Francesco Bertocco tra Basaglia e l’esperienza di Juqueri, in mostra in Slovenia
A pochi chilometri dal confine tra Italia e Slovenia, l’insolita e affascinante cornice della Galleria Monfort di Portorose ospita fino al 23 agosto 2026 Breaking the Circuit of Control (Interrompere il circuito di controllo), il progetto dell’artista italiano Francesco Bertocco.

Il lavoro dell’artista è promosso dalla XIII edizione dell’Italian Council, il programma internazionale della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura dedicato al sostegno e alla promozione della creatività contemporanea italiana.
L’opera, curata da Gabi Scardi con il supporto della ricercatrice Mariagrazia Muscatello, indaga l’eredità di Franco Basaglia, figura di riferimento della psichiatria italiana e internazionale del Novecento, e l’impatto dei suoi studi e della sua radicale riflessione sulla cura e sull’istituzione manicomiale. Un percorso culminato nella Legge 180 del 1978, comunemente nota come Legge Basaglia, che sancì il superamento dell’istituzione manicomiale e avviò il processo di chiusura degli ospedali psichiatrici, ponendo fine al modello di internamento coatto come forma ordinaria di trattamento psichiatrico.
Il lavoro di Francesco Bertocco restituisce un frammento poco conosciuto della storia di Franco Basaglia: la risonanza internazionale delle sue idee e della sua esperienza lo portò in Brasile tra il 1978 e il 1979. In quelle occasioni Basaglia tenne conferenze, incontrò psichiatri, intellettuali e operatori impegnati nel rinnovamento dell’assistenza psichiatrica e visitò diverse istituzioni, contribuendo ad alimentare un dibattito che avrebbe favorito, negli anni successivi, una profonda trasformazione del sistema psichiatrico brasiliano.
Particolarmente significativa fu, nel 1979, la visita all’ospedale psichiatrico di Juqueri, situato a circa cinquanta chilometri da San Paolo e all’epoca tra i più grandi complessi manicomiali del mondo, arrivato a ospitare decine di migliaia di persone. Per quella visita Basaglia si era lasciato guidare anche dalle immagini realizzate dall’artista e designer italiano Roberto Sambonet, che nei primi anni Cinquanta aveva dedicato una serie di disegni a inchiostro ai pazienti dell’ospedale. Immagini crude e perturbanti, che avevano colpito profondamente Basaglia e che contribuirono a orientare il suo sguardo sulla realtà manicomiale brasiliana.
I testi delle conferenze tenute da Basaglia in quegli anni confluirono nel volume Conferenze brasiliane, che ha costituito un importante riferimento per Francesco Bertocco nella concezione e nella composizione di Breaking the Circuit of Control.
Frutto di lunghe indagini e di ricerche sul campo, l’opera di Bertocco si articola attraverso un doppio linguaggio espressivo: la fotografia e l’installazione video. Attraverso le immagini di Juqueri, l’artista racconta la trasformazione dei luoghi alla luce dei processi di riforma, esplorando il rapporto tra spazi, architettura e pratiche di controllo, oltre all’evoluzione dei movimenti antipsichiatrici. Intrecciando passato e presente, Bertocco riporta alla luce un momento cruciale di dialogo intercontinentale sulla psichiatria moderna.
Il percorso espositivo si compone di quindici fotografie e un‘installazione video realizzate durante l‘intensa ricerca dell’artista in Brasile nel 2025, restituendo una riflessione visiva sulla storia della psichiatrica istituzionale e i meccanismi contemporanei di controllo.
Il messaggio lanciato da Bertocco è forte e drammaticamente vero: «La lezione di Basaglia non riguarda soltanto la psichiatria, ma rappresenta uno strumento per contrastare il riproporsi della malattia e della segregazione sociale, così come delle differenze di classe che riflettono il modello economico in cui viviamo; in altre parole, per impedirne la riproduzione in ogni ambito, istituzionale ma anche privato e personale» , ha dichiarato l’artista.
Francesco Bertocco è noto per la sua ricerca intorno alla storia della medicina e alle pratiche terapeutiche, con un interesse particolare per i luoghi, le relazioni e i dispositivi attraverso cui l’esperienza della cura prende forma: dal laboratorio, inteso come sistema complesso di relazioni e processi, all’ospedale, dove l’esperienza medica assume una dimensione collettiva, fino agli ambienti in cui la terapia si svolge e attraverso i quali si definiscono le relazioni tra paziente, medico e istituzione.
Per Breaking the Circuit of Control ha avviato una collaborazione con numerose istituzioni brasiliane oggi impegnate nella riflessione sulla psichiatria, sulla sua storia e sulla memoria collettiva.
L’opera di Francesco Bertocco trova una sede particolarmente significativa nella Galleria Monfort di Portorose, edificio della prima metà del XIX secolo appartenente al complesso museale delle Gallerie Costiere di Pirano. L’antico magazzino, affacciato sulla passeggiata che collega Portorose a Pirano, conserva la struttura originaria di uno degli edifici destinati alla conservazione della produzione delle vicine saline. La Galleria Monfort rappresenta oggi uno dei più interessanti e meglio conservati esempi di questa tipologia architettonica, profondamente legata alla storia economica e al paesaggio della costa slovena.
Il progetto di Francesco Bertocco proseguirà in autunno con una serie di appuntamenti internazionali. Il 12 settembre 2026, l’auditorium del Museo e delle Gallerie di Lubiana (MGML) ospiterà un incontro con Francesco Bertocco e il professor Vito Flaker, curatore e autore della prefazione alla selezione di testi di Basaglia, tradotta in sloveno e pubblicata nel 2026. L’incontro sarà moderato da Tina Jazbec, curatrice presso OGP.
A Lubiana, la Galerija Fotografija, presso il Centre Rog, ospiterà inoltre l’inaugurazione della mostra, che segnerà una nuova tappa del progetto.
Il programma internazionale proseguirà quindi in Polonia, Francia, Svizzera e Italia, con appuntamenti a Danzica, Parigi, in Ticino, Milano e Rovereto.
L’installazione video proseguirà il suo percorso internazionale il 6 settembre a Danzica, con una proiezione e un incontro con la curatrice Gabi Scardi e Agnieszka Kulazińska-Grobis, curatrice dell’Instytut Kultury Miejskiej.

Il 3 ottobre, il film documentario sarà presentato a Parigi, presso l’Association Quai de la Loire, in collaborazione con Emanuele Quinz (Université Paris 8) e Bernhard Rüdiger (ENSBA Lyon).





