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“Distinti Saluti”, ovvero l’incubo performativo dei trentenni

Il teatro off dà voce alla precarietà esistenziale di una generazione che non vuole più solo “sopravvivere”.

Teatro Trastevere lo scorso 26 maggio. Siamo alla prima romana di Distinti Saluti, inserito nel palinsesto di Inventaria – La festa del Teatro Off 2026. Sul palco, un monologo scritto e interpretato da Sara Baldassarre, con la regia curata da Letizia Buchini e il tutoraggio artistico di Niccolò Fettarappa. Ciò che va in scena si rivela essere un’analisi spietata e vivace di una generazione sospesa tra l’ambizione di essere un “cavallo vincente” e la realtà di chi si sente ancora, a trent’anni, un “asino” sulla banchina di una stazione.

Sara Baldassarre

Lo spettacolo si muove con un ritmo serrato, alternando momenti di stand-up comedy, slam poetry e confessione intima. Sara Baldassarre si fa corpo e voce di una trentenne che tenta disperatamente di sfondare nel mondo del teatro, ma che potrebbe essere lo specchio di chiunque oggi cerchi di farsi strada in un mercato del lavoro asfissiante. Il pubblico in sala è visibilmente colpito: la performance della Baldassarre non solo diverte con un’autoironia affilata, ma scava nelle ansie e nelle frustrazioni più profonde, rendendole tangibili, fisiche.

Al centro della narrazione c’è il rapporto feticistico e alienante con la “Commissione”, un’entità onnipotente e invisibile a cui la protagonista invia e-mail ossessive, modificando continuamente se stessa e il proprio progetto pur di piacere. La ricerca del successo – che passa attraverso miriadi di corsi di specializzazioni – viene qui smascherata nella sua natura tossica: un imperativo che impone di non avere paura, di essere “predatori” e di vedere la felicità come una “fissità” mediocre riservata a chi non ha ambizioni.

Il testo segue con lucidità le fasi di un vero e proprio burnout: si parte dall’entusiasmo di chi si sente un “ottimo investimento” finanziato dai genitori, passando per la stagnazione dei corsi di alta formazione che si accumulano senza esito, fino alla frustrazione di dover chiedere ancora la “pagetta” a trent’anni.

È interessante notare come Distinti Saluti si inserisca perfettamente nel solco tracciato da altri lavori visti ad Inventaria, come il precedente Under 30 Bombe Nemiche. Entrambi gli spettacoli mettono a nudo un disagio generazionale che accomuna i trentenni di oggi, non solo nel teatro ma in ogni ambito lavorativo. Il fatto che il festival abbia selezionato testi così vicini per tematiche suggerisce che questa precarietà non sia un caso isolato, ma una condizione diffusa che richiede di essere urlata e discussa pubblicamente. Portare in scena queste “bombe” di realtà consente finalmente di aprire un dibattito su cosa significhi oggi “farcela”.

La forza di Distinti Saluti risiede nella sua capacità di trasformarsi in una drammaturgia del disincanto. La protagonista, dopo aver implorato la Commissione di essere “umana” e aver tentato di vendere persino la propria morte pur di finire in prima serata su Rai 1, o su Mediaset, trova il suo atto di resistenza proprio nella rinuncia al mito del “grande salto”. Il finale è un momento di commovente sollievo: la ricerca della grandezza a ogni costo lascia il posto a quello che lei definisce un “piccolo sogno d’asino”. Il gesto finale di congedo dal teatro «[…] .questo è il mio ultimo spettacolo » può essere, guardando il bicchiere mezzo pieno, non come una resa ma quanto una vittoria sull’ossessione

Sara Baldassarre

Non è il Nobel sognato da bambina, ma la bellezza reale di una vita ordinaria: essere una professoressa di storia a Cernusco sul Naviglio, godersi il calore di un bollitore, la semplicità di una tovaglia a fiori. Questa scelta non viene vissuta come una sconfitta, ma come una liberazione dalla performance perenne. Il successo, alla fine, si scopre non essere nell’applauso della Commissione, ma nel riappropriarsi della propria identità fuori dal mercato. Il pubblico ha tributato a Sara Baldassarre e a tutto il team creativo ripetuti e calorosi applausi, segno che la sua confessione ha toccato corde universali.

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Distinti Saluti di e con Sara Baldassarre, regia Letizia Buchini, tutoraggio artistico Niccolò Fettarappa, produzione Teatro della Caduta, con il sostegno di IDRA Teatro, Settimo Cielo, Danza Urbana rete H(abitat) / Mousiké, Teatro Trastevere 26 maggio 2026

Foto ©Grazia Menna

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