dalla Sicilia all’America, ma interiore. Scopriranno l’amicizia, l’amore, l’ambizione e il desiderio di emancipazione sociale da un contesto povero. È uno spettacolo complesso, con molta musica dal vivo, nato letteralmente dalla strada.

Come si mantiene l’equilibrio tra musica, comicità e dramma?

Raffaele: Cerchiamo un’armonia tra esigenze diverse. Agnese cura la drammaturgia e rappresenta il cuore emotivo delle storie. Tiziano incornicia il tutto dal punto di vista musicale: quando le parole non bastano, si sublima nel canto. Io lavoro sull’armonia di questi aspetti e su una preparazione attoriale precisa e pignola. Ciò che ci importa è che il risultato arrivi al pubblico senza mostrare la fatica, ma come qualcosa di naturale e diretto. Il canale emotivo tra la storia e lo spettatore deve essere privo di interferenze e arrivare dritto al cuore.

Come avete costruito il rapporto tra Tonino e Maria?

Tiziano: Abbiamo attinto dalla realtà, poiché Agnese e io siamo opposti e complementari. Come gruppo siamo diversi, ma convergiamo nello stesso canale perché appassionati dalla stessa poetica. Tonino e Maria sono nati spontaneamente durante una lunga gestazione e si sono evoluti insieme a noi: in Tonino c’è tanto di Tiziano e in Maria c’è tanto di Agnese.

Agnese: Maria è soggiogata da una figura paterna padronale; quando decide di partire, dà un calcio a questa zavorra per cercare di volare, cosa inconcepibile per una donna siciliana di quegli anni. Tonino è un sognatore, un Buster Keaton siciliano che viene dalla polvere ed è felice della sua vita da cantastorie, ma vede in Maria l’occasione per non sentirsi solo e intraprendere il viaggio.

In fondo è anche la storia di due persone che, unendo le forze, vanno più lontano…

TizianoÈ il modo che alcuni artisti trovano per arrivare in alto: appoggiandosi a qualcuno e facendogli da spalla. Uno dei messaggi più forti è proprio l’idea di cercare la felicità attraverso la collaborazione e l’alchimia con l’altro.

Agnese: Sentirsi meno soli. Questo è un messaggio fondamentale.

Che cosa significa per voi quel “fino alle stelle”?

Tiziano: Significa alzare sempre l’asticella, indipendentemente dal traguardo finale. Avere un obiettivo ti impedisce di accontentarti e ti spinge a migliorare. Il valore sta nel percorso: è lungo il tragitto che si cresce e si scoprono aspetti inattesi, come accade ai due protagonisti che scoprono i propri sentimenti proprio durante il viaggio.

Agnese: Le stelle arriveranno, ma non come si aspettavano. Il concetto stesso di successo si trasforma lungo la strada e il finale è sorprendente. Proprio come nella vita: insegui un obiettivo, ma è il percorso a cambiarti.

Raffaele, qual è il vostro metodo di lavoro? Quanto spazio c’è per la creatività degli attori rispetto alla regia?

Raffaele: Non c’è una regola fissa. Negli anni siamo cresciuti insieme e il nostro modo di lavorare si è evoluto. Quello che non è mai cambiato è l’urgenza poetica ed emotiva di raccontare storie che ci rappresentino. Facciamo un teatro artigianale e genuino, che attinge al passato e punta sulla trasversalità dell’attore, senza troppa tecnologia o intellettualismi. Coniughiamo ironia e temi profondi, restituendo al pubblico la complessità della vita. La nostra più grande soddisfazione è vedere che queste storie creano una connessione diretta ed emotiva con chi guarda.

Fino alle stelle! non è soltanto un punto da raggiungere, ma la direzione verso cui continuare a camminare. Una storia nata quasi per caso, diventata nel tempo un percorso teatrale fatto di musica, emozione e un’artigianalità genuina, capace di creare una connessione diretta con il pubblico. Forse il vero traguardo non sono le stelle, ma tutto ciò che si scopre lungo la strada.

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Fino alle stelle! Di Agnese Fallongo e Tiziano Caputo – con Agnese Fallongo e Tiziano Caputo – regia Raffaele Latagliata – coordinamento creativo Adriano Evangelisti – Produzione Teatro de Gli Incamminati in collaborazione con ARS Creazione e Spettacolo – Festival di Todi – Teatro Comunale 1 settembre 2026

Foto: ©Manuela Giusto

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