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Equilibri precari, clownerie e messaggi potenti da Anomalie Festival 2026

Quattro esibizioni travolgenti e un pubblico che ha gremito il Parco delle Canapiglie

Se è proprio vero che il meglio si riserva per la chiusura, la giornata dello scorso sabato 12 settembre, la penultima per il ventennale di Anomalie Festival ha regalato al pubblico che ha affollato il Parco delle Canapiglie quattro momenti di altissima qualità, intensità e puro svago.

Irene Contadini

A rompere il ghiaccio ci ha pensato Matteo Pallotto con il suo Comipop, dando una dimostrazione di eccellente padronanza tecnica mentre risaliva una scala piolo dopo piolo alla ricerca costante dell’equilibrio. Questo moderno saltimbanco ha fatto volteggiare oggetti nell’aria, improvvisando a ruota libera con gli spettatori che hanno riempito ogni spazio disponibile, dai posti a sedere fino alle stuoie a terra. Adulti e bambini hanno riso a crepapelle per le sue acrobazie prima di esplodere in un lunghissimo applauso.

Subito dopo ci si è spostati sul palcoscenico centrale per lasciarsi incantare dai movimenti eleganti di Irene Contadini nella sua creazione intitolata Irina. L’artista interpreta una raffinata danzatrice classica alle prese con i celebri brani di Čajkovskij, alternando la danza con spassose trovate della comicità circense in un connubio perfetto tra poesia del clown e arte tersicorea. La platea, sempre più numerosa, ha applaudito a scena aperta.

La prima parte della serata si è chiusa così, lasciando un momento di respiro agli spettatori prima del grande epilogo affidato a un classico del circo contemporaneo, Clown In Libertà del collettivo Teatro Necessario. I tre travolgenti interpreti salgono in scena con la ferma intenzione di stravolgere ogni regola e divertirsi insieme al pubblico. È difficile dire se siano acrobati, comici o musicisti, dato che integrano tutte queste arti in un’esibizione del tutto imprevedibile.

I tre artisti condividono la scena ma non sempre le stesse intenzioni: la voglia di primeggiare scatena ripicche, sabotaggi e sfide continue. Senza ricorrere alla parola, la narrazione si affida ai corpi, agli sguardi e alle evoluzioni acrobatiche. La colonna sonora dal vivo attraversa l’intera performance, dettando il ritmo e trasformando anche il più piccolo errore in un’opportunità di gioco.

Per il momento clou della serata, la scena è passata alle sorelle Charo e Ángela Amaya, fondatrici della compagnia spagnola Cía. La Buffa, con lo spettacolo Ni Fu’, Ni Fa’. Il lavoro prende spunto dal loro reale legame di sangue per sviluppare una comicità grottesca incentrata sulla figura della “bufona” contemporanea. Con pochissimi dialoghi, le due performer portano sul palco una relazione fatta di complicità e scontro, abbattendo i cliché tradizionali del femminile attraverso personaggi esagerati e imprevedibili.

Cía. La Buffa: Charo e Ángela Amaya

Il grottesco diventa così una lente critica per esplorare la convivenza humana, i conflitti e il bisogno di trovare un punto d’incontro. Nonostante l’ora tarda, una platea gremita ha accolto con grande calore uno spettacolo dal forte impatto sociale, capace di lanciare un messaggio netto contro le guerre, l’odio e le discriminazioni.

Tutti i dettagli sul programma sono consultabili sul sito ufficiale di Anomalie Festival.

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Anomalie Festival 20° – con Charo e Ángela Amaya (Cia. La Buffa), Teatro Necessario, Irene Contadini, Matteo Pallotto , in copertina Teatro Necessario , Parco della Canapiglie, 12 settembre 2026

Foto ©Grazia Menna

(all rights reserved – normativa sul Diritto d’ Autore Legge 22 aprile 1941. n.633)

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