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Essere “Fuori”: quando la società lascia qualcuno indietro

Al Cometa OFF la prospettiva su ciò che sia il fuori cambia, grazie anche a Odo e Ninì

C’è sempre qualcuno che resta fuori.  Da un gruppo, da una nazione, dalla società. Fuori, oltre. Dove non vediamo. Eppure qualcosa c’è, là fuori.  Potrebbe riassumersi così la premessa di Fuori, spettacolo che col titolo dice tutto in scena fino al 15 marzo al Teatro Cometa Off per la regia di Federico Vigorito.

Qui il fuori è quello forse più estremo, di chi vive ai margini del mondo, senza un luogo da chiamare casa che non sia un angolo della strada. È qui, tra un cassonetto e una tenda da campeggio, che conosciamo Ninì (Francesca La Scala) e Odo (Pierre Bresolin), che non hanno più nulla se non alcuni ricordi della vita del prima. Di quella non sappiamo molto, c’è solo qualche accenno che ci racconta di un passato da professionisti, persone immerse nella società nel vero senso della parola. Chissà cosa è successo, cosa li ha condotti in questo angolo di mondo. Forse non è neanche più importante, Ninì e Odo ormai sono questi.

Immersi in una scenografia encomiabile, il palco del Cometa Off diventa davvero quell’angolo di mondo che contiene tutta la vita dei protagonisti, Ninì e Odo ci si presentano come persone molto diverse; La Scala riesce a rendere completamente questa donna inaridita dalla vita, costretta a farsi forte, scontrosa. Nella sua interpretazione si sente il dolore, il legame con l’alcol, la rabbia per ciò che è stato. Se si parla del passato si rabbuia, cerca lo scontro. Al contrario Bresolin, che ci porta un Odo che prende la vita come viene, che conserva il suo spirito quasi infantile, attratto da ciò che nel mondo gli appare bello e meritevole di valore morale più che materiale. 

Quel che si crea tra i due è una contrapposizione d’animi capace di dar vita a battute e piccoli momenti di riflessione, all’interno della quale i due protagonisti si completano e i due attori creano un ottimo equilibrio scenico. Tutto cambia con l’arrivo di Anna (Elettra Zeppi) che all’improvviso cade dal cielo nel cassonetto, non sa dove sia e non ricorda nulla del suo passato. L’introduzione del nuovo personaggio stravolge l’equilibrio ed esaspera i caratteri dei due: Ninì ha qualcuno contro cui sfogare la sua rabbia e la paura verso il mondo da cui è esclusa, Odo la chiama Stella perché è caduta dall’alto e la vede come meraviglia.

E poi ancora, una luce abbagliante e un tonfo in quel cassonetto ed ecco Marco (Gabriele Linari). Lui riconosce Anna, lei riconosce lui, ma per il resto tutto è strano, incomprensibile, e da quell’angolo di mondo qualche forza – fisica? Magica? Chissà – gli impedisce di andar via. I protagonisti di Zeppi e Linari sono più spaventati, chiaramente non abituati a far parte del mondo fuori. Hanno un legame complesso tra loro che trasportano anche nei rapporti con Ninì e Odo. Elettra Zeppi ci mostra una donna estremamente realistica, tanto nella recitazione quanto nel ciò che dice quando cerca di capire, potrebbe essere chiunque di noi in una situazione simile, e accanto a lei Gabriele Linari, il cui personaggio è un senatore, ricalca bene lo stereotipo di uomo convinto che la vita gli debba tutto, che quello sia un errore dal quale dovrà uscire. 

Non c’è neanche tempo per il conflitto sociale, recriminare i come e i perché delle differenze. 
Quel che si percepisce, piuttosto, è quanto sia diverso l’esser fuori se ci si è abituati: a Ninì e Odo quella strana parete invisibile che li tiene lontani dal mondo non cambia nulla, per Anna e Marco è tutto. 

Fuori mette sul piatto tanto del mondo che ci circonda, dall’emarginazione alle relazioni affettive, fino alle paure più ataviche dell’umanità. A guidarci in questo percorso due protagonisti che non ci aspetteremmo, e che invece la regia di Vigorito riesce a dettagliare con attenzione, senza però renderli stereotipi viventi, macchie sullo sfondo delle vite “normali”.  Perché “fuori” è un concetto astratto, che dipende dal luogo, dal contesto. Tutti possiamo esser fuori o dentro qualcosa, tutti potremmo trovarci di colpo fuori; dal gruppo, dal paese, dalla società.  E una volta rimasti fuori ci restano solo le persone che abbiamo accanto.

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Fuori
di Elettra Zeppi e Francesco Imundi – Con Pierre Bresolin, Francesca La Scala, Gabriele Linari ed Elettra Zeppi – Regia di Federico Vigorito – Luci e Fonica : Manuel Molinu – Consulenza nguistica : Eva Allenbach – Progetto visivo e consulenza tecnica : Walter Del Greco – Cometa Off dal 10 al 15 marzo 2026

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