di Isabella Terruso

 

Si è svolto a Palermo il più importante Festival di danza e linguaggi contemporanei del sud Conformazioni, la direzione artistica è di Giuseppe Muscarello, coreografo, danzatore e performer. Il festival è arrivato alla sua sesta edizione e dal 25 Aprile al 1 Maggio 2022 ha visto alternarsi spettacoli e workshop, oltre che conferenze, nei luoghi peculiari del centro storico, risvegliandone il legame con la città e anche la relazione con il pubblico che la abita.

Ospiti del Festival insieme ai loro spettacoli sono stati Antonio Catelani con Berliner Blau alla Rizzuto Gallery; Manfredi Perego con Tecnica della Metamorfosi all’ex noviziato dei Crociferi, Massimo Equilibrio alla scalinata del Teatro Massimo e infine Totemica allo Spazio Franco-Cantieri Culturali alla Zisa; Enzo Cosimi con Take me up, Take me Higher e Bastard Sunday  negli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa; Michele di Stefano – mk con Bermudas al Teatro Biondo – Sala Strehler; Giovanna Velardi con Pubblico in Site specific presso i Cantieri Culturali alla Zisa; Giuseppe Muscarello con Il Furioso e Moto Cangiante e infine Luminescenza di Angelo Sicurella presso gli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa.

Gli spettacoli spaziano per tematica ma restano ancorati all’idea del corpo in scena, con le sue imperfezioni, che agisce negli spazi e si relaziona con il pubblico.

«Mi sono reso conto – sostiene Muscarello intervistato durante il festival – che Palermo è una città che meritava un grande festival. Con la prima edizione ci siamo accorti che la gente rispondeva in maniera esponenziale, così Palermo è diventato un polo per la danza contemporanea al sud. Il Comune ha subito appoggiato il progetto e i numeri di pubblico sono stati in continua crescita negli anni. In Conformazioni – continua Muscarello – vi è questa idea della multi tematicità proprio per accogliere pubblici diversi».

È fondamentale tenere presente che tutti gli spettacoli cercano di creare relazioni con il pubblico, con i luoghi della città, in un rapporto che può esistere solo nel momento presente, dove il tempo sembra sospeso e può raccontare storie millenarie in una sola ora.

Due lavori, in particolare, fanno riflettere sul tema della multi-tematicità nel festival. Il primo è lo spettacolo di Enzo Cosimi Bastard Sunday, mentre il secondo è il lavoro di Cristina Donà con Daniele Ninnarello e Saverio Lanza, Perpendicolare.

Enzo Cosimi, che rappresenta la danza d’autore in Italia, ci dimostra quanto sia potente e attuale il suo lavoro, con Bastard Sunday riesce a portarci dentro la visione poetica di Pier Paolo Pasolini attraverso due corpi che in scena rappresentano l’anima maschile e femminile del poeta. Quest’ultimo guarda ad un universo completamente differente, per tematica, rispetto a Perpendicolare di Cristina Donà, in scena al Teatro Biondo, Sala Strelher.

La cantautrice Cristina Donà si presta, con la sua voce e il suo corpo, al progetto di danza curato dal coreografo Daniele Ninnarello. Nasce un live performance che coinvolge il pubblico, con alcuni tra i brani più importanti della cantautrice, si creano in scena tensioni e riflessioni, in un profondo desiderio di relazione constante tra i corpi che si muovono nello spazio del palcoscenico guidati dalle luci e dalle vibrazioni della musica. Le canzoni fanno vibrare i corpi e i movimenti dei corpi danno vita ai suoni.

Il festival di quest’anno è multi tematico ma anche multi disciplinare, la scelta del nome stesso nasce, come sostiene Muscarello, dal desiderio di volerlo conformare ogni volta a nuove sperimentazioni, a nuove esperienze, a nuovo pubblico e a nuovi momenti.

Rilevante ricordare anche che nel teatro e nella danza il momento della performance in scena è un momento sacro, nel quale vi è scambio continuo di energie, di sensazioni e di visioni.

In quest’ottica Totemica(liturgia della dispersione) di Manfredi Perego e vede il corpo della danzatrice come veicolo di qualcosa, in questo caso di un Dio che non è più riconosciuto, che non è più infallibile, un Dio che vive nel corpo della danzatrice in scena, ed è lei stessa ad esprimerne la forza e la debolezza, ma soprattutto i limiti.

Totemica è un lavoro che nasce dopo due anni di lockdown e porta con sé un incredibile forza. Rappresenta il Dio che è stato dimenticato ma torna presente e si conforma al luogo che abita e al corpo che lo guida. La figura della performer si muove nello spazio circolare di una scena vuota, guidata dal ritmo del tamburo che risuona a tratti, dalle luci che ne seguono il movimento, in una scena delimitata da un mezzo cerchio.

In ultimo, vorrei sottolineare che, un festival così importante di certo non sarebbe stato possibile senza un grande team, in quest’ottica Danila Blasi direttore organizzativo, Gabriele Gugliara per la direzione tecnica, Federica Aloisio e Manuele Cirfera per lo Staff d’organizzazione, Letizia Coppotelli e Massimo Sozzi in amministrazione, Sofia Li Pira dell’ufficio Stampa, Alessia Rotolo e molte altre figure hanno reso possibile il più importante festival di danza e linguaggi contemporanei al sud.

       

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