di Maria Ester Campese

 

Tra le mostre in corso a Roma vogliamo parlarvi di quella in cui protagonisti sono i dipinti di Angela Balsamo. Nel percorso espositivo sono presenti quaranta opere che allestiscono la location scelta: la San Paolo Invest e Banca Fideuram di Roma.

L’artista ci ha incuriosito perché realizza in forma attualizzata la pittura a rovescio su vetro. Un’arte così detta povera che spesso veniva realizzata come ex voto per grazie ricevute e quindi perlopiù con soggetti religiosi, ma non solo. Molto in voga negli anni 70 e in particolare nell’ex Jugoslavia, questa tecnica viene ripresa proprio dall’artista italiana.

Si esprime anche attraverso il colore, è infatti evidente la sua ricerca, su cui si è soffermata affrontando fra l’altro la tecnica “al rovescio”.  Ed è proprio questo il tratto distintivo di Angela Balsamo: utilizzare l’arte pittorica “inversa” della pittura su verto e cristalli. Una tela luminosa che richiede, come per lo sbalzo, appunto la lavorazione al contrario.

I suoi dipinti figurativi e naif sono per lei occasione di un’espressione libera dell’anima; le sue opere spaziano tra soggetti paesaggistici, floreali e ritrattistici. Una fluidità di analisi e indagine del mondo che l’attornia che ci porta con un veloce balzo “tout court” a primitive emozioni. Il suo percorso sfocia in una maieutica profondamente intima che sa contestualmente mantenere intatto l’incanto e la visione fresca e fanciullesca dell’animo innocente e schietto.

L’arte da lei scelta richiede molta più pazienza di altre tecniche oltre a un colpo d’occhio sicuramente più attento e fantasioso. Ciò viene certamente dimostrato nelle sue opere in cui si evince anche la fluidità del tratto, sinonimo di un’acquisita capacità ed esperienza sul campo.

Per la pittura su vetro non si parte dal fondo scuro risalendo con le cromie verso il chiaro. Si parte invece da quelle più chiare e superficiali, che saranno le prime ad essere dipinte. Saranno queste a risultare poi visibili in primo piano a fine lavoro, quindi dai toni più chiari si raggiungono quelli più scuri. Anche il tipo di materiale usato è diverso, infatti al posto degli oli, per il vetro si usano gli appositi colori più diluiti. Questi manterranno in ogni caso quel senso di trasparenza, ma necessiteranno di numerosi passaggi per risultare corposi come gli oli.

Il risultato dei lavori di Angela, che iniziò quasi per caso a dipingere nel 1978, è davvero molto gradevole. Queste composizioni colorate e vivaci sono delicate e al contempo capaci di farsi tramite, per immagini, di circuiti emozionali.

Si consente così al fruitore, che ha fermato lo sguardo sui suoi dipinti, di intraprendere un sentiero a ritroso verso una comprensione primigenia del mondo. Una visione irresistibile e coinvolgente che fa da trait d’union tra la fantasia e un mondo un po’ surreale.

Vi suggeriamo pertanto di non perdere l’occasione di visitare questa esposizione che si protrarrà fino al prossimo 4 aprile 2021.

La mostra, curata da Claudio Alicandri, è stata organizzata da Sara Iannone. Tra gli ospiti al vernissage anche il critico d’arte Vittorio Sgarbi che già

Condividi su: